la rabbia riemerge

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David montinaro
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la rabbia riemerge

Messaggio da David montinaro »

La rabbia riemerge, avevo detto che sono nato fuori epoca, il motivo e perchè in questa, si toglie spazio a persone di stampo diverso, io non riesco a far parte di una mentalità fredda e spietata dove un individuo deve portare un etichetta applicatagli da qualche idiota in una posizione che gli consente di far danni. Ovunque si generaliza sempre tutto e tutti, se una cosa non rientra negli schemi pre-imposti non le si dà la giusta importanza o la si dà in modo sbagliato, se poi le persone vuote si appropriano delle posizioni giuste per far i propri comodi, è normale che succedano cose come quelle che hanno fatto vedere al telegiornale, avete visto la scena di quella bambina di cinque anni? Non stava ferma e così gli insegnanti hanno chiamato i poliziotti, che l' hanno amanettata e portata via in lacrime, bene, le stesse scene, gli stessi metodi, la stessa rabbia che avevo io perchè nessono mi stava a sentire, significa che le cose non cambieranno mai? Un sacco di volte sono stato riportato a scuola dai vigili, perchè mi trovavano per la strada, mi vergognavo, io volevo solo stare in pace, ho rivissuto ancora quei momenti, chi mi conosce sà che non sono capace di fare del male, ma quando riemergono questi ricordi, il sangue mi va alla testa. Solo delle menti "colte" non riescono a capire che c'è qualcosa, di più, e di qualsiasi cosa si tratta, non può dipendere da una bambina di cinque anni, e così da brava gente con la soluzione sempre pronta, risolvono i probblemi nel modo più razionale "secondo le loro menti malate", pure la giornalista ha sfoggiato la sua inteligenza, definendola piccola peste. A forza di leggere le vostre storie ero rifinito nella spirale dell'odio, a volte stavo anche male perchè provavo invidia nel vedere che alcuni hanno avuto persone vicino. Dopo aver scoperto la dislessia, e che ci sono altri che non sono in grado di seguire una normale lezione, mi ero illuso di poter smetterla di nascondere che sono lento in cose stupide, ma non posso farlo, perchè in pochi sanno cosa è la dislessia. Un bidello, tempo fa, mi ha detto che gli facevo pena per quello che passavo e che avrebbe voluto aiutarmi, ieri una signora mentre mi faceva la carta di identità, ha cominciato a dire che all' asilo ero molto iperattivo e curioso, ho cercato di evitare di rispondere, ma continuava a sottolinearlo, divertita, allora lè ho risposto "è normale che i dislessici siano curiosi", odio essere costretto a dire quella parola a chi non sà di cosa parlo, comunque è servito per calmarla "si stava divertendo troppo". Quando gente racconta cose sul mio passato, riaprono ancora vecchie ferite che mi rimettono a disagio. Capite perchè non leggo più le vostre storie? perchè mi fà male riprovare quello che sentivo. Non si deve dare mai per scontato che esista una soluzione perfetta per colmare le lacune che ci rendono diversi dalla maggioranza, per alquni è qualcosa che non si limita solo da quello che si vede solo con gli occhi. Ormai stanco avevo smesso di cercare di spiegarmi a parole e ho cominciato a trovare altri modi per esprimermi, non hò mai avuto cattiveria in quello che facevo, e non ho mai fatto male fisicamente a nessuno "almeno con intenzione", ma le mie reazioni erano semplicemente lo specchio del modo in cui venivo trattato. Le realtà non sono tutte uguali, mia madre invece credeva che non ci fosse nulla di più sicuro della scuola, non immaginava come mi trattava la maestra, ma portava il paraocchi perchè costretta dal lavoro, non poteva neanche sapere del tormento che mi aspettava a casa, quando si accorse che qualche cosa non funzionava, io ero già segnato da parecchio. Grazie ai due anni che ho trascorso alla scuola media dei Salesiani, lontano da tutto, ho ritrovato quello che ero veramente, i primi giorni con le mazzate perchè sembravo uno dei tanti teppistelli che giravano anche li, e subito dopo con la comprensione perchè si accorsero che non ero quello che volevo mostrare, ho scoperto per la prima volta che ero come gli altri, avevo molti amici, anche trà i professori. il mio carattere scontroso era sparito per sempre, quando ero là dimenticavo casa. Quello che funziona per molti può non funzionare per altri, appena si vede un bambino difficile bisogna saper leggere trà le righe, altrimenti stare fermi, senza prendere stupide iniziative. Pur troppo oggi c'è chi fà affidamento solo sui libri e su gli schemi, illudendosi che così sia impossibile fare errori, sè non funziona quello che c'è scritto sui manuali per loro significa subito che è il bambino/a a non funzionare. Quando ho cominciato io a fare la peste, dicono che ci volevano dieci persone per tenermi fermo, ricordo che mi tenevano sollevato per le braccia e le gambe e mi chiudevano dove tenevano le scope i bidelli, e quando mi liberavano uscivo armato di bastone, solo per allontanarli, sono anche svenuto nello sgabuzzino, e quando ho ripreso i sensi, ero circondato di persone, con la maestra lì come una matta a chiedermi sè avevo fatto finta, e le altre maestre che gli dicevano di vergognarsi. Vivevo in un' altra dimensione, per mè reale, fatta di immagini non volute, vedevo i volti delle persone trasformarsi direttamente sotto i miei occhi, in animali bruttissimi. A me non verrebbe mai in mente di chiamare una bambina di cinque anni che si lamenta della scuola "piccola peste", devono sperare di non trovarmi mai d'avanti mentre praticano metodi sadici che distruggono l' esistenza di un bambino per i loro sfoghi personali, sarebbe l' occasione per mostrargli di cosa siamo capaci una volta diventati adulti. Vi prego ancora di scusarmi sè non vengo mai nel sito, devo anche dire che stò cercando di capire la direzione giusta. Nel frattempo disegno, volevo anche andare al concorso internazionale di Malta 11/giu. ma non ci arrivo economicamente, il 1 e il 14 luglio invece sarò alla mostra dell' arsenale di Verona "non sono io che decido gli itinerari", comunque ora stò lavorando ad un quadro per un incontro di vescovi, sembra che si terrà sempre a Verona.
David Montinaro
stef
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Messaggio da stef »

accidenti accidenti, a te riemerge la rabbia, io invece mi sono rassegnata, sono anche stanca di spiegarla.ora cerco di far vivere bene camilla ma è purtroppo impossibile, leggo e rileggo nel forum cercando una soluzione e non c'è, almeno tu sei riuscito a far emergere l'arte che è dento di te e per noi...... che siamo sempre rimasti al buio?la NS SORTE è RIMANERE NELL'OMBRA PERCHè NON SAPPIAMO FARE NULLA/ALMENO IO)
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gabry_bu
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che dire !?!?

Messaggio da gabry_bu »

Ciao David............... non oso mettere becco su quanto tu hai scritto, leggo fra le righe il dolore che ancora ti porti adosso per quanto hai passato! e posso capirlo, visto che come giustamente dici tu per ignoranza delle persone "normali" c'è chi si porta addosso un etichetta ingiustamente e condivido anche il tuo pensiero per il fatto accaduto a quella povera bimba NON capita e NON ascoltata ......... spero solo abbia attorno persone che cerchino di capire quale problema la portino a quel comportamento e che l'aiutino prima che sia troppo tardi!
Sai qual'è il problema? che spesso purtroppo anche chi ha un figlio dislessico, nella sua ignoranza, piuttosto che accettarne la realtà ed aiutarlo, preferisce pensare e far credere che suo figlio è "normale", ............. ma in fondo chi dice che la persona "normale" non sia il dislessico? e che siano invece tutti gli altri ad essere........... IGNORANTI !?!?
Ho solo voluto aggiungere il mio sfogo al tuo..... scusami
Una cosa invece ti auguro che tu abbia tutta la soddisfazione che ti meriti in quanto ora stai facendo!
Un abbraccio
Gabry
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Elisabetta
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Messaggio da Elisabetta »

Sono convinta, caro David, che la dislessia altro non è che una straordinaria combinazione di abilità e disabilità.
L’unico vero problema è che la nostra società tende alla “normalizzazione” , cioè tende a portare tutti verso una sorta di norma ideale, che in realtà secondo me non esiste.
A scuola, per esempio, gli insegnanti spesso conoscono un unico metodo di lavoro e pretendono che siano gli alunni ad adattarsi a quell’unico metodo. Questo perché è molto più semplice che mettersi in gioco (il che presuppone molto lavoro) e cercare di escogitare il giusto metodo per ogni alunno che presenta una qualche forma di difficoltà! E’ soprattutto questo il motivo per cui noi genitori siamo qui a confrontarci e consigliarci.
Credo e spero che con il passare del tempo le cose cambieranno….. e la soddisfazione nostra sarà quella di aver in qualche modo contribuito a fare CULTURA su questo nostro problema comune!
Ti abbraccio
Elisabetta
David montinaro
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Messaggio da David montinaro »

Elisabetta, quello che mi perseguita è proprio il continuare a vedere che nulla è cambiato, vedo solo che i mezzi per insegnare e far vivere come "persone adattate" ci sono, ma ad alcuni serve qualcosa di più, ci vuole la comprensione, in giro ci sono ancora molte, troppe teste che non la mettono in pratica, appena vedono che non riescono ad ottenere risultati, inventano metodi alternativi fregandosene di rovinare un bambino, un futuro genio, o un futoro artista..ecc. Ci sono state altre cose ingiuste, per questo non davo poi così tanto peso a quello che era avvenuto a scuola, può sembrare un paradosso, ma ero staccato dalla realtà "molto più degli altri" e allo stesso tempo capivo tutto quello che mi avveniva attorno, però man mano che andavo avanti, a furia di deludere le aspettative "anche le mie", e di assere trattato da pigro sono finito per diventare tonto sul serio, quando parlavo non riuscivo più a dire quello che volevo in maniera chiara, a volte tartagliavo, mi odiavo, e sfogavo male la mia rabbia, non ero in grado di stare con gli altri, mia madre cominciò a correggermi, facendomi partecipare a cose sociali tipo scout, grest, e gite settimanali, subito per me fù drammatico, ero paralizato, non capivo dove mi trovavo, ma abituatomi, non pensavo più a tutte le cose che mi aspettavano a casa, erano le prime bricciole per imparare a stare con gli altri, il giorno che venivano i genitori,i miei non volevo vederli, e non volevo tornare a casa, la prima volta che sono tornato a casa mi sono bagnato pure i pantaloni. Fù sempre mia madre che mi iscrisse alla scuola Salesiana, partivo alla mattina e tornavo alla sera per cena. Mi trovavo diviso in due personalità, la ho riscoperto che non sono poi così stupido, impari ad esprimermi bene, mentre tutti i miei compagni giocavano io facevo vari lavoretti di manutenzione, mi davano le chiavi e avevo libero accesso dove c' erano le abitazioni dei preti, prima ero da solo, poi eravamo due, e poi anche una diecina. Sentivo la inrefrenabile voglia di voler diventare come i miei amici anche in classe, ma le lezzioni erano troppo veloci, e mi spazientivo, i più bravi volevano aiutarmi, dicevano che non avrei avuto probblemi a diventare il più bravo della classe, ma non sopportavo di vedere che facevo progressi, e all'idea di deluderli ancora li pregai di lasciarmi in pace e starmi lontano, smisero di sforzarmi ad imparare, ma non mi lasciarono, questa è stata la più grande prova che potessero darmi della loro amicizia. Quì sopra quando ho raccontato di quella volta che ero svenuto a scuola "ero ancora arrabbiato", in realtà la maestra da subito, me lo chiese normalmente se avevo finto, e non "come una matta", solo che dopo che la invitarono ad allontanarsi, cominciò a sbraitare che lei mi conosceva ed ero capace di fare apposta, il tutto mentre, c'era anche il dottore, "ero svenuto sul serio, avevo anche il bernoccolo". Credo che abbia fatto molto bene anche a mia madre sapere che sono dislessico, ora sà che non mentivo quando le dicevo che mi faceva male lo stomaco e vedevo girare la stanza, vedi Gabry naturalmente anche lei è sempre sfuggita alla realtà, con la gente nascondeva le mie dificoltà scolastiche, da un lato mi evitava umigliazioni, ma dall' altro mi accorgevo che ero io causa di umigliazione per lei "anche sè lei mi diceva che non era così", e quando le spiegavo che ero diverso da tutti gli altri lei mi rispondeva che non dovevo mettermi in testa certe cose. Sai Stef io di solito sono calmissimo, la rabbia che avevo era non solo per motivi legati alla dislessia, ma vedere quella bambina "dislessica o no" mentre le veniva fatta una cosa assurda, come le cose assurde che hanno fatto a voi o che ancora stanno facendo ai vostri figli, mi riesce difficile stare calmo, capisco che ci si possa rasegnare o stancare, ma non di lasciare nelle mani quella gente dei bambini, e vedere che quelle persone continuino ad sfogarsi su chi ha più bisogno di aiuto, la prima volta che ho scritto quì mi ha sorpreso vedere le reazioni, e mi hà fatto ancora più piacere vedere che qualcuna si è chiesta se il figli stavano bene, non avevo mai raccontato quelle cose prima, sarebbe stato ammettere di essere diverso, ma c'è dell' altro, che non ho raccontato, non ha a che fare con la scuola. Non è che un giorno ho scoperto di essere artista e tutto si è aggiustato, c'è pure uno che si è messo in testa di ostacolarmi, Tutto quello che ho fatto fino ad ora, è stato fatto con lo stesso entusiasmo che metto ora nei disegni, avrei potuto anche fermarmi in qualsiasi altro lavoro che ho fatto, il problema non è mai stato il non riuscire a fare le cose, ma per altri motivi, legati all'incompatibilità con quelli "diversi" da noi.
David Montinaro
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Elisabetta
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Le nostre battaglie

Messaggio da Elisabetta »

Vedi, caro David, non sono una persona che ama arrendersi. A volte la vita ti porta dolore, delusione, amarezza.
Lo so.
Chi di noi non ha una sola volta pensato….”Basta! Mollo tutto! Ma chi me lo fa fare?”. E non mi riferisco a questa difficoltà specifica che ci accomuna in questo forum.
Tante volte anch’io avrei seguito l’impulso di mollare tutto. Tante volte, in tante situazioni!
Ma poi riflettendo, mi rialzo e ricomincio a combattere. La vita riserva sempre battaglie da combattere. A te un tipo, a me un altro e agli altri, un altro ancora.
Fra tutte le mie battaglie, questa è quella che più mi sta impegnando in questo momento della mia storia.
Lo sto facendo su diversi fronti: quello personale, con i professori di mio figlio, e quello più generale dove il problema è più esteso perché riguarda le coscienze di tutti.
Ecco su questo ultimo fronte, hai ragione, è molto difficile combattere.
Occorre molta pazienza! Molto impegno! Tenacia!
Proprio perché è molto difficile, non possiamo attenderci risultati tangibili e visibili a breve termine.
Occorreranno anni, o forse decenni.
Forse, anzi ne sono certa, questo tipo battaglia più grande a mio figlio non porterà alcun beneficio.
Ma lo porterà a quelli che verranno. Ne sono certa.
Forse ai suoi figli o ai figli dei suoi figli……. e chi lo sa?
A me però piace pensare che le cose cambieranno.
In fondo da quando tu eri quello “scolaretto difficile e scapestrato” i tempi sono un po’ cambiati! La tua famiglia e i tuoi insegnanti non avevano neppure la minima idea di che cosa fosse la dislessia.! Ora se ne parla sempre più frequentemente.
Sono sempre più frequenti i corsi di informazione per gli insegnanti e genitori. Ora però manca la formazione.
Ci sono sempre più bambini dislessici riconosciuti precocemente.
Ecco….. io voglio pensare che i primi risultati siano già questi.
Ma come ogni battaglia, anche questa ha richiesto, i suoi martiri.
Uno purtroppo sei stato tu!
Ma ti posso assicurare che ce ne sono tanti anche fra noi genitori, che dopo essersi scontrati con le difficoltà dei propri figli, hanno finalmente riconosciuto il motivo che li ha resi a loro volta quegli “scolaretti difficili e scapestrati” di un tempo.
Quello che è mancato a te è stato il riconoscimento. Colpa dell’ignoranza. Ecco da dove viente la tua rabbia!
Quello che ora manca ai nostri figli è un metodo di lavoro consono a loro. Ecco da dove viene la rabbia di noi genitori!
E’ questo ora il fronte su cui occorre impegnarsi!
Invito anche te. Se nella malaugurata sorte ti capitasse un giorno un figlio dislessico, avresti già preparato per lui il terreno: questa può essere la tua rivincita.
Ti abbraccio
Elisabetta
David montinaro
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Ciao Elisabetta

Messaggio da David montinaro »

Anche a me non piace arrendermi, appena ho saputo della dislessia, e che c'è questo sito e altro in moto per divulgare e far funzionare finalmente le cose "anche tra mille anni", mi sono chiesto subito cosa avrei potuto fare, per recuperare almeno gli studi, e cosa avrei potuto fare anche per aiutare gli altri. Tentavo di spiegare i miei disturbi a scuola già molti anni prima di sapere che esistessero ufficialmente, e ho smesso solo dopo che mi ero convinto che non riuscivo a seguire, perchè non avevo voglia, ora sono troppo stanco per ricominciare a parlare ai sassi, anche se ci sono i libri, e la conoscono, cercano di rinterpretarla a loro piacimento "a volte anche i libri". Credo che ogni tanto avrò bisogno di venire a parlare con voi per non tenermi sempre tutto dentro. Per ora non ho bisogno di impegnarmi direttamente nella battaglia "non ho figli", voi siete in tanti a gridare giustizia, e lo so che molti come te, non lo fanno solo per i loro figli, io non potrò unirmi a voi, perchè sono pieno di vecchie cicatrici, non saprei come potrei reagire in prima linea, non fraintendere "non sono pazzo", non ho bisogno di farlo, e so tenere testa a chiunque lostesso, quello che mi ha fermato è il pensiero che ne uscirei fuori provabilmente con l'animo distrutto, così ho smesso subito quando mi sono accorto, che stavo riaprendo la ferita, e mettiamo che trovassi il modo di aiutare gli altri, io riuscirò ad avere quello che desideravo e che mi è stato negato da subito? appena ho capito, che la mia era solo un illusione, mi sono detto "pensa solo a te". Quando dovevo stare a contatto con le altre persone, ero isolato, mentre ora ho ritrovato il gusto della vita e delle cose, non ho più bisogno di recitare, e sento di aver ripreso un percorso, che era rimasto in sospeso. Se un giorno diventerò padre, sicuramente non lascerò vivere i miei figli nel mondo della strada, terrò lontana la gente che li farà soffrire, che li tratterà come immondizia, se sono dislessici farò di tutto per trovare altri come loro, non dovranno mai essere da soli contro la maggioranza, perchè cresceranno assieme, e sopra tutto "visto che sò cosa vuol dire essere pestato a sangue" non alzerò mai un dito, neanche per spaventerli, e chi gli metterà le mani addosso non la passerà liscia. Anche se può suonare orribile, a dire la verità mi spaventa di più l'idea che i miei figli non nascano con la dislessia.
David Montinaro
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