Insegnamento della Chimica Analitica: richiedo opinioni

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gloria
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Re: Insegnamento della Chimica Analitica: richiedo opinioni

Messaggio da gloria » dom nov 09, 2008 8:00 am

Non vorrei vedere degenerare questo argomento nella polemica....... :wink:

Gian Luca ha chiesto delle opinioni, le risposte, com'era prevedibile, non possono essere risolutive del problema.
Sono sicura della sua sincerità nel voler cercare delle strategie per aiutare il suo alunno.
Il problema che ha posto non è neanche da poco: se un errore di scrittura o lettura di una formula puo' portare un composto ad esplodere invece che ad evaporare (scusate i termini poco tecnici ma io di chimica non capisco niente), capisco bene che il tecnico in questione potrebbe provocare un disastro :!:

Se si trattasse di mio figlio arriverei anche a riconsiderare le motivazioni della scelta di indirizzo ipotizzando la cosiddetta "passerella" che consente di cambiare treno in corsa.


buona giornata,
gloria

SilviaL
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Re: Insegnamento della Chimica Analitica: richiedo opinioni

Messaggio da SilviaL » dom nov 09, 2008 12:10 pm

Gloria non mi trovo d accordo con la tua possibile soluzione...

Se fosse come dici allora nessun dislessico potrebbe nè occuparsi di fisica e neanche d informatica ed altri campi scientifici... tutto può diventare molto pericoloso se applicato per determinati ambiti.
Tutto ad esempio viene gestito ormai con l'informatica... dall'ascensore alle apparecchiature mediche, alle basi nucleari... un programma mal fatto può cmq creare non pochi problemi, anche solo con una patch di aggiornamento che crea un conflitto e rende inefficace altre parti di programmi. Chi si occupa d'informatica sa benissimo che ci possono essere ambienti test.. di collaudo.. ma solo quando viene messo in ambiente di utilizzo si sa esattamente l'effetto finale...

Un ragazzo DSA se vuole può arrivare fare ciò che vuole e arrivare dove vuole... il problema è un altro secondo me.
Se questo ragazzo è stato o meno riscontrato da piccolo e quindi è stato seguito da una logopedista, se poi è stato seguito per trovare un suo metodo di studio e a trovare tutti quei trucchi e sistemi per ovviare ad ognuna delle sue particolarità. Ha consapevolezza della sua particolatità e di come compensare eventuali mancanze?
Trovare un metodo efficace non è facile perchè determina una serie di cose di cui ne abbiamo parlato ampiamente.
Non esiste con i problemi di apprendimento una metologia standard che va bene per tutti.
Il fatto di trovare un metodo di insegnamento efficace è poi solo il 50%.. il resto lo deve fare lo studente. Calcolatrici, computer e tutti gli strumenti sono inutili se non si cosa chiedergli e come utilizzarli.
Mi sono presa a cuore il caso di Gian Luca perchè secondo me è un caso esempio di quanto possa essere difficile comprendere la complessità e la diversità e può essere d aiuto anche ad altri insegnanti che possono ritrovarsi nella stessa situazione. E devono comprendere che il raggio da considerare è più particolare e più ampio di come è stato preso in considerazione.
Da tutto quello che è emerso mi è venuto anche il sospetto che se non fosse stato diagnosticato probabilmente il prof avrebbe già trovato il modo di aiutarlo facendo ricorso alla sua esperienza ed al suo istinto... nonchè a quella certa sensibilità che a chiunque faccia con passione il lavoro di insegnante ha sicuramente. Leggere tutto quello che dicono gli esperti molte volte complica molto la situazione perchè non considera parecchi aspetti e ne dà per certi altri. Anche quando sottolinea che ognuno è diverso dall'altro è solo marginale allo spechietto generale che comunque viene recepito come uno standard a cui fare riferimento.

La cosa buona di questo forum è proprio quello di rendere umano e reale da chi la vive questa diversità.

Ho letto il materiale del congresso, ed altro materiale che è stato creato dall'associazione ed anche da persone di questo forum ed è un ottimo punto di partenza... Anche la legge che sta in fase di approvazione lo è.
E' come verrà interpretato da chi legge e come verrà applicato che fa la differenza e lo rende utile o meno. Sbaglio forse a dir così?

Leonardo
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Re: Insegnamento della Chimica Analitica: richiedo opinioni

Messaggio da Leonardo » dom nov 09, 2008 1:18 pm

Il discorso silvia è un'altro, non tutti sono portati per fare qualcosa, io avevo scelto di fare informatica perchè mi piaceva ma ho sempre detto che se avessi visto che non ero portato per farlo avrei cambiato scuola e avrei cercato qualcosa di meglio.
SilviaL ha scritto:Un ragazzo DSA se vuole può arrivare fare ciò che vuole e arrivare dove vuole... il problema è un altro secondo me.
Se questo ragazzo è stato o meno riscontrato da piccolo e quindi è stato seguito da una logopedista, se poi è stato seguito per trovare un suo metodo di studio e a trovare tutti quei trucchi e sistemi per ovviare ad ognuna delle sue particolarità. Ha consapevolezza della sua particolatità e di come compensare eventuali mancanze?
Appunto, se vuole, ma non tutti sono così e io parlo da persona che non è stata riconosciuta da piccolo come dici tu, che non è stato seguito da nessuno e che ho sempre fatto tutto da solo.
Per quello che ne sappiamo noi il suo studente potrebbe anche non amare la chimica conosco tante persone che hanno scelto una determinata scuola perchè magari volevano seguire i loro amici, perchè i loro genitori volevano che facessero quella scuola oppure in classe ho un compagno che in informatica non sa praticamente niente e nemmeno gli piace ma ha scelto la mia scuola solo perchè secondo lui prepara meglio in matematica e gli piace quella materia, e fin qui può non esserci nulla di male ma poi ad esempio non ci si può lamentare perchè va male in informatica e prende brutti voti perchè è colpa sua che ignora la materia e che in laboratorio invece di fare quello che bisogna fare passa il tempo a giocare con l'emulatore ai giochi dei pokemon del game boy.
Tutto quello che dici tu appunto può arrivare fino ad un certo punto, poi bisogna che sia lo studente che cambia la mentalità e tu puoi sapere se effettivamente questo suo studente dsa che non gli ha mai detto niente ha la mentalità giusta per voler migliorare? io penso proprio che non lo sai.
Come ho detto ieri alla mia professoressa di informatica che dopo che sono andata da lei per dirgli di abbassarmi mezzo voto nel compito (passando da 9 e 1/2 a 9) mi ha richiesto per il fatto degli aiuti gli ho ridetto che io sto bene così e non voglio niente perchè anche fare le cose normalmente serve a qualcosa e impari qualcosa e anche se magari non ottengo il voto che potrei avere a me interessa imparare (qui gli ho fatto l'esempio di matematica che nell'ultimo compito ho preso 6 ma avrei potuto prendere di più se avessi avuto più tempo e magari anche la calcolatrice ma a me va bene così perchè imparo anche a dover improvvisare anche senza)
Oppure magari avrei potuto sfruttare la mia diagnosi e invece di farmi abbassare il voto a 9 magari avrei potuto farmelo alzare a 10 visto che sono molto lento a scrivere ma non l'ho fatto perchè secondo me questa volta è stato un problema oggettivo di tutta la classe, questo compito effettivamente era molto lungo da scrivere e c'era poco tempo per farlo ed essendo HTML era un continuare a scrivere un mucchio di cose identice cambiate soltanto di nome e infatti io all'inizio avevo paura di prendere solo 6 facendo la parte di javascript e temevo di non riuscire a fare la form in HTML e ho cercato di fare il più veloce possibile, ho fatto tutto il compito senza pensare nemmeno a cosa scrivevo e alla fine del compito ho avuto male alla mano per qualche giorno da quanto mi sono sforzato a scrivere il più veloce possibile e mi sono fatto abbassare il voto perchè nella select per riuscire a fare tutto ho fatto la scelta di scrivere la prima option mettere ... e scrivere l'ultima mentre un'altro mio compagno le ha scritte tutte ma ha fatto la scelta di non rispettare la tabella e non l'ha messa mentre io l'ho fatto come ha fatto anche qualche altro.
E sinceramente sono soddisfatto così come è andata tanto che anche la prof era soddisfatta perchè ha appunto detto che sono stato quello che è riuscito a fare di più (io spero anche di avergli dimostrato che se mi lamento come diceva lei sempre non è per lei ma è perchè non voglio le ingiustizie e come le altre volte mi "lamentavo" perchè mi dava meno di quello che secondo me doveva fare ci sono anche le volta in cui mi "lamento" perchè secondo me invece mi ha dato troppo, tanto che un mio compagno mi ha detto che sono stato onesto perchè magari con tutte le volte che mi hanno tolto qualcosa avrei potuto stare zitto pensando di essermi ripreso quello che mi avevano tolto, ma io non sono il tipo che fa cose del genere)
Cmq continuo a ripeterlo, non è giusto sempre dare la colpa e accusare i ragazzi ma non è nemmeno giusto diffenderli sempre, tutti hanno la loro parte di responsabilità e di colpa, e probabilmente è così anche nella situazione di gian luca, probabilmente lui ha un pò di colpa perchè non fa tutto quello che tu continui a dirgli ma il suo alunno ha parte di colpa perchè non fa quello che dovrebbe e non fa tutto quello che gian luca continua a dirgli.

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Re: Insegnamento della Chimica Analitica: richiedo opinioni

Messaggio da attilio » dom nov 09, 2008 2:26 pm

Leonardo ha scritto:...Per quello che ne sappiamo noi il suo studente potrebbe anche non amare la chimica conosco tante persone che hanno scelto una determinata scuola perchè magari volevano seguire i loro amici, perchè i loro genitori volevano che facessero quella scuola o...
Forse quello che silviaL vuol dire è: ma perchè questo insegnante si pone (giustamente) il problema di come comportarsi con l'alunno dislessico che non ama la materia e non se lo pone per gli altri che sicuramente ci saranno in classe?
Il problema è lo stesso; forse il modo di affrontarlo può essere diverso.
Se il bambino dislessico non può imparare la strada che insegniamo, può insegnarci la strada per farlo imparare.
da "The dyslexia handbook" - Smythe

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Re: Insegnamento della Chimica Analitica: richiedo opinioni

Messaggio da Leonardo » dom nov 09, 2008 2:53 pm

attilio ha scritto:Forse quello che silviaL vuol dire è: ma perchè questo insegnante si pone (giustamente) il problema di come comportarsi con l'alunno dislessico che non ama la materia e non se lo pone per gli altri che sicuramente ci saranno in classe?
Il problema è lo stesso; forse il modo di affrontarlo può essere diverso.
Non mi sembra che abbia mai detto che non pensa ai suoi altri alunni che sono in classe...
E anche se fosse, forse perchè nel caso di questo suo alunno dislessico che se non prende sufficenti poi magari i suoi genitori vanno continuamenta a scuola a rompergli le scatole perchè da insufficente al loro figlio anche se gli hanno portato la diagnosi? :roll:

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Re: Insegnamento della Chimica Analitica: richiedo opinioni

Messaggio da SilviaL » dom nov 09, 2008 3:10 pm

Leonardo hai interpretato male le mie parole...

Anch io non sono mai stata riconosciuta e conosco molto bene sia l html che il javascript.. ma non ho mai dovuto farlo su un foglio. L ho sempre utilizzato prima al corso e poi per il lavoro sul pc.
soprattutto con i linguaggi di programmazione o con programmi lunghi senza il copia e incolla penso sia veramente dura perchè ti devi preoccupare di scrivere bene ogni ripetizione di istruzione invece di concentrarti sulla logica che le varie parti devono avere sia per poter far scopa che per non fare spaghetti (scusa mi è venuto in mente un vecchio gergo da programmatori) .
Penso che su un foglio mi ci incarterei... :-S

Vediamo se riesco a spiegare in altro modo cosa intendevo con le mie parole..

Se si ha difficoltà in qualcosa perchè non ci si conosce e non si sa come gestire questa particolarità un ragazzo può anche cambiare indirizzo, ma non appena si ritroverà ad avere a che fare con una qualsiasi altra materia scientifica si ritroverà allo stesso punto. Ai problemi non si scappa!!!
La parte di saper gestire le nostre particolarità le dobbiamo imparare.. un altro discorso è dire che una cosa non piace o che non si è portati...
che significa che non si è portati per qualcosa ? io per esperienza ti dico che è solo una scorciatoia per non affrontare il problema.. ma il problema rimane li.
E lo dico per esperienza... se ti raccontassi il mio travaglio da studentessa...
per anni ho vissuto come in una realtà parallella.. lavoro in un modo a scuola/università in un altro...

Io insegno informatica.. compresa l'alfabetizzazione e mi sono spesso ritrovata con persone di una certa età che non sapevano usare un pc ma che dovevano imparare non solo ad utilizzare posta e programmi office, ma anche la contabilità od altre cose complesse... mi dicevano che non erano portati e che avevano provato varie volte a fare dei corsi o farsi insegnare senza risultati rischiando ad un certo punto di dover essere inadeguati per il ruolo che occupavano professionalmente: una cosa molto pericolosa. Con me hanno non solo imparato.. ma sono riusciti ad acquisire una certa dimestichezza da farli andare avanti da soli...ed essere pronti per eventuali ampliamenti e aggiornamenti.
e sai da cosa sono partita? proprio dal modo sbagliato in cui la pensavano. E queste persone non avevano nessun problema d apprendimento.
Avevano idee sbagliate di base con cui approcciarsi all'informatica... sfatare i preconcetti e i luoghi comuni è la cosa più difficile del mondo.

Poi se una cosa non piace non sempre si può scegliere di non farla... ogni professione ha varie sfacettature.. ed in ognuna c'è qualcosa che può non piacerci...
potrebbe anche essere che ha difficoltà nell apprendere il linguaggio chimico ed applicarlo, ma una volta capito ed ovviato alle difficoltà soggettive diventare il migliore in quell ambito... non lo si può dire.
Tu potresti scoprire ad esempio come me .. che dopo qualche anno che ti occuparai di programmazione che questa è noiosa e non ti piace più.. perchè alla fine è un lavoro sedentario e ripetitivo..
E' molto meglio la parte di progettazione che non quella in cui ti ritrovi davanti ad un monitor a fare un frammento di qualcosa di più grande deciso da altri a cui tu devi solo occuparti dell'esecuzione, perchè è probabile che è quello che ti ritroverai a fare se non prosegui negli studi... il la chiamo la catena di montaggio moderna... perchè il senso di alienazione è il medesimo, sensazione molto triste e brutta.

quello che ho sempre detto al prof. Gian Luca è che deve comunicare ed approfondire con il ragazzo se vuole trovare le risposte.. e secondo me con la parola DSA è entrato in crisi...
ciò che non si conosce spaventa.. e se lo si presenta in maniera distante dalla realtà come spesso accade informandosi sulla questione capisco perfettamente la sua preoccupazione.
E fin dal mio primo intervento gli ho detto e ripetuto che non conoscendo nè lui nè il suo studente non si può essere d aiuto in nessun modo se non facendoli notare che per ogni variabile ci possono essere problemi e soluzioni differenti...

Leonardo
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Re: Insegnamento della Chimica Analitica: richiedo opinioni

Messaggio da Leonardo » dom nov 09, 2008 3:25 pm

vabbeh ora mi stai fraintendendo tu, lascio perdere la discussione che è meglio.
Dico solo una cosa, si continua a dire che è lui che deve parlare con il ragazzo, ma tu non puoi dire se l'ha fatto o no, anzi dalle sue parole sembrerebbe che sia il ragazzo che non vuole dire niente.

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Re: Insegnamento della Chimica Analitica: richiedo opinioni

Messaggio da SilviaL » dom nov 09, 2008 3:44 pm

io invece alzo le mani... bandiera bianca :-)

e se non fosse intervenuta Gloria non penso avrei più partecipato a questa discussione...
gli scontri fra i muri di gomma non portano mai nulla di costruttivo.

Ho capito cosa intendevi... ma evidentemente non riesco a farmi capire io... pazienza! :-S

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