per Dnaiele

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eleonora
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per Dnaiele

Messaggio da eleonora »

Caro Dnaiele,
penso di aver avuto la conferma della dislessia di mio figlio, finora diagnosticato "solo" con disturbo dell'attenzione. Ieri era concentratissimo sulla playstation, dove doveva digitare deicodici alfa-numerici. Oltre al solito "problemino" che non conosce l'ordine alfabetico, a un certo punto si ferma e mi chiede:" mamma questa e' una "b" o una "d"? e io gli ho chiesto come mai non le distinguesse, risposta:"non mi ricordo mai da cheparte sta il cerchietto". Altro che disattenzione!! in quel momento era attentissimo e concentratissimo!!
Ma come diavolo e' possibile che in tutti questi anni di scuola (ora ne ha tredici), nessuno, inclusa me, se ne sia mai accorto? Che il fatto che non imparasse tabelline, alfabeto, mesi e stagioni sembrassero solo fatti staccati uno dall'altro che denotassero solo mancanza di concentrazione e pigrizia?
Io ricordo solo che in prima elem. ha faticato tanto, ma non c'erano scambi di lettere o sillabe, solo tanta fatica nell'imparare a sillabare.
Prima della scuola sfogliava frettolosamente e senza interesse i libretti illustrati, e io pensavo fosse un segno trascurabile di immaturita'.
Da piccolo, cominciando a parlare, scambiava le sillabe solo in alcune parole, ma era cosi' piccolo che sembrava normale (lo scivolo diventava bisciolo, lui invece di Giovanni era Begianni).
Se penso a tutte le volte che l'ho strapazzato trattandolo da stupido o nullafacente mi prenderei a schiaffi da sola, ma ormai...indietro non si puo' tornare.
Mi piacerebbe tanto che potesse parlare con un ragazzo in gamba "riuscito" come te, per ritrovare un po' di fiducia e guardare con gioia e ottimismo al suo futuro.
Purtroppo non riesco ad interessarlo a nulla di diverso dai suoi giochi elettronici, ilcomputer per lui esiste solo per giocare, come la playstation, o la tv, e tutto cio' che "odora" anche lontanamente di didattico, compresi i giochi, per lui e' come la peste e capisce gia' dal tono della mia voce se cio' che gli sto proponendo nasconde qualcosa di diverso dalla pura evasione ludica.
Scusa lo sfogo, grazie. Un abbraccio
Eleonora
Maria Roberta
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Messaggio da Maria Roberta »

Sono la mamma di Daniele, anche noi ci siamo accorti tardi della dislessia di Daniele, e cioè in prima superiore.
Debbo dire che per me le elementari non sono state un incubo anzi aveva una maestra che mi diceva che era
un alunno tra i più attenti e con voglia di imparare, certamente mi disse “non diventerà mai un gran lettore” ma
le materie riesce a comprenderle bene. Era senz’altro molto attento in classe, perché proprio di leggere non
se ne parlava, e i compiti a casa………….. insomma era un po’ aiutato.
Le difficoltà vennero fuori in terza media perché solo l’attenzione non bastava più, poi va beh qua lo sappiamo
AVEVA LE INSEGNANTI DI ITALIANO E DI STORIA che lo avevano timbrato SVOGLIATO PIGRO
DISATTENTO e mi avevano consigliato di farlo ripetere. Per nostra fortuna incontrai la maestra delle elementari
e le raccontai il tutto (io ero quasi convinta a farlo ripetere pensando che poi sarebbe maturato) Lei mi sconsigliò
tutto questo e mi disse di fargli prendere qualche lezione privata, anche se le esimie professoresse non volevano.
Le diedi retta e in pochi mesi ebbe un recupero enorme. Anzi l’insegnate d’italiano quando diede l’esame di terza
media disse che se non avesse sentito con le sue orecchie non credeva che l’esame l’avesse sostenuto Daniele.
Comunque mi consigliò una scuola professionale, cosa che naturalmente non facemmo in quanto Daniele aveva
già scelto la sua scuola. Nonostante la buona volontà però la dislessia si faceva sentire con prepotenza con tutte
le caratteristiche che conosciamo. Noi però non conoscevamo il vocabolo dislessia, e avevamo paura che non
potesse farcela per motivi che erano evidenti.
Abbiamo avuto la grande fortuna di conoscere persone preparate che lo hanno sempre seguito (credo fossero 8 ore
settimanali naturalmente al di fuori della scuola e privatamente). Io e suo padre siamo sempre stati fiduciosi.
Mi ricordo le lotte che facevo a casa con Daniele, a scuola con gli insegnanti, ma non abbiamo mai lasciato perdere nulla
Due bocciature di cui una ingiusta, comunque alla fine si è diplomato.
Quando,dopo il servizio civile, mi disse che voleva iscriversi all’università, vedo ancora gli uccellini che mi giravano
intorno alla testa come dopo una brutta zuccata. Dover riprendere………….
Gli dissi Daniele la prima rata la pago poi…… poi il primo voto che prese fu un 30 con lode.
Tutto questo per dirti di non lasciare niente di intentato e come mi disse all’inizio della “cura” Lina Mazzaperlini
“non guardare se il diploma lo prende a 19 20 o 21 anni l’importante è arrivare

ho scritto forse troppo comunque non demordere, è un po’ faticoso, bacaiare col ragazzo, bacaiare coi professori,
bacaiare col preside, quando invece avresti voglia di essere serena, dire a tuo figlio anziché studiare andiamo a prendere
un gelato. Ma alla fine ne vale assolutamente la pena, sarò stata una mamma un pò cattiva, nevrotica dura ecc. ma
rifarei tutto senza rimpianti.
Un abbraccio Maria
Maria Roberta

a tutti i dislessici
al desiderio di sapere
alla fatica per ottenerlo
Maria Roberta
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Messaggio da Maria Roberta »

ieri ho faticato a risponderi per problemi col sito

comunque anche lui sopratutto alle superiori cercava sempre un buon motivo per allontanarsi dagli studi. Credo che la costanza nel seguirlo
sia la migliore "medicina".

ti auguro come è successo a me di passare dal "Daniele studia, (sino alla fine delle superiori), a Daniele vai a letto che sono le 4 finirai poi domani
(all'università)

con affetto Maria
Maria Roberta

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eleonora
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Messaggio da eleonora »

Grazie dell'incoraggiamento, M.Roberta.
Il fatto e' che Vanni proprio odia la scuola e lo studio, non so se per natura o per essere stato traumatizzato dalle esperienze negative fin dalla I elem. Fatto sta che anche con l'aiuto a casa di vari insegnanti non abbiamo ottenuto granche', ossia l'odio non gli e' passato e cerca di far semrpe il meno possibile, se ottiene qualche piccolo successo anziche sentirsi incoraggiato "si siede sugli allori" e riperde terreno. E in classe non e' attento e non memorizza, insomma un disastro! :cry:
Lo scorso anno ancziche' la bocciatura mi e' stato proposto di insrirlo in una classe "speciale" (noi siamo in libano e lui frequenta una scuola americana quindi un po' diversa dai nostri sistemi). Praticamente e' una classe con pochi alunni "difficili" dove i programmi vengono svolti piu' lentamente. Lui e' piu' rilassato, non studia di piu', pero' non gli chiedono di piu'. Pero' temo che in questo modo si rassegni a non essere all'altezza oltre al fatto che quando l'anno prossimo rientreremo in Italia temo sara' traumatico l'inserimento in una scuola superiore. Per questo proprio in questi giorni andro' a Roma per farlo vedere presso un centro specializzato per ragazzi con problemi di apprendimento. Vediamo cosa diranno e poi decideremo il da farsi.
Hai ragione la costanza e la pazienza son la chiave di tutto ma certe volte proprio non ci sifa, tra il lavoro, ho un altro figlio e sono separata ;P
Baci
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Mammapatrizia
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Metamorfosi....

Messaggio da Mammapatrizia »

Anche se molto più piccola di Daniele Alice ha fatto un grande cambiamento ...
Siamo passati dagli urli per leggere a quelli per farla smettere visto che le due paginette della sera diventano capitoli!
L'ortografia ha alti e bassi (in questo periodo è stanca si vede e i bassi sono più frequenti), anche lei come tuo figlio odia il computer e se si tratta di esercizi con i programmi (costosi!) della logo figurati ....
Ma Maria Roberta ha ragione non dobbiamo mollare dobbiamo stimolarli in continuazione, litigarci se serve....
i risultati arriveranno
ciao
Patrizia & C
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eleonora
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lettura

Messaggio da eleonora »

In effetti anche Vanni da qualche tempo la sera legge, e per fortuna avendo dovuto per forza imparare anche l'inglese, adesso legge indifferentemente sia in italiano che in inglese. Questa e' la cosa che mi consola, il fatto che almeno conosca gia' bene una lingua straniera (e anche un po' di francese che qui si usa molto, e qualche parola di arabo :wink: ), per questo abbiamo pensato che gli converra' iscriversi al liceo linguistico. Ma che faremo col latino? e con tutte le materie "italiane" tipo storia e geografia di cui non sa un'acca? L'ortografia, poi te la raccomando. Infine, dulcis in fundo, non e' abituato alle interrogazioni perche' in questa scuola si va avanti con quiz e test scritti, per cui se lo senti quando cerca di esporre o raccontare un fatto, ti vengono i brividi: comincia sempre dalla fine, parlando tutto d'un fiato, poi si ferma, capisce dal tuo sguardo che non hai capito niente, allora taglia corto e rinuncia o, se ne ha voglia, ci riprova, ma bisogna aiutarlo, fermandolo e aiutandolo a esprimere il suo pensiero (credo che l'intervento di un logopedista/ortofonista si imponga!). :roll:
"Stizziscitici"
Dnaiele
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posso dire che...

Messaggio da Dnaiele »

Cara Eleonora,
ho chiesto a mia mamma di rispondere prima di me perchè vedessi la fiducia che ha sempre riposto in me. Certo, ora, il ricordo delle difficoltà e dei momenti di sconforto si è affievolito e, anche se parli con me sembra tutto rose e fiori, ma in realtà lungi dall'esserlo stato.
Da dire che mia mamma ha uno spirito incredibile se è convinta che vuotare uno dei sette mari a caso servirebbe a qualcosa e le dai un cucchiaino puoi far suonare la fanfara ai bersalieri perchè lei non si ferma di sicuro.
Per tuo figlio posso dirti che lo sconforto è quantomeno normale: tu attraverseresti il deserto mal equipaggiata senza sapere perchè?
Lui adesso non sa perchè dovrebbe metteresi lì a studiare, visto che non ne ricava solo un gran mal di testa ma anche una buona dose di scoraggiamenti.
Il problema della motivazione è fondamentale, deve trovare dentro di lui la forza che gli faccia dire: la dislessia non è un ostacolo insormontabile! Posso sopportare e posso anche vincere, dopotutto io devo arrivare alla meta... La meta, già la meta! è la meta che ti dà la spinta, è la coltivazione della volontà al risultato che ti porta verso il risultato stesso.
Devi chiedergliocosa vorrà fare da grande e predenre sul serio ciò che ti dice, non cercare di giudicare, ma dagli motivo di riflettere trovando le cose che dovrà necessariamente sapere per arrivare a fare quello che vuole... Anche un programmatore di giochini deve conoscere molto bene l'informatica per cui si devono avere basi di matematica e geometria ad alto livello, magari intelligenza artificiale, algoritmi genetici e logica fuzy, reti neurali e anche qui un bel po' di 1+1 e un bel po' di cosettine antipatiche... e così via. UN bravo DJ deve conoscere la musica e sapere come accostarla, io non conosco la musica, ma credo che non sia proprio una passeggiata studiarla, un attore deve studiare un bel po'... UN imbianchino deve sapere come e che colori mescolare per ottenere un determinato effetto e anche qui sotto se vuoi farlo bene ed essere appagato dal tuo lavoro sotto ci sta chimica che per essere studiata necessita di altre materie collaterali... e così via... A te rimane il compito di sviscerare tutto quello che ti dice e scomporlo in pezzi. Fagli capire che lo fai per lui e non sei contro di lui. Questo è importante! Piano piano vedrai che gli piacerà sapere le cose...
Come dicono a Napoli: nessuno nasce imparato, e ad imparare si fa fatica, chiunque fa fatica... tanto di più un dislessico.
Cerca di fare in modo che si chiarisca gli obiettivi e lavora su quello. Vedrai che ti stupirà.

Buona fortuna

Cioa ciao
dnaiele!
http://dnaiele.blogspot.com/
"Non si volta chi a stella è fisso" Leonardo Da Vinci
http://www.youtube.com/watch?v=CNc-w8n5XjY
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ti
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almeno non mi sento sola...

Messaggio da ti »

:) si proprio così eleonora, perchè a me è successa la stessa cosa, ne io ne le maestre ci siamo accorti, sino a qualche tempo fa. Ora ho una diagnosi di dislessia, disortografia, discalculia...
Che qualcosa non andasse però mi sono sempre accorta, ma la maestra di italiano di mia figlia (che ora ha 17 anni), mi rispondeva che tutto era apposto, che tutti i bambini commettevano errori, e che Samuela era molto intelligente, ma un pò pigra e distratta.
Anche lei se deve usare il corsivo o lo stampatello minuscolo confonde delle lettere che possono essere simili ma inverse per posizione o rovesciate come la p e la b. Scrive anche Vanno invece di Fanno, e le sue professoresse modificano tutto il senso della frase perchè non capiscono che è solo lo scambio di una lettera. In questo periodo, dopo aver superato più o meno bene il primo quadrimestre, è molto stanca e per farla studiare devo insistere parecchio, ma non in modo brusco, se no si chiude e allora ha rifiuto totale. La sua stanchezza è tangibile, con tanto di mal di testa e occhiaie pazzesche, e qualsiasi compito le sembra eccessivo. Fa l'istituto d'arte e fa dei ritratti da lasciare a bocca aperta, lavora l'argilla con la quale realizza piatti, vassoi e mille oggetti veramente belli... Abbiamo voluto incentivare quelle che sono le sue doti, così da mettere in ombra qelle che non lo sono, per non creare danni alla sua autostima. Come dice Dnaiele abbiamo cercato di capire quali erano i suoi desideri, e cerchiamo di farle capire che per arrivare a realizzare il suo sogno di aprire un laboratorio d'arte, deve passare per la scuola con tanto di chimica, matematica, fisica, tecnologia, disegno geometrico, storia e letteratura... Sa che io sono li con lei sempre, che se non capisce una cosa, sono pronta a spiegargliela in mille modi diversi, se necessario a disegnarla o simularla, come l'altra sera quando per spiegarle i moti terrestri e lunari, ho trafitto un povero limone con uno spillone e poi gli ho disegnato sopra poli, equatore, paralleli e meridiani.
Non nascondo che è faticoso, studio con lei dalla sua difficilissima prima elementare, ma alla fine a me costa pochissimo ricordare le cose, a lei un pò di più.
Anche io mi sono sentita in colpa per non aver capito prima, ma che colpa abbiamo noi genitori, se poi persone che dovrebbero cogliere questi segnali al volo e avere la preparazione per farlo, ti dicono che sbagli a pensare che qualcosa non va?
Coraggio eleonora, capire come si chiama il problema che fa faticare il doppio i nostri figli è già una conquista, Samuela da quando lo sa è più tranquilla. Il mostro ha un nome e questo le da la forza di affrontarlo. Sino a un mese fa piangeva davanti a compiti di lettura, comprensione e risposte a domande, ora sa che deve affrontarli con calma e naturalmente col mio aiuto. Se serve leggo per lei e poi facciamo insieme una discussione sul testo, così da farle fissare i concetti nella memoria.
A volte mi va bene e ci riesco pure...
Dai fiducia al tuo ragazzo e fai in modo che anche lui ne abbia, il rest verrà da se.
Un abbraccio
Ti
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