la sfida di insegnare a un dislessico

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Zampagna
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la sfida di insegnare a un dislessico

Messaggio da Zampagna »

Credo che molti professori,non abbiano le capacità per insegnare a un dislessico.
insegnare a un dislessico è come insegnare a fare le cose a un ragazzo piu' piccolo, quindi cose che per i normali sono piu' o meno assimilate quasi subito mentre per il dislessico sono cose piu' difficili da assimilare.
Ma a molti dislessici oltre alle nozioni serve insegnargli anche l'impostazione delle varie cose che devono fare.

sono giunto alla conclusione che per insegnare a un dislessico, bisogna essere bravi. Ma davvero bravi. Mentre ai normali gli insegni un qualcosa e questi (anche se tu non sei molto bravo) riescono a cavarsela da soli, quando hai un dislessico davanti (a meno che non vuoi fargli memorizzare tutto,ma in tal caso sbagli) non basta che gli dai solo le nozioni, devi aiutarlo anche a impostare il suo lavoro.

Credo che molti professori siano incompetenti a fare una cosa del genere,perché non è da tutti.
Se riesci a dargli una certa sicurezza già gli hai insegnato qualcosa, se riesci anche a dargli consigli pratici utili pure.
se sei un buono a nulla capace di dire solo cose in modo meccanico, non gli insegni nulla.

da un professore piuttosto scarso a insegnare il dislessico non ne trae beneficio.
Per esempio, supponiamo che un dislessico (non bravissimo a fare cose pratiche) vada a fare il facchino in un albergo: ovviamente pulire a casaccio sanno farlo tutti. Se costui troverà una donna qualsiasi a pulire, dalla quale imparare, allora imparerà anche lui in modo "qualsiasi". se invece apprende da qualcuna piu' brava,che sa fare bene le varie cose da fare, che fa vedere come fare e come non fare, costui impara meglio. Ovviamente non diverrà uno bravissimo, ma almeno saprà muoversi meglio rispetto a se a insegnargli ci fosse stato uno che non sapeva fare nulla.
Vi trovate col mio ragionamento o credete che l'aiuto visuale (anche delle cose pratiche) sia inutile per il dislessico, perchè questi continuerà a fare a modo suo?
Leonardo
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Messaggio da Leonardo »

non sono d'accordo con quello che dici, e per il discorso che se impari da uno più bravo diciamo che hai più probabilità di diventare più bravo anche tu mi sembra una cosa ovvia e che vale per tutti.
Chiedo scusa se mi sbaglio ma sinceramente ogni volta che leggo un tuo messaggio mi sembra che pensi che siano deficenti e stupidi
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icmnico
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Messaggio da icmnico »

Credo che zampagna volesse dire che se l'insegnante invece di arrivare in classe e cominciare a leggere in modo monotono la lezione, o peggio dicesse aprite il quaderno e scrivete, dettando la lezione... arrivasse con delle belle tavole disegnate o decidesse di mettere in scena teatrale la lezione o utilizzasse slide in power point facendo vedere con disegni, frecce e impersonando il ragazzo dislessico gioverebbe maggior vantaggio.

La differenza tra l'insegnante bravo e quello cattivo si vede da come si propone alla classe e da come è capace di passare i messaggi a tutti indistintamente, tutto dipende dal metodo. qui entra in gioco l'esempio che forse non è dei più calzanti... due donne delle pulizie ugualmente brave, la prima fa senza spiegare o motivare il suo operato io apprendo solo ciò che percepisco e non traggo alcun vantaggio, l'altra fa ma allo stesso tempo ti mostra come fare, ti fa degli esempi , ti spiega perchè decide di operare in un modo o nell'altro fin quando tu non impari perfettamente il significato di ciò che fai e lo fai tuo.

Era questo che intendevi???? :D
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ti
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Messaggio da ti »

Anche io mi scuso se sbaglio, ma... le affermazioni di Zampagna mi lasciano sempre un pò perplessa, concordo un pò con Leo.
Samuela è dislessica e in quanto tale assolutamente "normale", con un suo modo di apprendere, ma non anormale.
Dai professori scarsi non impara nessuno, "quelli bravi" imparano da soli a casa, tutto qui.
La necessità di impostare il lavoro non dura in eterno, una volta trasmesso e appreso un metodo di lavoro, i dislessici lo fanno proprio e lo attuano in modo sempre più autonomo. Il problema esiste quando la dislessia non è riconosciuta in tempo e il metodo di studio non viene adeguato.
Chiedo nuovamente scusa se dovessi aver frainteso le affermazioni di Zampagna, ma... qualcosa mi riporta al passato del forum...
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chicca
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Messaggio da chicca »

Io ho inteso come Icmnico.
Zampagna
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Messaggio da Zampagna »

Ho lasciato intendere: il dislessico apprende in modo visuale. ha una straordinaria capacità di apprendere con l'aiuto visuale, molto piu' dei normali.
e stavo appunto facendo notare che, se ad esempio svolge un lavoro ripetitivo (ma anche no) è indispensabile che ad insegnargli come fare ci sia una persona brava.
capita spesso che ciò non accade, e il dislessico che appunto apprende visualmente si trova a dover imparare da persone che non sanno far vedere visualmente le cose.o da persone che loro stesse non sanno bene le cose.
ho fatto l'esempio del facchino, per dire che ad un ragazzo dislessico quando piu' gli fai vedere le cose nella maniera appropriata , tanto lui imparerà meglio. anche per una semplice imitazione delle cose.
Leonardo
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Messaggio da Leonardo »

chicca ha scritto:Io ho inteso come Icmnico.
anchio ho capito quella parte come voi due e infatti ho anche detto che quella cosa vale per tutti ma mi sembra di capire anche un secondo significato cioè "ma sinceramente ogni volta che leggo un tuo messaggio mi sembra che pensi che siano deficenti e stupidi" e succede un pò con tutti i topic che ha aperto.
Ovviamente non diverrà uno bravissimo, ma almeno saprà muoversi meglio rispetto a se a insegnargli ci fosse stato uno che non sapeva fare nulla.
Anche questo pezzo ad esempio a me sembra un pò una provocazione, magari non saranno e non sono bravissimo in tutto ma come tutti c'è qualcosa che sai fare meglio di molti altri, per me è l'informatica, per samuela fare oggetti in ceramica, per jack l'elettronica ecc e ad esempio in questi campi penso non gli sia stato insegnato da nessuno o almeno per me è stato così, io quello che so l'ho imparato da solo e ho dovuto impararlo da solo, nessuno della mia famiglia sa o sapeva usare il computer e avevo anche dovuto insistere per farmi regalare un 386 usato (mi ricordo ancora quella sera che sono andato a prenderlo con mio papà) e pian piano con la curiosità ho cercato di imparare come si facevano certe cose o come mai succedevano e anche adesso che faccio l'itis, ho una professoressa come dici incompetente e che non sa assolutamente spiegare e non solo un dislessico non ci capirebbe niente ma non ci capisce niente nemmeno tutto il resto della classe "normale" e infatti praticamente tutti avevano voti insufficenti e molti anche 3 (che nella materia principale non è una cosa molto bella da avere) e tutti chiedevano aiuto a me, e io imparavo le parti del programma come minimo con un mese di anticipo rispetto alla spiegazione della prof e ho fatt anche certe cose del programma di 4^
Come diceva anche ti c'è poco da fare se un professore è incapace, nessuno imparerà da lui o imparano da soli o chiedono aiuto ad altri
Rossella
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Messaggio da Rossella »

Leonardo ha scritto: Anche questo pezzo ad esempio a me sembra un pò una provocazione, magari non saranno e non sono bravissimo in tutto ma come tutti c'è qualcosa che sai fare meglio di molti altri, per me è l'informatica, per samuela fare oggetti in ceramica, per jack l'elettronica ecc e ad esempio in questi campi penso non gli sia stato insegnato da nessuno o almeno per me è stato così, io quello che so l'ho imparato da solo e ho dovuto impararlo da solo, nessuno della mia famiglia sa o sapeva usare il computer e avevo anche dovuto insistere per farmi regalare un 386 usato (mi ricordo ancora quella sera che sono andato a prenderlo con mio papà) e pian piano con la curiosità ho cercato di imparare come si facevano certe cose o come mai succedevano
La curiosità è la prima molla dell'apprendimento.
Nel ragionamento di Zampagna c'è una falla: la prima cosa che gli insegnanti dovrebbero stimolare, anche se non sono bravissimi è LA CURIOSITA', per quella è capace di stimolare apprendiementi autoindotti, in ogni campo, come ha spiegato così bene Luca!
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Zampagna
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Messaggio da Zampagna »

capisco i vostri discorsi e avete ragione.
credo che un ragazzo che apprende SOLO le cose che gli fa vedere il professore (supponiamo sia anche dislessico), che non ha inventiva,creatività, ecc, sia l'ideale per tastare l'incompetenza dei professori.
se un ragazzo con queste caratteristiche non impara niente,malgrado il suo impegno,sapreste dirmi la colpa di chi è? :roll:

ripeto,il ragazzo impara solo quello che gli fa vedere il professore.
Rossella
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Messaggio da Rossella »

Zampagna ha scritto:capisco i vostri discorsi e avete ragione.
credo che un ragazzo che apprende SOLO le cose che gli fa vedere il professore (supponiamo sia anche dislessico), che non ha inventiva,creatività, ecc, sia l'ideale per tastare l'incompetenza dei professori.
se un ragazzo con queste caratteristiche non impara niente,malgrado il suo impegno,sapreste dirmi la colpa di chi è? :roll:
ripeto, il ragazzo impara solo quello che gli fa vedere il professore.
L'incompetenza dei professori si tasta sul fatto che non stimolano l'inventiva e la creatività nei ragazzi!
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namaste80
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Re: la sfida di insegnare a un dislessico

Messaggio da namaste80 »

Zampagna ha scritto:Credo che molti professori,non abbiano le capacità per insegnare a un dislessico.
insegnare a un dislessico è come insegnare a fare le cose a un ragazzo piu' piccolo, quindi cose che per i normali sono piu' o meno assimilate quasi subito mentre per il dislessico sono cose piu' difficili da assimilare.
Ma a molti dislessici oltre alle nozioni serve insegnargli anche l'impostazione delle varie cose che devono fare.

sono giunto alla conclusione che per insegnare a un dislessico, bisogna essere bravi. Ma davvero bravi. Mentre ai normali gli insegni un qualcosa e questi (anche se tu non sei molto bravo) riescono a cavarsela da soli, quando hai un dislessico davanti (a meno che non vuoi fargli memorizzare tutto,ma in tal caso sbagli) non basta che gli dai solo le nozioni, devi aiutarlo anche a impostare il suo lavoro.

Credo che molti professori siano incompetenti a fare una cosa del genere,perché non è da tutti.
Se riesci a dargli una certa sicurezza già gli hai insegnato qualcosa, se riesci anche a dargli consigli pratici utili pure.
se sei un buono a nulla capace di dire solo cose in modo meccanico, non gli insegni nulla.

da un professore piuttosto scarso a insegnare il dislessico non ne trae beneficio.
Per esempio, supponiamo che un dislessico (non bravissimo a fare cose pratiche) vada a fare il facchino in un albergo: ovviamente pulire a casaccio sanno farlo tutti. Se costui troverà una donna qualsiasi a pulire, dalla quale imparare, allora imparerà anche lui in modo "qualsiasi". se invece apprende da qualcuna piu' brava,che sa fare bene le varie cose da fare, che fa vedere come fare e come non fare, costui impara meglio. Ovviamente non diverrà uno bravissimo, ma almeno saprà muoversi meglio rispetto a se a insegnargli ci fosse stato uno che non sapeva fare nulla.
Vi trovate col mio ragionamento o credete che l'aiuto visuale (anche delle cose pratiche) sia inutile per il dislessico, perchè questi continuerà a fare a modo suo?
Ciao,credo di capire ciò che vuoi dire. Parzialmente sono anche d'accordo. Spero solo che tu non sia a contatto con nessun dislessico...quello temo che sarebbe un pochino grave.
Se tu venissi davanti a me a farmi un discorso del genere, probabilmente prima di risponderti dovrei prima infilare la testa in acqua ghiacciata e poi cominciare...non fraintendermi, non è per il concetto in se(anche se alcune cose non le condivido assolutamente), ma per i termini che utilizzi! E' sbagliato, profondamente insensibile e scortese(se lo pensi veramente),ma anche estremamente "ignorante"(scusa il termine, in questo caso lo intendo nel senso di ignorare l'argomento...e credo che sia il tuo caso),fare una distinzione fra bambini dislessici e bambini "normali". Per non parlare della tua teoria secondo la quale un dislessico dovrebbe riuscire peggio di un non dislessico (questo è proprio non accettare le cose per come si presentano nella realtà). O che insegnare ad un dislessico è come insegnare ad un bimbo più piccolo...spesso i dislessici sono molto più maturi degli altri bambini e percepiscono sfumature che gli altri non percepiscono.
Il tuo discorso sulla bravura del professore è sacrosanto in ogni caso. Sicuramente questa bravura non si rispecchia inevitabilmente nella preparazione, ma nella capacità di comunicare in maniera efficace.
Nel caso dei bambini dislessici credo che sia sbagliato pensare che il modo per insergnar loro (noi... :D )le cose sia unico...o solamente quello di far "toccare con mano". Sicuramente è sbagliato insegnare le cose come se ci si trovasse di fronte ad un bambino più piccolo...il dislessico non apprende immediatamente come gli altri, non perchè è meno dotato(anzi), ma perchè si sta cercando si far entrare una chiave nella toppa sbagliata. in quaesti case non bisogna perseverare nell'usare sempre la stessa chiave finchè la toppa non si spana, ma bisogna cominciare a cambiare la chiave fino a trovare quella giusta.
E' sbagliatissimo pensare (come temo che tu creda, correggimi se sbaglio) che il dislessico abbia problemi AD APPRENDERE, il cuore del problema è che il dislessico ha problemi ad APPRENDERE NELLA MANIERA STANDARD. L'istinto ci porta verso dei metodi completamente opposti rispetto a quelli preconfezionati dalla scuola. La bravura dell'insegnate non sarà quella di insegnare il metodo GIUSTO per imparare la materia, ma sarà quella di non "imbutare" (termine che uso nell'accezione di portare inevitabilmente a prendere una sola direzione) l'alunno. Non esiste un metodo GIUSTO IN ASSOLUTO, esistono metodi più o meno efficaci per il singolo individuo(e questo vale anche per i non dislessici, anche se hanno meno difficoltà a seguire il metodo standard).
Sono d'accordo con te che dare sicurezza è il primo e fondamentale passo. Mentre non mi convince la frase che utilizzi
Vi trovate col mio ragionamento o credete che l'aiuto visuale (anche delle cose pratiche) sia inutile per il dislessico, perchè questi continuerà a fare a modo suo?
, perchè condannare "il modo suo"? Chi ti dice che per lui non sia più efficiente ed efficace? L'obiettivo è insegnare un metodo che piaccia a te o trovare il metodo migliore per lui?
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Namastè a tutti!
Leonardo
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Zampagna ha scritto:se un ragazzo con queste caratteristiche non impara niente,malgrado il suo impegno,sapreste dirmi la colpa di chi è? :roll:

ripeto,il ragazzo impara solo quello che gli fa vedere il professore.
nessuno impara solo da quello che vede dal professore, si impara sempre, a casa, dai genitori, dagli amici, dai fratelli, dalle sorelle, dalle storie dei nonni, dai documentari, guardando fuori dalla finestra, quello che si impara o si dovrebbe imparare a scuola è solo una parte, non si può imparare tutto dalla scuola.
Rossella
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Condivido pienamente quello che dicono Namaste e Leonardo!
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