LETTERA DI MRS PELLEGRINO A DIARIO

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NADJA
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Iscritto il: dom nov 06, 2005 11:30 pm

LETTERA DI MRS PELLEGRINO A DIARIO

Messaggio da NADJA »

LA LETTERA E' QUESTA. MI DISSOCIO DA TUTTO IL CONTENUTO; MI SONO LIMITATA A COPIARE IL TESTO DAL GIORNALE, UN PO' SOFFRENDO. NON SO SE SIA GIUSTO DARE TANTA ATTENZIONE E TANTO SPAZIO A OPINIONI RUDIMENTALI, AD ARGOMENTAZIONI CONFUSE E CHE CONFONDONO. HO RISPOSTO AD UNA RICHIESTA, E' LI' DA GUARDARE. E' PURE LUNGA.....


IL MISTERO DEI DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO

Come insegnante di scuola superiore continuo ad osservare come la nostra scuola stia venendo continuamente modificata con teorie strane e preoccupanti.
Da qualche anno si sente parlare di disturbi di apprendimento, iperattività, dislessia, per citare quelli più in voga, e già nelle scuole superiori ci arrivano alunni segnalati con questi disturbi. La cosa strana che si è verificata nelle mie ed anche in altre classi, è che malgrado fosse passato un mese e mezzo circa dall’inizio della scuola, nessuno dei docenti si era accorto che gli alunni avessero disturbi e fossero diversi dal resto dei compagni. Siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di studenti con “disturbi” soltanto quando gli insegnanti di sostegno hanno comunicato che dalla documentazione degli alunni provenienti dalla scuola media, i ragazzi erano stati diagnosticati con disturbi di apprendimento e da ciò la loro presenza. In un caso, all’alunno era stato assegnato il sostegno su una diagnosi fatta da uno psichiatra che “ipotizzava che lo studente fosse dislessico”.
La cosa che ha stupito tutti è stata che gli alunni in questione non solo sono nella media della classe per capacità di lettura, scrittura, apprendimento e comportamento, ma che addirittura sono tra quelli più bravini, attenti e volenterosi.
La risposta alle obiezioni sollevate dagli insegnanti è stata la distribuzione ai docenti di una piccola dispensa: "Linee guida per docenti che devono affrontare il problema della dislessia", che riporta stralci di materiali forniti nei seminari sulla dislessia, dove si legge che gli alunni che non leggono correttamente, o sbagliano i calcoli, sono, secondo la psichiatria, dislessici.
In questa dispensa, come nei vari convegni sui “disturbi dell’apprendimento” a cui ho partecipato, gli “esperti” si dilungano nella descrizione dei sintomi, nelle modalità di individuazione degli stessi, negli interventi terapeutici, mentre per quanto riguarda le cause quello che viene detto è così vago che lascia molte perplessità. Le diagnosi vengono fatte utilizzando test e valutazioni soggettive che hanno ben poco di scientifico. Il medioevo è finito da un pezzo eppure ancora qualcuno ci chiede di credere per fede. Non si parla di esami di laboratorio, di radiografie, di prove oggettive. Le cause e l’aspetto diagnostico vengono liquidati con: “Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie, poichè non può farlo in maniera automatica, perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara…”. Non viene spiegato perché non può apprendere in modo automatico, e poi chi l’ha detto che l’apprendimento è o deve essere automatico?
Quello che in realtà sta succedendo nella scuola e come sta venendo modificato il ruolo dell’insegnante e il suo modo di pensare si evince anche da quanto è stato scritto in questa semplice dispensa nella Sezione “Cosa devono fare gli insegnanti” e nella sezione: “Cosa devono fare i genitori”: “L’insegnante spesso è la prima persona che si accorge del problema, quindi il suo intervento è cruciale. E’ importante che l’insegnante non liquidi il problema attribuendolo pregiudizialmente a scarsa intelligenza o a povertà dell’ambiente culturale o ad altre cause. Se l’insegnante ha dei dubbi, deve suggerire alla famiglia di rivolgersi a uno specialista o a un centro diagnostico competente…l’insegnante anche se non può attuare interventi individuali di riabilitazione specifica, deve tener conto del problema e agire in maniera coordinata con gli operatori sanitari, i genitori e l’eventuale insegnante di sostegno…”. Per quanto riguarda i genitori: “Anche i genitori reagiscono al disturbo e non sempre è facile affrontare il problema in maniera equilibrata. Sia per il bambino che per i genitori talvolta è utile un sostegno psicologico”.
Cosa sono queste se non manovre per assoggettare la scuola e le famiglie allo psicologo o allo psichiatra? A me sembrano astute tecniche di marketing per procurarsi clienti e incrementare gli affari! Perché dobbiamo buttare a mare anni di esperienza e tutto il lavoro fatto da pedagogisti e gli sforzi di persone che hanno cercato di migliorare l’insegnamento e la didattica e accettare teorie così poco scientifiche? Tanto più che gli stessi “esperti” affermano che non ci sarà una guarigione o una risoluzione definitiva del problema? Gli alunni che ho e ho avuto in questi anni non sono diversi da quelli che avevo dieci e venti anni fa e che ora sono dei professionisti, impiegati o operai a seconda di quello che hanno deciso di diventare. La cosa che mi turba di più di tutto e che fa veramente male è il vedere incupirsi e cambiare l’espressione dello studente etichettato quando entra il suo insegnante di sostegno, anche se l’insegnante in molti casi non si siede neanche vicino a lui per delicatezza e per evitare che i compagni capiscano che è lì per lui, gli si legge in viso la vergogna dell’essere considerato “diverso”, un marchio a fuoco che si porterà per tutta la vita.
Prof.ssa Margherita Pellegrino
Jack
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Messaggio da Jack »

c'è chi fa e chi ama distruggere.
la pelly ama fare disinformazione.
il problema è di chi le consente di fare ciò , come già detto inviiamo lettere di lamentela per questo comportamento gli indirizzi li trovate in un topic in alto con scritto enorme PROBLEMA PELLEGRINO .
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