vivere con un dislessico

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Semil
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vivere con un dislessico

Messaggio da Semil » mer lug 16, 2008 4:44 pm

Buongiorno a tutti
mi sono iscritto a questo forum per cercare di capire qualcosa di più su questo disturbo in quanto ultimamente, e sto parlando di più di un anno, mi sta rendendo la vita un inferno.
Devo dire subito che io non ho questo disturbo ma il mio socio. E' una scoperta recente, circa due mesi, e fidandomi cecamente di lui non avrei mai pensato me lo celasse e così come fa con me fa con tutti.
Proprio allo scopo di nascondere la sua dislessia, e questo è uno dei problemi più gravi, non pone fine alle mensogne cosa che adotta anche per nascondere tutti gli errori sul lavoro. In alcuni casi si raggiunge il paradosso e se gli domandi qualcosa che avrebbe dovuto dirti in precedenza la risposta è sempre la stessa "te l'avevo detto!", te ci rifletti, fai mente locale e non ti ricordi che l'abbia fatto, perchè non l'ha fatto e se per caso gli dici che non te l'ha detto esiste l'affermazione due "perchè sei distratto e quando parlo non mi ascolti".
Adesso non gli rispondo più nemmeno e quando fa questo tipo di affermazioni eclisso e non gli do importanza, cosa che peraltro lo stranisce, come se aspettasse, come in passato è successo una reazione da parte mia.

Un'altro grave problema consiste nel "non so fare questa cosa io non la deve fare nessuno". Mi spiego. Qualsiasi cosa che abbia a che fare con la scrittura, i calcoli, qualsiasi programma al computer escluso quello che oramai usa da un decennio per la contabilità, vanno esclusi dal lavoro in quanto, a detta sua, non servono. Per dimostrare questo adduce una serie di motivazioni che il più delle volte rasentano l'infantile e quando non ce la fa più a sostenere la discussione fa l'unica cosa possibile, urla o se ne va.

L'ultimo atteggiamento che dirò è anche quello più brutto. Cerca di gratificarsi attraverso gli altri, in una ricerca ossessiva di complimenti o cercare di conoscere persone che a suo parere abbiano un certo rilievo sociale. Fin qui tutto sommato niente di grave, solo un po' infantile. Il problema è quando si sente superato nella considerazione ed allora comincia il discredito o arriva all'insulto. Tipo siamo ad una cena di lavoro ed affronto un argomento come potrebbe essere di letteratura o di arte, e lui ne rimane escluso, quando poi mi ritrova da solo mi dice che sono una merda e che ho quell'atteggiamento per sminuirlo, cosa che è assolutamente falsa.
Il discredito diventa anche più grave quando si accorge che persone che lo conoscono da molto tempo si avvicinano a me. Alcuni sono venuti a raccontarmi cose non solo totalmente infondate ma anche infanganti.

Credetemi non so cosa fare. Uno studente di psicologia mi ha suggerito di non fargli capire che so della sua dislessia, sarebbe molto peggio, e così per il momento ho fatto, ma non so fin quando posso resistere. Inoltre trovo che il mio atteggiamento nei suoi confronti, il far finta che, sia estremamente ipocrita e non risolva le dinamiche di rapporto, lavorativo o di amicizia.

Se qualcuno ha suggerimenti da darmi ho ha vissuto una situazione simile sarei contento di uno scambio di idee, in questo momento al fine di migliorare non solo la mia ma anche la sua vita. Scusate per l'eccessiva sintesi ma cercavo solo di dare l'idea della situazione.

Un saluto a tutti

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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Jana di Ichnusa » mer lug 16, 2008 5:47 pm

Scusa la sincerità ma...............chi ha un amico come te.............non ha bisogno di nemici.
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Leonardo
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Leonardo » mer lug 16, 2008 6:22 pm

Il problema non è la dislessia semmai il suo modo di pensare, agire e fare.

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annica
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da annica » mer lug 16, 2008 8:04 pm

Tutto quanto riporti non ha a che vedere con la dislessia.

E concordo con quanto hanno scritto sopra sia Leonardo che Jana.
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da icmnico » gio lug 17, 2008 9:12 am

Io credo che questo tuo amico dislessico probabilmente avrà sofferto molto in passato per questa sua caratteristica e di conseguenza col tempo ha cercato di nasconderla il più possibile creando questo attegiamento fatto di menzogne per evitare che qualcuno possa "fargli del male" dal punto di vista psicologico.

La dislessia secondo me centra nel senso che centra come è stata approcciata e vissuta.

Perchè non provi a far finta di aver conosciuto una ragazza/o dislessica/o con cui hai parlato tanto e che hai scoperto una cosa di cui eri totalmente all'oscuro, ma che ti affascina molto. Quindi racconti di aver fatto delle ricerche su internet e dici di aver scoperto che ci sono fior di dislessici famosi come Einstain o Leonardo etc... e cominci a lodare le caratteristiche dei dislessici. Magari continui dicendo che questa fantomatica persona ti ha raccontato che all'inizio aveva timore di dichiararsi dislessica ma poi ha capito che non c'è nulla da vergognarsi al contrario è molto orgogliosa di quanto fatto e lo dice apertamente a tutti anche a lavoro/scuola e nessuno la critica se qualche volta commette qualche banale errore.

Insomma prova a prenderla alla larga senza dire che sai di lui ma cercando di intraprendere il discorso su questo argomento, chissà che non si sblocchi e si confidi con te poi pian piano potresti essere tu ad aiutarlo ad accettare la sua dislessia.

ciao
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da annica » gio lug 17, 2008 9:24 am

icmnico ha scritto:
potresti essere tu ad aiutarlo ad accettare la sua dislessia.

ciao
Quanto mi fa male leggere queste parole!

Come dislessica, non sono io a dover accettare d'essere dislessica!

E' la società che deve accettare che il mondo è vario e che non tutti hanno un dna che conforma all'uso prevalente dell'emisfero sinistro.

Se la natura ci ha dotati di due emisferi è per essere più bilanciati verso una progressione di adattamento all'ambiente e di sviluppo.

Se ci siamo evoluti, come specie, in persone che hanno prevalenza di lateralità sinistra e persone che hanno prevalenza di lateralità destra (scusate semplifico) ... vuol dire che insieme diamo un contributo per l'adattaemtno della nostra specie all'ambiente, attraverso una migliore e più integrata azione sociale.

Se la società nel corso del suo sviluppo ha negato questo aspetto, spingendo alla costruzione di regole sociali e strutture sociali funzionali prevalentemente a chi usa con maggior frequenza l'emisfero sinistro, vuol dire che la società ha intrapreso una strada di sviluppo monca! Che non porta di certo al pieno sfruttamento di tutte le potenzialità messe in campo ... che mina con pesantezza il proprio futuro.

E' sulla società che si deve intervenire!

Scusa, icmico nulla contro di te ... ma sin tanto che si continua a parlare di dislessia come di un "problema da accettare per poter vivere melgio ed integrati" io non vedo grossi miglioramenti sociali, non vedo una evoluzione della nostra società verso un reale e positivo futuro di crescita
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Rossella » gio lug 17, 2008 9:41 am

annica ha scritto: Come dislessica, non sono io a dover accettare d'essere dislessica!

E' la società che deve accettare che il mondo è vario e che non tutti hanno un dna che conforma all'uso prevalente dell'emisfero sinistro.
Cara annica è verissimo quello che dici, ma a me sembra che, insieme a quello che dice ivana, sono due facce della stessa medaglia.
Mi spiego: in casi come questi io ritendo che non si è mai sicuri se sia nato prima l'uovo o la gallina, certo è che bisogna tener presente che la realtà è questa ed ha almeno due aspetti: il vissuto del dislessico e il vissuto di chi gli sta intorno, la società.
Bisogna intanto lavorare su entrambi per modificare qualcosa e migliorare la qualità della vita del dislessico.
Ciao :wink:
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da annica » gio lug 17, 2008 9:57 am

concordo appieno rossella

ma per favore smettiamo di porci dal punto di vista che vede la dsa come qualcosa da accettare ....

e lavoriamo sulla società che è malata ed ha bisogno di urgente sostegno

lavoriamo sul sistema non sul sintomo

o comunque pur lavorando sul sintomo, non perdiamo mai di vista il sistema ed usiamo il linguaggio che di questo da conto ...

altrimenti lottiamo con i mulini a vento

esistono cause ben precise che hanno indotto alla scelta di conformazione sociale di in certo tipo, e sono cause economiche e di potere, sono cause che hanno anche a che vedere con l'affermazione di processi d'apprendimento non cooperativi ... con la scelta di modelli che portano al controllo ed alla linearità (più controllabile) piuttosto che alla pluralità aspaziale ed atemporale (meno controllabile) ... una società così conformata è "controllabile" ... in un certo senso abbiamo la possibilità di capire perchè è nato prima l'uovo o la gallina ...

sta a noi scegliere se finalmente operare una inversione di tendenza verso una civiltà armonica o se .... continuare a tappare i buchi man mano che si presentano i disagi ...
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Rossella » gio lug 17, 2008 10:46 am

annica ha scritto:lavoriamo sul sistema non sul sintomo

o comunque pur lavorando sul sintomo, non perdiamo mai di vista il sistema ed usiamo il linguaggio che di questo da conto ...
Esattamente, bisogna essere attenti a entrambi!
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Elisabetta » gio lug 17, 2008 2:04 pm

annica ha scritto:
esistono cause ben precise che hanno indotto alla scelta di conformazione sociale di in certo tipo, e sono cause economiche e di potere, sono cause che hanno anche a che vedere con l'affermazione di processi d'apprendimento non cooperativi ... con la scelta di modelli che portano al controllo ed alla linearità (più controllabile) piuttosto che alla pluralità aspaziale ed atemporale (meno controllabile) ... una società così conformata è "controllabile" ... in un certo senso abbiamo la possibilità di capire perchè è nato prima l'uovo o la gallina ...
...
Ed è proprio per questo che in questo momento storico i dislessici soffrono tanto dentro le scuole italiane!

Ho incontrato recentemente la mia vecchia maestra ultraottantenne. Le ho detto che mio figlio è dislessico e che con molta probabilità anche io lo sono.

Lei mi ha semplicemente risposto che non lo sa e non saprà mai quanti dislessici ha avuto in 30 anni di insegnamento perchè quando insegnava portava avanti tutti i bambini, ciascuno con le proprie caratteristiche, con i propri talenti e i propri limiti. Era lei che doveva adattarsi a loro. :P
Per firmare la PETIZIONE
http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html

INDICE: http://www.dislessia.org/forum/viewtopic.php?t=2345

nel sito www.dislessiainrete.org ci sono 3 guide scaricabili per insegnanti, per genitori e per studenti

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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da icmnico » gio lug 17, 2008 2:06 pm

Innanzitutto ci tengo a precisare che per quel che mi riguarda la dislessia è una caratteristica come potrebbero esserlo gli occhi azzurri o il colore dei capelli o qualsiasi altra cosa. Ho due figli dislessici e quasi sicuramente lo sono anch'io e onestamente non è assolutamente un problema se non prorpio per la società, peraltro la parte scolastica soprattutto.

Quando ho detto "accettare la sua dislessia" è proprio perchè purtroppo, e non ditemi che non è vero, alcuni dislessici hanno vissuto questa loro caratteristica come un qualche cosa di frustrante, non perchè lo hanno voluto loro e sicuramente la società ci ha messo del suo, ma rimane il fatto che il loro modo di aver vissuto li ha portati a non accettarsi. Lo stesso ragionamento lo avrei fatto anche se non si stesse parlando di dislessia,ma di altro come non so il colore della pelle, o il dover portare l'apparecchio ai denti, o degli occhiali molto spessi. Purtroppo la psiche umana reagisce ai vari impatti della vita in vario modo e se noi per primi non riusciamo a vivere bene con noi stessi è ovvio che poi si fa di tutto per nascondere quella cosa che ci da tremendamente fastidio o che ci mette a disagio.

Spero di aver chiarito il mio discorso. Ovviamente sono in prima fila e concorde col dire che va cambiata la società.

Ciao
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Jana di Ichnusa » gio lug 17, 2008 2:14 pm

Grande Annica!

Grande anche la vecchia maestra

La differenza è sottile. Le parole di Icmnico assolutamente comprensibili se le orecchie che ascoltano sono sulla stessa lunghezza d'onda.I guai cominciano se quelle orecchie si sentono già un paio di gradini più in alto..
Ultima modifica di Jana di Ichnusa il gio lug 17, 2008 2:36 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Semil » gio lug 17, 2008 2:33 pm

Mi spiace che qualcuno abbia potuto pensare dalle mie parole che abbia una pessima considerazione dei dislessici, non pensavo proprio di alzare questo vespaio.
Riguardo alla persona in questione penso anzi di essere stato il suo miglior amico, ma adesso, quando me lo trovo davanti non so più chi è ed ogni giorno vengono fuori realtà che cozzano con quanto, in dieci anni, io sapessi di lui, dieci anni di conoscenza
che mi facessero convincere di mettere in gioco il mio futuro economico per fare un'attività insieme. Sicuramente quanto dice icmico è vero, la cosa deve averlo fatto soffrire enormemente in passato da indurlo ad avere questo tipo di comportamento. Ma per me è una delusione doppia. Sentirgli dire frasi come "non rimarremo mai soli perchè invecchieremo insieme" oppure "quando ci presentiamo in pubblico dobbiamo essere una persona sola" e poi scoprire che se ha bisogno di aiuto non la viene a chiedere a me che a detta sua avrei dovuto essere il suo miglio amico. Anzi, quando tutta questa problematica a cominciato a far naufragare l'attività, l'unica cosa che ha saputo dirmi è rinfacciarmi di aver lasciato tutto per me e di essere rimasto deluso.
Dirò di più. Non ho mai dubitato della sua sincerità e proprio per questo non riuscivo a paensare che in ciò che mi diceva potessero esserci delle bugie. Ma lui continuava imperterrito a mentire con l'unico scopo che la sua dislessia non emergesse. Sono arrivato al punto di credere di avere seri problemi mentali (tutti i "te l'avevo detto" mai sentiti o "l'hai detto" mai detti, etc) o gravi problemi di memoria sin quando non sono arrivato ad un esaurimento, cosa di cui l'ho fatto partecipe e gli ho chiesto aiuto. Vi sembrerà strano ma al di là di un semplice appoggio morale non c'è stato alcun cambiamento da parte sua e le mensogne e le scelte strutturali sul lavoro che servivano a non far emergere la sua dislessia sono continuate imperterrite: non ha nemmeno avuto pietà di me. Come io ho chiesto aiuto a lui perchè lui nonn si è confidato con me?
Forse mi sentirete un poì accorato sull'argomento ma oltre ad una grave tensione psico-fisica data dalla situazione c'è pure di mezzo tutta una questione economica con conseguente possibilità di dover vendere la mia abitazione.
Mi scuso di nuovo, fosse necessario, con chi ha preso le mie parole come insultanti, non era mia intenzione.
Un saluto a tutti.

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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Jana di Ichnusa » gio lug 17, 2008 3:19 pm

Guarda Semil, io devo essere una grandissima zuccona, perchè non capisco.
Mi dispiace se ti sono sembrata dura, ma vedi io ho un concetto tutto mio riguardo all'amicizia.
Mi fa strano pensare che si possa vivere per dieci anni accanto a una persona che si chiama Amico e non rendersi conto che è in difficoltà.
Mi fa rabbia pensare che si presenti una persona che si chiama Amico come un dislessico zotico, bugiardo, ignorante e questo in quella che si potrebbe definire la "casa dei dislessici".
Credo che un poco di sensibilità in più avrebbe potuto farti immaginare che presentare qui l'equazione incolto-rozzo-arrivista=dislessico sarebbe stata interpretata da qualcuno come insultante.
Mi sbaglierò anche ma piuttosto che definire ipocrita e falso un amico che non si confida con me, mi chiederei perchè non merito la sua fiducia.
Detto questo ti faccio i migliori auguri (e credimi, sinceri) per la tua attività. Perchè io so,esattamente, cosa significhi giocarsi tutto quello che si ha in un'attivita, perderla, e pagarne le conseguenze per anni.
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Semil » gio lug 17, 2008 4:14 pm

Cara Jana spero di sedare la tua rabbia.
Innanzi tutto non ho dato quegli appellativi a nessuno (zotico, bugiardo, ignorante, incolto, rozzo, arrivista, ipocrita, falso.....cito) né ho fatto l'eguaglianza a tali appellativi ai dislessici, non ne ho né motivo né ragione.
Sono venuto nella "casa dei dislessici" per capire e correggermi se necessario, perchè talvolta il proprio vissuto può indurre a non sempre giusto giudizio, e questo posto l'ho ritenuto essere il più adeguato, vista la mia ignoranza in merito. Peraltro credevo di essermi approcciato al tema con la doverosa umiltà, ma se così non ho dato intendere me ne scuso di nuovo.
Forse il nostro giudizio sull'amicizia credo che per molti versi collimi e così mi sono comportato con lui. E proprio perchè non mi metto a fare dietrologie agli amici diversi atteggiamenti alle cose che lui aveva ed ha li interpretai semplicemente come una diversa personalità o semplicemente come diverso bagaglio culturale, senza che mi perdessi nell'appioppare gli appellativi che hai usato te.
Ho un'altro amico carissimo che è dislessico ma contrariamente a quello in questione non ne fa un problema, né per se né per gli altri. Anzi lo scoprire che esistano dei dislessici che lo nascondono è stato per me una novità, e questo è il reale motivo della mia visita qua. Non solo, non avrei mai pensato che il nascondere quello che lui reputa un difetto avesse tante ripercussioni sulla sua personalità da portarlo a diventare un mitomane ed un insensibile ai danni procurati agli altri pur di non far emergere questo, ribadisco, da lui reputato un difetto.
Credimi cara Jana adotterei qualsiasi cosa per poterlo aiutare (spero di non errare nelle parole!) ma non so proprio come.
Il mese scorso siamo arrivati praticamente alle rotte e guarda caso la colpa era la mia e non perchè avessi sbagliato qualcosa al lavoro ma semplicemente che il mio atteggiamento nei suoi confronti non era adeguato (così disse). E' stato in quel momento che ho cercato di fargli capire che sapevo ma più cercavo di fargli ammettere questa cosa e più aveva atteggiamenti irrazionali, di furia totale o di chiusura.
Visto il non risolversi della situazione è già un mese che adotto un'altro atteggiamento: non fargli notare quando sbaglia e porvi rimedio, non replicare alle mensogne, avere un atteggiamento accondiscendente, avere sempre il sorriso sulle labbra. Poi però mi domando: ma sono un amico a fare così? Credo di no, ma funziona e ci permette di lavorare. La fase successiva sarebbe quella, da lui richiesta, di uscire insieme come succedeva una volta, ma questo al momento lo vedo più difficile.
Un saluto

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