non sempre è così male

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francescaromana
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non sempre è così male

Messaggio da francescaromana »

Mi pare giusto dare attestazioni anche di buona gestione del rapporto scuola-dislessia. Mio figlio frequenta dall'asilo ad oggi (terza elementare) la scuola germanica di Roma.
- All'asilo, le maestre mi segnalano l'opportunità di fare logopedia (fatta)
- In prime elementare, la maestra lo supporta con esercizi di controllo della matita e coivolge noi genitori
- In seconda, abbiamo il dubbio che sia dislessico. Facciamo fare il test non ufficiale da una psicologia austriaca che collabora con la scuola e cominciamo la terapia da lei, che d'accordo con noi coinvolge le maestre di tedesco e di italiano, maestre che sono state disponibilissime ed hanno lavorato molto anche sull'autostima di nostro figlio.
- In terza, su sollecitazione delle maestre e della delegata per la dislessia della scuola elementare decidiamo di avere un ricoscimento ufficiale. Questa la trafila. Oggi ho parlato con la psicologa della scuola, che aveva già sentito le maestre e che mo ha dato moltissimi consigli per la gestione dei compiti a casa. La prossima settimana il test, fra 10 giorni la discussione dei risultati del test con genitori e maestre. A partire da quale momento, sostituzione di parte dell'attività scritta con orale e DIVIETO di dare insufficienze o giudizi negativi in corso d'anno e in pagella! Ogni 2 anni si ripete il test
- Nel frattempo, terapista e maestre mi utilizzano per scambio di CD di attività compensative.
E' vero, è un grosso sforzo economico perché essendo in Italia la terapia in tedesco ricade interamente sulle nostre spalle, ma questo modo di gestire le cose è un tale conforto che volevo condividerlo con voi. La possibilità di gestire la dislessia in modo rapido ed efficace esiste.
Non so come sarà il futuro, al momento non potevo sperare di meglio!
francesca
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Elisabetta
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Messaggio da Elisabetta »

Sono felice per voi.....e grazie per averci resi partecipi!

Penso che sia di estrema importanza riportare nel forum le esperienze positive!!
Per firmare la PETIZIONE
http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html

INDICE: http://www.dislessia.org/forum/viewtopic.php?t=2345

nel sito www.dislessiainrete.org ci sono 3 guide scaricabili per insegnanti, per genitori e per studenti
Matrix
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Messaggio da Matrix »

La delegata per la dislessia?
Certo non avevo dubbi che esistesse la possibilità di far di meglio. E io devo aver trovato il peggio sia alle elementari che alle medie.
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anna68
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Messaggio da anna68 »

Esiste la delegata alla dislessia dopo un lungo lavoro tra me e le insegnanti di mio figlio devo dire che hanno preso a cuore il problema dislessia.
Ora l'insegnante di mio figlio di italiano ha deciso di fare la referente per la dislessia fa riunioni 1 volta al mese con le altre insegnanti ha raccolto tutto il materiale come gli strumenti compensativi ecc e li ha messi a disposizione nella scuola.
Infatti i ragazzi che frequentano la 2 elementare hanno appiccicato ad ogni banco l'alfabeto in tutti i 4 i caratteri.
Lei è disponibile sia per le elementari che per le medie.
Io ne sono fiera ed orgogliosa di conoscere delle insegnanti così.
Glielo dico spesso e lei mi guarda e mi dice ma è il mio lavoro aiutare i ragazzi e io gli ripeto tu usi il cuore sono fortunati i bambini che ti incontrano.
francescaromana
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Messaggio da francescaromana »

Nella scuola di mio figlio esiste, per le elementari, una maestra di riferimento per i problemi di dislessia, alla quale possono rivolgersi le altre maestre e che effettua, insieme alle maestre di classe e con il consenso dei genitori, una sorta di pre-test per bambini per i quali si suppone un problema di dislessia.
francesca
Matrix
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Messaggio da Matrix »

C'è da sperare che la mia sia una situazione limite al negativo. L'ignoranza e la presunzione della maggior parte degli insegnanti di mio figlio è talmente elevata da indurmi a ritenere di essere una persona al di sopra della media, almeno al loro confronto.
Ma, a parte gli scherzi, credo vi siano delle questioni oggettive che hanno determinato tali carenze. Prima fra tutte il fatto che la scuola si trovi in un quartiere ultrapopolare di Roma. E' brutto dirlo, ma è la realtà. La seconda è che gli insegnanti sono tutti ad un passo dalla pensione (al più a due passi), quindi sostanzialmente demotivati e solo impegnati a tirare a campare.
Io, dopo essermi resa conto che facevano orecchio da mercante su qualsiasi cosa, sono stata costretta a lavorarli all'unico scopo di metterli all'angolo: quantomeno non nuocessero. Che è la situazione di oggi.
Ho valutato anche la possibilità di cambiare classe o scuola, ma purtroppo l'estrema timidezza di mio figlio mi ha indotto ad accontonare l'idea perchè si sarebbe trovato in un ambiente totalmente sconosciuto con rapporti fra alunni già consolidati. E lui nemmeno voleva cambiare scuola.

Speriamo bene.
Rossella
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Messaggio da Rossella »

Mi dispiace, ma sarebbe troppo bello se il problema fosse legato solo al quartiere o all'età degli insegnanti.
Non mi fare dire altro.... :?
Ciao
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Matrix
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Messaggio da Matrix »

Sai, però la cosa buona è che quest'esperienza mi ha talmente rafforzata che penso potrei affrontare qualsiasi scuola con qualsiasi situazione.

Adesso fà la seconda media e praticamente ho già scelto la scuola superiore che frequenterà viste le sue aspirazioni.
All'inizio del prossimo anno scolastico la visiterò e porrò le MIE CONDIZIONI.
Spero tanto abbiano una disponibilità diversa da quella che ho sperimentato fino ad ora perchè altrimenti dichiarerò loro guerra.
Rossella
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Messaggio da Rossella »

Non voglio disilluderti, ma mio figlio grande va in una scuola privata perchè da noi non c'è quella pubblica. I problemi non mancano nemmeno lì...e anche io ogni volta ho preso informazioni, parlato, sensibilizzato...
Sono stata addirittura ufficialmente come AID!
Se non sanno che fare una cosa la fanno benissimo: attaccarti e difendersi!
Ultima modifica di Rossella il gio mar 01, 2007 5:30 pm, modificato 1 volta in totale.
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Matrix
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Messaggio da Matrix »

Concordo con te, per questo ho detto che in tal caso sarà guerra. Politicamente parlando ovviamente. Alle medie ho minacciato che sarei arrivata al Ministero e avrei coinvolto i media, mi sarei legata al Colosseo .... in realtà è bastato andare dal Preside per fargli abbassare le penne. Direi che in questo momento ho ottenuto il massimo che potevo pretendere da loro ma, soprattutto, mio figlio sta bene e - non avendo alcuna insufficienza - dichiara che a scuola va bene. Lui si sente tranquillo e, a modo suo, impara davvero. Quindi anche da questo lato credo di aver ottenuto il massimo.
Tenendo conto dei cambiamenti propri dell'età, così farò alle superiori e, nel caso, ritiro fuori il Ministero, i Media, il Colosseo....
francescaromana
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Messaggio da francescaromana »

Ammiro davvero tanto la fatica e gli sforzi per ottenere quello che dovrebbe essere il minimo della comprensione. Io credo che tanti problemi siano legati alla mancata conoscenza della dislessia. In ambiente tedesco viene accettata in modo molto più normale. La stessa cosa avviene in alcuni paesi anglosassoni: mia cognata insegna in Canada e anche lì nella preparazione di base delle maestre è compresa la conoscenza di alcune difficoltà di apprendimento, tra cui la dislessia. La cosa assurda e che dal Canada alcune equipe avanzate vengono a studiare le metodologie terapeutiche in Italia, che a livello teorico pare essere molto avanti (così mi dicono)!!!
francesca
Matrix
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Messaggio da Matrix »

Io in realtà credo che certe cose che accadono con gli insegnanti siano dovute alla mancanza di conoscenza del problema, ma ad un tratto tipico della nostra Amministrazione Pubblica, laddove Amministrazione Pubblica ha significato prevalentemente clientelismo, raccamondazioni e mai merito e responsabilità.

Mi fece molto male scoprire che gli insegnanti mettevano davanti agli interessi di un bambino quale era mio figlio, le loro piccole necessità quatidiane tese a non mettere in discussione il loro tran tran quotidiano. E' stata una cosa di una meschinità incredibile con lui e per tutte le volte che io sono andata a chieder loro se non fosse dislessico ricevendo perennemente risposte negative e, anzi, cercando di caricarmi di sensi di colpa perchè ero troppo aprrensiva o lo proteggevo troppo.
Così successe alle elementari e la stessa cosa alle medie dove ho deciso che mi stavano prendendo per i fondelli.

Oggi, qualsiasi insegnanti mi si presenti davanti si trova a discutere con una persona che non lascia loro alcuno spazio o scappatoia possibile. Possono dire e raccontare quello che vogliono, giustificare, mistificare, tentare di deviare..., ma o io ottengo quello che voglio io e che ritengo sia necessario per mio figlio o comincia la guerra.

La professoressa di italiano, alle soglie della pensione come quasi tutti quegli insegnanti, ci ha tenuto a dirmi che a questo punto la sua carriere non corre certo alcun rischio. E io: probabilmente ha ragione, ma trovarsi sui giornali perchè non si rispetta la certificazione medica di un ragazzino credo non faccia bene nemmeno a chi in pensione ci sta già. Per intanto, nonostante avesse detto che non se ne parlava nemmeno, fà a lui e qualche altro lezioni che comportano il meno possibile di lettura e scrittura, prepara delle schede e in geografia e storia gli ha dato buono. Più di così .... con le cattive certo, ma credo che ora la situazione sia abbastanza buona.
NADJA
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Messaggio da NADJA »

In Lombardia in ogni scuola dovrebbe esserci UN INSEGNANTE che si occupa di dislessia, A CUI RIFERIRSI; ci sono stati in questi anni diversi corsi di aggiornamento, organizzati dai CSA in collaborazione con l'AID e con le scuole.
Non so se ci siano corsi universitari per preparare i nuovi insegnanti su questo argomento; DALL'INTERNO, ci siamo comunque attivati per diffondere almeno le conoscenze di base e avviare gruppi di lavoro in tutte le realtà scolastiche che lo richiedono, E SONO NUMEROSE.
I genitori possono fare molto, PRETENDENDO non "comprensione", ma PERCORSI ADEGUATI. E qui, come dice giustamente Matrix, non c'è libertà di insegnamento che tenga: BISOGNA "DISTURBARE", da genitori, da colleghi, da dirigenti; a ciascuno la sua parte.
Rossella
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Messaggio da Rossella »

NADJA ha scritto:In Lombardia in ogni scuola dovrebbe esserci UN INSEGNANTE che si occupa di dislessia, A CUI RIFERIRSI; ci sono stati in questi anni diversi corsi di aggiornamento, organizzati dai CSA in collaborazione con l'AID e con le scuole.
Non so se ci siano corsi universitari per preparare i nuovi insegnanti su questo argomento; DALL'INTERNO, ci siamo comunque attivati per diffondere almeno le conoscenze di base e avviare gruppi di lavoro in tutte le realtà scolastiche che lo richiedono, E SONO NUMEROSE.
Mi fa piacere ma non è così dappertutto. Anche da noi ci sono stati i corsi MIUR ma al momento non se ne vedono i risultai. Per i nuovi insegnanti il Prof Stella che insegna a Modena e Reggio ha preteso che ci sia un corso specifico sull'argomento per le nuove leve.
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NADJA
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Messaggio da NADJA »

ROSSELLA HA SCRITTO:
"Per i nuovi insegnanti il Prof Stella che insegna a Modena e Reggio ha preteso che ci sia un corso specifico sull'argomento per le nuove leve."

MENO MALE!!!

Ho una cosa da riferire: questa sera, riunione dell'AID con la persona che nel CSA si occupa di disturbi dell'apprendimento.
La teoria è questa: avuta la diagnosi, la scuola DEVE prevedere un incontro tra genitori e consiglio di classe, eventualmente con la presenza di chi ha steso la diagnosi, dove si stende un piano educativo che comprende COSA verrà fatto, COME e IN CHE MODO (quali strumenti compensativi in ogni materia, quali obiettivi, tempi e modi della valutazione, lingue straniere comprese, etc..).
Ho fatto presente che è una fiaba, nella maggior parte delle situazioni.
Mi è stato risposto DI ESIGERE QUESTA CONTRATTAZIONE, e di esigere che sia messa PER SCRITTO, PER VALUTARE GLI AGGIUSTAMENTI IN INCONTRI SUCCESSIVI.
Si parla di un progetto educativo personalizzato, previsto anche dalla legge 53 del 2003, non è una novità; non è lasciato alla "comprensione" degli insegnanti o del dirigente, è UN DIRITTO.
Certo, ai genitori viene chiesto ancora molta determinazione; il consiglio è stato di non fare da soli, di farsi accompagnare da qualcuno dell'associazione. Puntiamo i piedi...
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