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I GIOCHI ENIGMISTICI AIUTANO I RAGAZZI DISLESSICI

Inviato: gio nov 09, 2006 7:13 pm
da Rossella
Carissimi amici, molti di voi sanno che i giochi di enigmistica sono una sfida linguistica e logica molto forte. I ragazzi con dislessia possono trarre giovamento da questi giochi (naturalmente adatti alla loro età), che in qualche modo si possono trovare anche in edicola, o ci sono alcuni libri della Erickson che ne presentano alcuni. Io vi invito ad avvicinare i ragazzi a questi giochi tramite internet, sicuramente perchè è più accattivante giocare in rete. Intanto vi segnalo un sito che ho trovato. Poi ognuno segnali altri siti o suggerimenti.
Ciao :wink:
http://www.cantodellasfinge.net/giovani/

Inviato: gio nov 09, 2006 7:55 pm
da pieraquaglia
io ne ho preparati sui gruppi consonantici

Inviato: gio nov 09, 2006 7:59 pm
da Rossella
Perché giocare con la lingua?
Che cosa rende interessanti i suoni di una lingua? Torniamo alla nostra infanzia, quando ancora non sapevamo parlare: la prima fase dell’acquisizione della lingua parlata è detta lallazione e in questo periodo il bambino letteralmente sperimenta i suoni della lingua, prima di attribuire loro un qualsiasi significato (cfr. Lyons, 1980: 93-94). Giocando (ma è proprio giocando che apprende a parlare) con i suoni, apprende che la lingua possiede ritmo, cadenza, assonanza, rima. La lingua assume quasi le caratteristiche della musica, ma offre anche un divertimento di natura particolare, che va spesso reiterato: come i bambini esprimono le loro predilezioni per una particolare nenia, così una particolare storiella o filastrocca viene richiesta all’infinito, solo per il puro piacere della ripetizione. (da ©Adele Cammarata & inTRAlinea 2002.
La Ricreazione di Alice - La lingua in gioco)

In questo altro sito ci sono tantissimi esempi, naturalmente cercate quelli più adatti all'età del bambino. :idea:
http://freeweb.supereva.com/paroliamofi ... tica.htm?p
Ma sapete che il dislessico Lewis Carroll fu l'ideatore dei giochi enigmistici, già da quando era piccino, per allietare i suoi familiari?
Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (1865), li definisce “indovinelli senza risposta”, osservando che “sono certamente nella mia lingua, ma non riesco a capirli”. Eccone una breve antologia:

Che cosa, esattamente, non ricordi?
Chi, precisamente, non hai preso in giro?
Vuoi un regalo di non-compleanno?
Con l’esercizio, puoi abituarti a credere anche le cose impossibili.
Se un senso non c’è, non dobbiamo cercare di trovarlo.

:?

Inviato: gio nov 09, 2006 8:43 pm
da Jack
l'enigmistica è una cosa che mi riesce abbastanza immediata per il principio : più è alta la difficoltà più un dislessico fa risaltare le sue doti.

Inviato: ven nov 10, 2006 10:16 am
da Mammapatrizia
Anche la logo di Alice ci consigliò di farla giocare con parole crociate, rebus ecc...
Era bravina devo dire ma ora vuol fare solo i sudoku e il resto lo lascia al fratello ma ovviamente è roba da piccoli :?
A volte è proprio odiosa!

Inviato: ven nov 10, 2006 11:11 am
da Rossella
Non è odiosa (meglio che io mi sto zitta come mamma!), segue il suo istinto naturale...basta che non si impigrisca perchè, per esperienza, il sapere di avere problemi e la fatica che fa, potrebbe portare a lasciarsi andare. Questo errore l'ho fatto con il mio primo figlio! Quindi sempre
su con la guardia, senza però stressare e stressarsi (sembra facile a dorsi! :!: :!: :roll:
Ciao

Inviato: ven nov 10, 2006 11:50 am
da Mammapatrizia
Grazie Rossella,
credo che il problema sia piuttosto legato alla testolina che segue più gli ormoni dei neuroni...
Ma le mamme di ragazzini più grandi mi dicono che passerà...
Tra l'altro quest'estate ha letto il tuo libro (le acquile...) credo che le frulli qualcosa in testa tende un po' a rifiutare il problema a volte, ma le sto abbastanza dietro si insomma non abbasso la guardia certo che effettivamente duretta, anche perchè tende a fare paragoni con il fratello che è come lei ma in modo più generalizzato anche se lieve, mentre lei riesce benone in tutto tranne che nello scrivere e a parer mio questo rende più difficile accettare non so credo che la scelta dei sudoku piuttosto delle parole crociate indichi che segue come dici tu il suo istinto naturale... i numeri la spaventano di meno delle parole.

Inviato: ven nov 10, 2006 12:11 pm
da mammaba
ciao è vero anche nicol preferisce i giochi di enigmistica naturalmente adatti alla sua età perche riesce a tirare fuori il meglio ,infatti io e lei ci sfidiamo a chi riesce ad indovinare più risposte questo l'aiuta anche a ricordare molte informazioni utili a scuola .

Inviato: dom nov 12, 2006 7:47 pm
da Rossella
Word Ladder (letteralmente scala delle parole) è un gioco di carta e matita inventato da Lewis Carroll, l'autore di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Sebbene pochi ricordino l'origine e l'autore del gioco, esso è molto diffuso in molti paesi, inclusa l'Italia.
Carroll pubblicò l'idea del gioco sul numero di Vanity Fair del 29 marzo 1879, asserendo di averlo inventato per intrattenere due giovani sorelle, Julia e Ethel Arnold (la prima delle quali sarebbe diventata la madre di Aldous Huxley), trovandosi a corto di indovinelli:

Regole
Al giocatore vengono indicate una "parola iniziale" e una "parola finale", due parole qualsiasi tratte dal vocabolario. Lo scopo del gioco è quello di modificare progressivamente la parola iniziale fino ad arrivare alla parola finale. A ogni passo della trasformazione il giocatore può:

aggiungere una lettera
togliere una lettera
cambiare una lettera
usare le stesse lettere in ordine diverso (anagramma)


Il risultato di ogni trasformazione dev'essere una parola di senso compiuto.
La versione più nota è una semplificazione del gioco in cui si applicano solo le prime 3 regole di sostituzione (o addirittura solo la 3; in questo caso, parola iniziale e parola finale devono essere composte dallo stesso numero di lettere). Quest'ultima versione (limitata alla regola 3) fu quella che Carroll descrisse inizialmente a Vanity Fair col nome di doublets.


Esempio
Da Alice a Scala

Alice (regola 2)
Alce (regola 4)
Cale (regola 1)
Scale (regola 3)
Scala
L'esempio originale di Carroll per Vanity Fair, che usava solo la regola 3, è il seguente (da testa a coda in inglese):

H E A D
h e a l
t e a l
t e l l
t a l l
T A I L

AVETE VISTO CHE MERAVIGLIA?

Inviato: dom nov 12, 2006 11:23 pm
da Jack
l'esempio posto spra è relativamente semplice , su internet ho visto gente che faceva il così detto quadreato delle parole , è un quadrato di lettere e bisogna tracciare un percorso formando una parola unica di più lettere possibili . (può essere anche una frase . )

poi lo stesso metodo è per il quadrato delle 100 caselle che è troppo complesso per essere spiegato a parole .

risolvere gli enigmi è come leggere, da solo più soddisfazione quando riesci a farlo.

Inviato: lun nov 13, 2006 9:48 am
da Rossella
Naturalmente ho messo uno dei giochi più conosciuti. Carroll, in realtà, era fortissimo nei giochi di matematica!
C'è un sito dedicato a lui (in lingua inglese) con tutte le dimostrazioni.
Ciao