INDENNITA' DI FREQUENZA - CHIARIMENTO -

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lalilla72
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INDENNITA' DI FREQUENZA - CHIARIMENTO -

Messaggio da lalilla72 » mar gen 12, 2016 3:26 pm

Buona sera,
mamma single con figlio di 10 anni dislessico, disortografico e discalculico, fatta richiesta per indennita' di frequenza ovvimante bocciata.
Leggo qua e là che ad aluno la danno.
Io sto pagando un doposcuola per DSA privato, un noleggio di un software e non ho nessun aiuto.
Possibile che NON si possa fare nulla.
Io al momento riesco a farglielo frequentare ora, ma non so ancora per quanto.
Ci sono bambini nella stessa scuola di mio figlio che ne avrebbero bisogno ma i genitori non se lo possono permettere.
C'è qualcuno INFORMATO BENE sulla questione indennità?
Al momento sono riuscita ad avere con sovvenzioni regione Lombardia per PC e stampante e ne sono felice e ringrazio la Regione Lombardia.

Grazie.
Lilla

Antonella67
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Re: INDENNITA' DI FREQUENZA - CHIARIMENTO -

Messaggio da Antonella67 » mer gen 13, 2016 11:05 am

Ciao, io avevo letto tempo fa, credo dopo l'estate, su un sito (lopedista qualcosa) che l'inps aveva differenziato la 104 dai dsa, e che si può fare richiesta dell'indennità di frequenza proprio per i dsa, se ritrovo il sito te lo metto :o

Antonella67
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Re: INDENNITA' DI FREQUENZA - CHIARIMENTO -

Messaggio da Antonella67 » mer gen 13, 2016 12:46 pm

http://fli.it/2015/09/07/lindennita-di- ... endimento/
prova a vedere qui
sicuro ho letto che bisognava rivolgersi alla asl, ufficio invalidità, specificando che si è Dsa, ma questo non l'ho ritrovato

PINGHI
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Re: INDENNITA' DI FREQUENZA - CHIARIMENTO -

Messaggio da PINGHI » gio gen 14, 2016 4:54 pm

ciao lalila...trovi tutto quì :wink:
Indennità di frequenza.
Posted on marzo 25, 2014
INDENNITA’ DI FREQUENZA LEGGE 289/90



È possibile per tutti i bimbi o ragazzi dsa ottenere un indennità di frequenza, viene erogata dall’INPS, per aiutare le famiglie a sostenere le spese, per PC, programmi , medici specialisti ecc.. si può ottenere fino alla età di 18 anni. Viene data per 9 mesi l’anno, cioè solo durante la frequenza scolastica. Mi raccomando ogni anno fatevi dare dalla scuola il documento che attesti la frequenza e inviatelo all’inps con raccomandata.
Consiste in un assegno mensile di 251 € circa.

Andare dal medico curante del ragazzo o andare dal pediatra del bambino.
Chiedere di fare la richiesta di indennità di frequenza in base alla legge 289/90.

Il medico emetterà un certificato che inoltrerà all’inps per via telematica, dovrà anche inviare copia della diagnosi di dislessia.
Il lavoro del medico curante o del pediatra finisce qua.

Dopo aver ottenuto l’invio del certificato medico da parte del medico, bisogna rivolgersi, entro 30 giorni, ad un patronato INPS per inviare la domanda per l’indennità.



Oppure si può fare da soli online collegandosi al sito dell’inps.

Prima di rivolgersi al patronato oppure collegarsi al sito per il fai da te, bisogna andare all’inps e richiedere il pin completo a nome del bambino/a o ragazzo/a.

Ottenuto il pin e con il numero del certificato rilasciato dal medico curante, collegarsi al sito inps cliccare servizi al cittadino, scegliere invalidità civile (mi raccomando non fatevi strane idee, non è un invalidità 104 ma purtroppo esiste solo questa procedura), inserire il pin e codice fiscale, entrerete nella sezione di compilazione domanda, inserite tutti i dati, al termine se tutto è andato bene, vi viene visualizzata la ricevuta di invio domanda, stampatela e allegate alla domanda. Ricordate che oltre a vostri dati, infondo alla prima pagina di compilazione cliccate tutore e inserire i dati di uno dei genitori.



Nel giro di 3 mesi verrete chiamati dalla commissione per visita, è un colloquio di 5 minuti, non preoccupatevi, verranno fatte solo delle domande.

Quando vi presentate alla commissione portare con voi: la diagnosi, e una relazione funzionale logopedica e neuropsicologica con piano di trattamento, tipologia, frequenza e durata. Fatevi fare questa relazione dalla logopedista o dallo specialista che sta seguendo il dsa. Se non state ancora facendo terapie, fatevi fare da uno specialista la relazione dove specificherà che deve essere sottoposto a terapie tempestive.

In più a questa documentazione può essere aggiunto la documentazione relativa a tutte le spese necessarie come logopedia, ripetizione, programmi compensativi, acquisto del computer e in generale tutto i costi emessi dalla dsa.

Alla visita non vi sarà detto se la domanda sarà accettata, o meno, dovrete aspettare l’arrivo di una raccomandata con la risposta, anche per questa ci vorrà un po’ di tempo.

Nota per cittadini extracomunitari:

cittadinanza italiana, o essere cittadini UE residenti in Italia o cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
Nel caso venisse rifiutata l’indennità di frequenza, si può ricorrere al TAR, di seguito la procedura:

Contro il verbale della Commissione ASL che riconosce o meno l’invalidità civile e la relativa indennità di frequenza, la persona può presentare ricorso. La procedura del ricorso è cambiata recentemente e, dal 2012, chiunque voglia fare ricorso avverso un verbale di indennità deve obbligatoriamente effettuare un accertamento tecnico preventivo prima di dare avvio alla causa giudiziaria vera e propria.
In sostanza il ricorrente deve recarsi presso il Tribunale di competenza (quello di propria residenza) e presentare l’istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie che legittimano la pretesa fatta valere. Se questo accertamento preventivo non viene effettuato, non si può arrivare davanti al giudice.
L’accertamento medico è compiuto da un consulente tecnico nominato dal giudice alla presenza di un medico legale dell’INPS. La relazione tecnica redatta dal consulente deve essere trasmessa alle parti (cioè all’INPS e al ricorrente). A quel punto, il Giudice, con decreto comunicato alle parti, fissa un termine non superiore a trenta giorni, entro il quale le medesime devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio.
In assenza di contestazione, il Giudice, entro trenta giorni, omologa con decreto l’accertamento del requisito sanitario presentato nella relazione del consulente. Il decreto è inappellabile, cioè non si possono più presentare ricorsi.
Al contrario, nei casi di mancato accordo, la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio deve depositare, presso lo stesso Giudice, entro il termine di trenta giorni dalla dichiarazione di dissenso, il ricorso introduttivo del giudizio, specificando i motivi della contestazione della relazione del consulente. Da quel momento può iniziare l’iter con le udienze, e la presentazione delle consulenze di parte. Il giudizio si chiuderà con una sentenza inappellabile.
Il ricorrente è comunque tenuto ad appoggiarsi ad un legale che lo assista e sia presente nella prima udienza ed è inoltre a suo carico l’anticipazione delle spese per la consulenza tecnica.

lalilla72
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Re: INDENNITA' DI FREQUENZA - CHIARIMENTO -

Messaggio da lalilla72 » lun feb 15, 2016 4:51 pm

dunque, quello che mi sembra di capire è che sta indennità di frequenza è possibile riceverla ma SOLO se alla fine si fa il ricorso......ma secondo voi è possibile???
Ora mi rivolgerò ad un patronato e vi giuro che qs volta farò il ricorso.
Grazie a tutti.
Silvia

PINGHI
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Re: INDENNITA' DI FREQUENZA - CHIARIMENTO -

Messaggio da PINGHI » mar feb 16, 2016 9:02 am

ciao Lalilla....una mia amica con due figli dsa,si era fatta assistere dall'ufficio invalidi della nostra zona (Varese).....tutte e due i ricorsi sono passati con esito positivo......ciao :)

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q= ... FoBRO44i3g
http://www.dislessia.org/forum/viewtopi ... =8&t=12776
DSA e indennità di frequenza: quando l’INPS diventa un ostacolo…
20 febbraio 2015 di Andrea | 0 commenti
La nostra storia incomincia nel maggio del 2013, quando a Silvia (il nome è di fantasia per tutelare la sua privacy) vengono diagnosticati due disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): dislessia e disortografia. La bambina, che frequenta la seconda classe della scuola primaria, è arrivata alla diagnosi dopo un lungo percorso di colloqui e valutazioni a cura della logopedista, della neuropsicomotricista e della neuropsichiatra infantile presso l’USL di Aosta; a conclusione di tutto, la neuropsichiatra rilascia alla famiglia la famosa certificazione, che consentirà a Silvia di ottenere a scuola un piano didattico personalizzato che preveda misure dispensative e strumenti compensativi per favorire il suo percorso di studio.
L’autunno successivo Silvia inizia la terza e poco dopo io la prendo in carico su richiesta dei genitori, per il supporto alle sue difficoltà e un sostegno psicologico globale; nella primavera del 2014, dietro mio consiglio, i genitori inoltrano all’INPS richiesta per ottenere l’indennità di frequenza. Si tratta di un assegno mensile, previsto dalla legge n. 289 dell’11 ottobre 1990, che viene riconosciuto a tutti i minori che presentino «difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età» e, quindi, anche ai ragazzi con DSA, a patto che frequentino una scuola pubblica o privata oppure centri ambulatoriali e per il solo periodo di frequenza, che comunque, in condizioni normali, corrisponde all’intero anno scolastico. La procedura non è molto pubblicizzata, ma di per sé è piuttosto semplice: la richiesta va inoltrata dal pediatra e i genitori devono allegare tutta la documentazione utile, in particolare – e di per sé sarebbe sufficiente – la diagnosi del neuropsichiatra infantile; successivamente, una commissione medica istituita presso l’INPS incontra il minore e i genitori ai quali pone alcune domande al fine di verificare la situazione; infine, la commissione attribuisce l’indennità.
Tutto sembrerebbe piuttosto automatico, e in effetti così dovrebbe essere, se non altro perché – lo ribadisco – l’indennità mensile di frequenza è un diritto previsto dalla legge. In realtà, al contrario, automatico non è, dal momento che l’INPS – ad Aosta come in tante altre regioni d’Italia – si arroga il diritto di negare l’indennità anche a fronte di una situazione certificata dall’USL. E così, la nostra Silvia non ottiene l’assegno, che tuttavia alla sua famiglia servirebbe veramente, visto che hanno acquistato per lei un computer e software specifici per i DSA e che sostengono ingenti spese per il percorso di sostegno. Quale criterio la commissione medica abbia utilizzato per decidere che a Silvia l’indennità non spettasse, non è dato saperlo.
Passa il tempo. Silvia termina la terza e in estate, dopo ulteriori valutazioni, le viene diagnosticata anche la discalculia, a completare un quadro già di per sé non semplice. A settembre del 2014, prospettandosi per la bambina nuovi cicli di trattamento logopedico rispetto alla matematica e comunque continuando il percorso di sostegno psicologico, con tutti i costi che ciò comporta, i genitori inoltrano nuova domanda per l’indennità di frequenza, anche alla luce dell’aggiornamento diagnostico della neuropsichiatra. All’incontro presso la commissione medica, oltre a Silvia e ai genitori, mi presento anche io, in qualità di specialista che ha in carico la bambina; il colloquio mi lascia perplesso, ma propongo alcune mie riflessioni e confido nel fatto che, a fronte di un DSA di tipo misto e anche piuttosto serio, corroborato dalla certificazione della neuropsichiatra e dalle mie considerazioni, la commissione attribuisca l’assegno di frequenza senza alcun problema.
E invece, manco a dirlo, anche questa volta l’indennità viene negata. La motivazione scritta inviata ai genitori lascia non solo perplessi, ma addirittura stupefatti: a dire della commissione, la bambina non presenta difficoltà tali da non riuscire a svolgere adeguatamente i compiti della propria età. Vi invito, a questo punto, a riflettere un momento: una bambina di nove anni che legge con grande fatica, che scrive commettendo quantità incredibili di errori tali da rendere faticosa la comprensione anche a se stessa, che non riesce a fare calcoli elementari e a memorizzare le tabelline, che deve usare il computer a scuola e a casa per leggere (con la sintesi vocale) e scrivere (con appositi programmi che la aiutano nell’autocorrezione degli errori), e che in più deve affidarsi a professionisti che la supportino nello studio e nella riabilitazione, come si può anche solo pensare che non presenti le «difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età» previste dalla normativa? Quale criterio, torno a ripetere, la commissione INPS adotta per negare, a fronte di una situazione palese e per di più certificata, un diritto previsto dalla legge?
Mi confronto quindi con la presidente della sezione aostana dell’AID (Associazione Italiana Dislessia), poi effettuo numerose ricerche sia di tipo normativo, sia rispetto a situazioni analoghe – purtroppo numerose – nel resto d’Italia; certi di essere dalla parte della ragione e con il mio pieno appoggio, i genitori di Silvia, questa volta, propongono ricorso avverso la decisione della commissione medica. Nuovo invio di documenti, nuovo colloquio avanti la commissione ricorsi dell’INPS, ogni volta una tortura per la bambina. Ovviamente, ci sono anche io; e questa volta chiedo espressamente di parlare con la commissione, a colloquio finito, senza Silvia né genitori: riferisco le mie osservazioni professionali, racconto tutto il percorso fatto con la bambina in un anno, sottolineo la sua situazione e la reale necessità, per la famiglia, di questo aiuto economico. Il medico, che mi ascolta attentamente, alla fine commenta: «Sì, ne sono convinto anche io; e comunque, ne hanno diritto per legge». Ecco. E allora perché, invece, chi doveva assegnare l’indennità – la commissione medica e la commissione ricorsi sono sempre interne alla stessa INPS… – non lo ha fatto subito al momento della richiesta? Perché i genitori di Silvia hanno dovuto impiegare tempo ed energie per proporre un ricorso che avrebbero potuto evitare? Forse, non sapremo mai la risposta…
Ma tant’è: il ricorso viene accolto, Silvia avrà il suo assegno mensile di frequenza, con gli arretrati dallo scorso settembre e per tre anni, con la possibilità di successivo rinnovo. Una vittoria che però lascia l’amaro in bocca per come, ancora una volta, il “sistema Italia” è capace di distinguersi.
Ho voluto raccontare questa storia affinché i genitori delle tante Silvia che faticano a causa dei disturbi dell’apprendimento, ai quali l’INPS non attribuisca l’indennità di frequenza, non si diano per vinti e facciano ricorso, per vedersi riconosciuto un diritto previsto dalla legge e troppo spesso negato senza motivi legittimi. Presso lo Studio Sinapsi, dove lavoro insieme ad altre psicologhe psicoterapeute, una logopedista e una neuropsicomotricista dell’età evolutiva, offriamo consulenza, valutazione e trattamento per i minori con DSA, nonché supporto ai genitori lungo tutto il percorso diagnostico e riabilitativo più opportuno.

lalilla72
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Re: INDENNITA' DI FREQUENZA - CHIARIMENTO -

Messaggio da lalilla72 » gio feb 18, 2016 4:29 pm

Quindi mi hanno detto giusto.....vai presenta la domanda e FAI RISCORSO....
aSSURDO....Come è possibile che non venga dato ai nostri figli???? con tutta la riabilitazione A PAGAMENTO che bobbiamo fare!!!
Quindi vi terrò aggiornati sulla mia evoluzione. Domani 1 step Pediatra e certificato.
Grazie a tutti!

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