vivere con un dislessico

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comtrex
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da comtrex » gio lug 24, 2008 4:02 pm

Salve

er cercare una risposta a una discussione che tocca persone che si trovano di punto in bianco nel baratro secondo loro, l'atteggiamento che vede è abbastanza tipico ha anche una depressione a seguito di questo, bisogna fare una cosa sola tentare di rieducare la sua vita come un prima che scoprisse che era dislessico, lavorare sulla dieta e ci vuole molta pazienza, sopratutto sulla AUTOSTIMA cercare di migliorarla.

Le suggerisco di guardare sul sito per vedere le possibili "soluzioni" che sono sparse in vari post, per avere un'idea sulla dislessia, ci sono anche i miei post che trattano di una possibile "terapia", che purtroppo c'è solo una serie di articoli e di libri che trattano la questione, senza una vera soluzione.

La medicina e solo un'po più dell'eta della pietra quindi ne passerà di acqua sotto i ponti prima........ .

Saluti

Comtrex
Coloro che cercano cerchino finchè troveranno
Quando troveranno, resteranno turbati
Quando saranno turbati si stupiranno e regneranno su tutto
Gesù

La "cura" della dislessia è pazienza, dieta alimentare controllata il Brain gym ho il Davis.

Semil
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Semil » ven lug 25, 2008 7:08 pm

Cara Tiziana, ho riflettuto molto su quanto hai esposto sulle tue esperienze ed inevitabilmente ho fatto pure dei raffronti.
Mi sono detto che forse hai ragione te e quando dice “te lo avevo detto” oppure “sei distratto non ascolti quello che dico” forse veramente pensa di avermelo detto, anche se credo potrebbe evitare di dare dell’imbecille agli altri, ma questo è un altro discorso. Ma i forse stanno ancora lì e questo semplicemente perché molte delle affermazioni-bugie hanno tutta l’aria di essere scientemente dette anche perché sono ripetute, nel senso che se ne dice una e te gliela fai crollare subito c’ha quella riparatrice dopo e dopo ancora se necessario fin quando portato all’estremo e privato di ogni possibilità di andare avanti usa un “noi” abbiamo fatto una sciocchezza, mentre invece quando fa qualcosa di positivo dice un “io“.
Quello che però mi è chiaro adesso dalle tue parole è la questione autostima. Mi accorgo che non parte da ciò che lui pensa di se stesso o se le sue convinzioni sono più o meno giuste, agisce affinché poi gli altri lo gratifichino approvando ciò che ha fatto. Ma questo, paradossalmente, non fa altro che procuragli altri guai perché in una ricerca ossessiva di ciò che può fare meglio degli altri promette cose che poi non può mantenere e quando qualcosa gli esplode tra le mani – il più delle volte è la protesta del cliente – pretende che intervenga per risolvere la cosa e se mi rifiuto la cosa se ne va avanti per mesi e mesi.
So che sa di esserlo anche perché so che ha frequentato un istituto apposito. A volte penso che la soluzione migliore, che chiarirebbe tutta questa storia, sarebbe fargli sapere che so pure io, ma quando arrivo a prefigurarmi i possibili scenari non ne ho di accettabili, anzi credo che la situazione crollerebbe. Credimi Tiziana questa è il dubbio che mi assilla ogni giorno, se stare qua ed aiutarlo a superare le sue difficoltà o con una naturale franchezza metterci reciprocamente di fronte alla realtà.
Io al mio socio posso solo proporre un buon rapporto umano ed un trascorso di tanti anni che forse posso ancora chiamare amicizia. Tu nei confronti dei tuoi cari hai una cosa che qua non c’è, l’amore. Le due cose in questo non sono paragonabili. Fra le tante scelte che devo operare ogni giorno ce ne sono alcune che o ledono la stima del mio socio o ledono la parte economica della nostra società e qui si arriva all’incompatibilità.
Mi fermo qua e ti ringrazio di aver capito lo spirito con cui mi sono avvicinato a questo forum nonché per i tuoi preziosi suggerimenti.
Un saluto a tutti.

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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da ti » ven lug 25, 2008 8:13 pm

Certo che si, tutto il rituale di frasi è preconfezionato, ma è una sorta di difesa.
Evidentemente la sua dislessia, che come altri hanno detto è una caratteristica e non un difetto, per lo meno non più di un grosso naso o un occhio strabico (come questi può essere controllato e aggirato) gli è stata fatta pesare. Lui è stato fatto sentire come una mela bacata, come un incapace, ed eccolo alla continua ricerca di conferme ed apprezzamenti e a cercare di nascondere quello che lui sente come un difetto da tutti visibile.
In realtà lui non si vede per nulla speciale e non si perdona gli errori, si sente aggredito e come risposta contrattacca, questo anche se tu non hai fatto nessuna accusa, ma hai semplicemente detto:"questa cosa andava fatta così e non così!" non rivolgendoti a lui, ma affrontando un discorso più generale.
Io comprendo che se con lui dividi le responsabilità di un'azienda, diventa difficile cercare e superare le cause dei comportamenti, perchè quello che conta sono i fatti e i fatti portano ad attività o passività che poi bisogna superare.
Forse si potrebbero trovare diverse tipologie di incarichi motivandoli con la speciale capacità sua di affrontarli... (io non lascerei mai la ns gestione familiare a mio marito, non so se arriveremo a metà mese: lui e i numeri non vanno d'accordo e con 100€ in mano ne spende 500 €. ma sono perfettamente consapevole che non avrò mai bisogno di falegname, elettricista, idraulico e che se il mio frullatore si rompe non lo dovrò buttare, perchè a costo di ricostruire un pezzo, lo farà funzionare, senza sapere nemmeno come, semplicemente per intuito...)
Quello che voglio dire è che forse le uscite possibili (ma dipende da quanto la vs azienda è compromessa) sono 2: una suddivisione dei ruoli, rivisitata in funzione della migliore riuscita personale e quindi anche di maggior appagamento, oppure la separazione, prima che non sia più possibile salvare nulla.
Non credo che affrontare il discorso dislessia, soprattutto se lui non se la sente sia utile, non lo vive come una ricchezza (nella fantasia, nella capacità di intuito o altre personali che non so), ma come una cosa di cui vergognarsi. Resta solo valorizzare le sue doti, che sono sicura ci saranno e aiutarlo a trovare quella fiducia in se stesso che non ha, aiutandolo a perdonarsi gli errori, perchè tutti li facciamo, ma anche ad apprezzarsi per cose che certamente farà meglio di altri...
La rabbia e le frasi dette in certi momenti non vanno nemmeno prese in considerazione, perchè la bocca le pronuncia, ma il cervello non le pensa e soprattutto: se io restassi offesa con mio marito, sarei offesa per nulla, perchè dopo un'ora lui non si ricorda più e arriva sorridente e felice e mi coccola e scherza. Perchè avvelenarmi?
Qui giustamente, emerge il mio sentimento per lui ed è ovvio che tu essendo un amico magari non ti senta proprio nella condizione di accettare una sbottata ingiusta... ma le mie parole sono più per spiegare che non c'è in linea di massima cattiveria dietro a certi atteggiamenti, che possono disorientare.
Che posso dirvi: in bocca al lupo!

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EMANUELA
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da EMANUELA » dom lug 27, 2008 8:55 pm

scusate non ho letto molti degli interventi...

a mio avviso non è un problema di dislessia ma bensì di personalità

in molti di noi si sono trovati a dover affrontare difficoltà dovute alla nostra intellegenza "visivo-spaziale"
difficoltà ovvie poichè il mondo della scuola ha ina impostazione non plastica

comunque, può darsi, visto che il soggetto in esame, non accetta gli "errori" da lui commessi e tende a nasconderli o a ribaltarli......forse per lui la "dislessia" è una sorta di "menomazione" da nascondere.
Non dimentichiamoci che, se si fa una breve ricerca in internet la dislessia è spesso mescolata all'Handicap. Anche se viene negato l'informazione che passa all'esterno è che un "dislessico" non è normale. Basti pensare che da "normale che è " deve fare la riabilitazione....

io come suggerimento, gli farei trovare per sbaglio, così a caso, il libro di R. Davis "il dono della dislessia"
scritto in un carattere adatto ad un dislessico
con informazioni chiare e non "invasive"

per il resto....le balle....lo si tiene così com'è o...

all'amico consiglierei di capire perchè accetta una tale situazione di "sofferenza"
l'amore per se stessi va sempre in primo piano
solo così si può aiutare qualcun'altro
manu

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Giovanni Ferlito
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Re: vivere con un dislessico

Messaggio da Giovanni Ferlito » mar lug 29, 2008 1:16 am

Devo dire che legendo il tuo post mi e scappato qualche soriso e poi per la tua grande amicizia nei confronti di questo tuo amico mi sono emozionato. Io credo che devi essere autentico con lui, non prendere tangenziali su come sai che lui e dislessico un'amico le sente certe cose secondo me non c'è molto da dire alle volte un gesto uno sguardo dice più di mille parole e se non sai cosa devi fare o devi dire scrivigli una lettera e gliela dai. La lettera che hai scritto a noi e molto bella. La cosa più immportante e solo 1. E di fargli capire che gli vuoi bene e ti fidi di lui ma che anche lui si deve fidare di te. e non deve avere paura del tuo giudizio ne di quello degli altri. Alle volte abbiamo paura di dire le cose come stanno e cerchiamo le strade più difficili ma la strada più semplice alle volte e quella più efficace e diretta. Io sono convinto che la tua autenticità non può che fargli piacere. Una cosa molto bella che hai detto e che tu hai creduto in lui e che credi in lui tanto da mettere in discussione il tuo futuro economico... Ascoltami parlaci e vedrai che risolverai tutto. E difficile accettarsi per quello che si è perchè si a sempre paura di non essere abbastanza. :lol: se non ci guardiamo da vicini non lo vediamo se siamo pieni o vuoti. Io credo che alle volte siamo troppo severi con noi stessi, e tante altre volte ci crediamo vuoti e invece siamo pieni. Se il tuo amico ha un'amico come te qualcosa di buono deve pur valere ed essere. Sono contento di leggere la vostra storia perchè mi fa capire che esiste ancora la vera amicizia. I sentimenti veri non se ne sono mai andati bisogna solo saperli cercare... Il tuo AMICO E UN DISLESSICO FORTUNATO

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