.. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

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SilviaL
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.. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da SilviaL » dom ott 19, 2008 7:20 pm

.. essere seguiti/seguire tutta la vita o..imparare/insegnare ad essere autonomi?

Sono dislessica.. ed abbastanza vecchia per non aver fatto le scuole in un epoca in cui la dislessia si sapeva cosa fosse.
Il problema più grande della scuola italiana è che gli insegnanti che svolgono il loro lavoro con passione sono molto pochi.
Quindi il mio " essere distratta" non riuscire ad imparare a memoria le poesie.. non riuscire a ripetere un libro non era possibile... non riuscire a ripetere a memoria le tabelline assurdo...
o più facilmente ed egoisticamente definito con" non si impegna abbastanza o non si concentra" ... non veniva nemmeno considerata l'idea che ci potrebbe essere un metodo errato nel voler far apprendere...
Ringraziando il cielo ho avuto una delle mie sorelle che mi aiutava a fare i compiti.. e non solo mi diceva i trucchi, ma mi dava man mano gli strumenti per diventare autonoma.Non era un esperta e quindi mi ha aiutato in quello che ha potuto.
A chi non è dislessico sembra stupido insistere sul suono delle doppie... sul suono della h verbo o meno ... con le parole con accento o meno.. sul distinguere una lettera di stampato minuscolo una dall'altra.
Ma sono quelle cose le cose che mi hanno aiutato... anche se non sapevo di avere un problema. infatti ho interrotto gli studi alle superiori e ripresi solo successivamente da adulta.
Ancora faccio qlche errore grammaticale... e quando ho dato alla veneranda età di 33 anni la maturità e la prof qndo abbiamo rivisto il compito d'italiano mi ha ripresa dicendomi di aver fatto un errore gravissimo... per tutto il temo avevo scambiato la terza persona plurale e la terza singolare.. avevo scritto li al posto di gli.
Non capiva perchè sorridevo... una bella vittoria... solo quell'errore.. e non ha trovato nemmeno errori di sintassi... :-)
poi riguardando i quaderni delle elementari mi accorsi che era un errore che non mi avevano mai corretto...
quindi correggere gli errori con amore ha portato i suoi risultati.. quelli non corretti al momento più opportuno sono rimasti li... pronti a riemergere in una situazione di stress emozionale.

scrivo questo soprattutto per i genitori, ma anche per gli studenti..di non arrendersi e di capire il modo "diverso" per apprendere... ma soprattutto scoprire tutti quegli strumenti che permettono di utilizzare il materiale di studio in modo autonomo ed efficiente.

Le persone come me odiano tutto ciò che è imposto e rigido.. ciò che è creato da altri.. è una sofferenza.. una riduzione... non riuscire a capire quello che ha creato un'altra persona che non spiega il processo logico di creazione mi sembra logico.... inutile per altri.
usare righe e quadretti.. colorare dentro alle righe è una cosa difficilissima per chi ha bisogno di spazio e di esprimersi.

prendere le mappe concettuali già fatte non serve a nulla.. l unico utilizzo che possono avere è una traccia di quello che si sta imparando e capire a che punto si è.
Ma da una mappa pronta non si può ricostruire il collegamento logico... imparare a fare le mappe concettuali è l'unico modo in cui sono efficaci.
Difficile? no.. basta costruirle mentre si sta leggendo/studiando... è un lavoro duro le prime volte ma se si impara a crearle auotmaticamente si ha la prova di aver capito quello che si sta studiando... se non torna un collegamento logico bisogna riprendere e cercare altrove le risposte. Imparare è una cosa "attiva" non passiva, e lo è ancora di più per noi dislessici.
Le mappe concettuali non si fanno qndo già si conosce l'argomento, ma mentre lo si sta scoprendo... piccoli passi uno dopo l'altro.

Incominciare a creare mappe concettuali dai libri delle elementari insieme ai bambini. Cosi li si aiuta ad entrare nel meccanismo e piano piano potranno anche iniziare a farle da sole.. e questa tecnica serviranno anche alle medie.. alle superiori ed anche all'università.

un altro concetto che ho scoperto solo in età adulta dopo aver sofferto tanto per aver cercato per anni di utilizzare i metodi dei "non dislessici".. che le parole non sono piatte... rappresentano ognuna di loro una visualizzazione/ un immagine. Le parole senza ciò che rapprensentano sono vuote ed incomprensibili.
Come lo sono le lettere dell'alfabeto da sole... solo insieme ad altre lettere formano un significato ed un immagine collegate alle stesse. La scrittura in questo modo è tridimensionale ed acquisisce un senso anche per me che sono dislessica.

Nel 1992 comprai un libro "L'arte dell'apprendere" scritto da Anita Molino, non so se ancora è in commercio. Ma quel libro è strutturato in lezioni come se si frequentasse un corso ed oltre a spiegare le varie tecniche di memorizzazione, lettura veloce, processi della mente ecc ci sono anche molti esercizi per imparare a visualizzare le parole.
E' un libro scritto per dirigenti, ma per me è stato un punto di partenza utilissimo. Ovvio che consiglio la lettura a ragazzi un po più grandi ed ai genitori...

Sono concetti dififcili per chi non comprende la necessità di questo processo. Chi legge un paragrafo ignorando quale sia l'argomento che l'insieme e riesce a ripetere .. e poi collegare in modo automatico tutto quello che si studia successivamente ovviamente tutto questo sembra una complicazione... ma per chi non può apprendere in quel modo può essere una soluzione anzi il processo d apprendimento alla fine risulta ancora più semplice.

Ciao
Silvia

NOTA per i genitori che hanno dubbi sugli insegnanti di sostegno: gli insegnanti di sostegno a meno che non si interessino o seguino corsi appositi non sono idonei a seguire i dislessici. Il risultato che si ottiene è che i bambini vengono trattati come se avessero un problema di handicap ed invece di insegnarli ad utilizzare gli strumenti gli rendono degli emarginati. Non gli insegnano un modo diverso d'imparare, ma limitano a cose semplici l'apprendimento, cosicchè rimangono indietro. E come sappiamo la dislessia è solo un modo diverso di vedere/apprendere e l'unico limite è trovare un metodo giusto che vada bene.
Quindi l'insegnante di sostegno è utile solo se preparato ad aiutare e conosce la dislessia.

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simY
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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da simY » dom ott 19, 2008 8:39 pm

=thx
simo..
la felicità nn è avere quello ke si desidera,ma desiderare quelloke si ha
(o.wilde)

ernestina
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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da ernestina » dom ott 19, 2008 8:43 pm

su molte cose la penso come te
sulle mappe mentali...insegnare a farle...soprattutto insegnare un percorso di pensiero e di organizzazione e di priorità e di conseguenza tradurlo in una mappa...che ti porti a fare collegamenti logici ---UNA LOGICA DI PENSIERO E DI CONSEQUENZIALITA DELLE COSE.....
sulle mappe concettuali e mentali - preferisco mentali, piuttosto di concettuali, nel senso che le mappe devono esprimere il tuo meccanismo mentale nell'affrontare i concetti, meccanismo diverso per ognuno di noi - a volte possono servire anche quelle preconfezionate, non so proprio
sul discorso delle insegnanti di sostegno, sicuramente in questi casi servono a poco e niente
per dare il sostegno vero a qualcuno devi conoscerlo e conoscere i suoi processi nel modo di apprendere
lo ritengo non difficile, ma impossibile all'interno di una classe
ad un dislessico non bisogna solo spianargli la strada a livello scolastico, bisogna fare si che impari a spianarsi la strada a livello scolastico

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attilio
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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da attilio » dom ott 19, 2008 11:34 pm

SilviaL ha scritto:
Le persone come me odiano tutto ciò che è imposto e rigido.. ciò che è creato da altri.. è una sofferenza.. una riduzione... non riuscire a capire quello che ha creato un'altra persona che non spiega il processo logico di creazione mi sembra logico.... inutile per altri.
usare righe e quadretti.. colorare dentro alle righe è una cosa difficilissima per chi ha bisogno di spazio e di esprimersi.

prendere le mappe concettuali già fatte non serve a nulla.. l unico utilizzo che possono avere è una traccia di quello che si sta imparando e capire a che punto si è.
Ma da una mappa pronta non si può ricostruire il collegamento logico... imparare a fare le mappe concettuali è l'unico modo in cui sono efficaci.
Difficile? no.. basta costruirle mentre si sta leggendo/studiando... è un lavoro duro le prime volte ma se si impara a crearle auotmaticamente si ha la prova di aver capito quello che si sta studiando... se non torna un collegamento logico bisogna riprendere e cercare altrove le risposte. Imparare è una cosa "attiva" non passiva, e lo è ancora di più per noi dislessici.
Le mappe concettuali non si fanno qndo già si conosce l'argomento, ma mentre lo si sta scoprendo... piccoli passi uno dopo l'altro.

le parole non sono piatte... rappresentano ognuna di loro una visualizzazione/ un immagine. Le parole senza ciò che rapprensentano sono vuote ed incomprensibili.
Come lo sono le lettere dell'alfabeto da sole... solo insieme ad altre lettere formano un significato ed un immagine collegate alle stesse. La scrittura in questo modo è tridimensionale ed acquisisce un senso anche per me che sono dislessica.
Brava SilviaL :wink:
Avrei bisogno di una testimonianza come la tua quando vado nelle scuole ad formare gli insegnanti! Posso portare almeno le tue frasi come esempio?
Se il bambino dislessico non può imparare la strada che insegniamo, può insegnarci la strada per farlo imparare.
da "The dyslexia handbook" - Smythe

Pede
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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da Pede » lun ott 20, 2008 1:37 am

Cara Silvia, lo so che ti farò ridere, ma leggere ciò che hai scritto mi ha quasi commosso.

Io sono la mamma di una "forse" dislessica (ancora un mese e sarà svelato l'arcano), ma sono anche moglie di un dislessico, che ha impiegato 5 anni a terminare le medie, che era stato bollato come quello che "Certo le capacità ci sono tutte, però se ne avesse voglia...", che non ha avuto nessun aiuto nemmeno in casa.
Io credo che sia una delle persone più intelligenti che io conosca (forse sono un po' di parte :h :h ) e se penso a quante umiliazioni ha subito solo perchè nessuno è riuscito a capirlo :hu
Lui di professione fa il trasportatore, si alza tutte le mattine alle 4 a arriva a casa alle 20, a volte anche più tardi, e ti assicuro che è davvero stanco, oltre al fatto che la sua non è stata proprio una scelta; vedi , se penso che magari poteva fasre un lavoro meno stancante e che cmq gli piacesse di più, mi viene una rabbia.
Adesso è troppo tardi per riuscire a crearsi una professione di questo tipo, anche perchè non avendolo aiutato lui non è riuscito a crearsi strategie che gli possano permettere di mettersi, che sò, a frequentare una scuola serale, ma tutti e due siamo fermamente convinti di dare queste chances a nostra figlia.

Penso che le farò leggere ciò che hai scritto, penso che la potrà aiutare davvero! =thx

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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da Rossella » lun ott 20, 2008 10:26 am

SilviaL ha scritto:.. essere seguiti/seguire tutta la vita o..imparare/insegnare ad essere autonomi?

Ringraziando il cielo ho avuto una delle mie sorelle che mi aiutava a fare i compiti.. e non solo mi diceva i trucchi, ma mi dava man mano gli strumenti per diventare autonoma.Non era un esperta e quindi mi ha aiutato in quello che ha potuto.
A chi non è dislessico sembra stupido insistere sul suono delle doppie... sul suono della h verbo o meno ... con le parole con accento o meno.. sul distinguere una lettera di stampato minuscolo una dall'altra.
Ma sono quelle cose le cose che mi hanno aiutato... anche se non sapevo di avere un problema. ..

scrivo questo soprattutto per i genitori, ma anche per gli studenti..di non arrendersi e di capire il modo "diverso" per apprendere... ma soprattutto scoprire tutti quegli strumenti che permettono di utilizzare il materiale di studio in modo autonomo ed efficiente.
Le persone come me odiano tutto ciò che è imposto e rigido.. ciò che è creato da altri.. è una sofferenza.. una riduzione... non riuscire a capire quello che ha creato un'altra persona che non spiega il processo logico di creazione mi sembra logico.... inutile per altri.
usare righe e quadretti.. colorare dentro alle righe è una cosa difficilissima per chi ha bisogno di spazio e di esprimersi.

...Ma da una mappa pronta non si può ricostruire il collegamento logico... imparare a fare le mappe concettuali è l'unico modo in cui sono efficaci. Difficile? no.. basta costruirle mentre si sta leggendo/studiando... è un lavoro duro le prime volte ma se si impara a crearle auotmaticamente si ha la prova di aver capito quello che si sta studiando...

...che le parole non sono piatte... rappresentano ognuna di loro una visualizzazione/ un immagine. Le parole senza ciò che rapprensentano sono vuote ed incomprensibili.
Come lo sono le lettere dell'alfabeto da sole... solo insieme ad altre lettere formano un significato ed un immagine collegate alle stesse. La scrittura in questo modo è tridimensionale ed acquisisce un senso anche per me che sono dislessica.


.... E come sappiamo la dislessia è solo un modo diverso di vedere/apprendere e l'unico limite è trovare un metodo giusto che vada bene.
Quindi l'insegnante di sostegno è utile solo se preparato ad aiutare e conosce la dislessia.
Ciao. Grazie per le tue chiarissime parole!
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strega
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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da strega » lun ott 20, 2008 10:37 am

grazie

SilviaL
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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da SilviaL » lun ott 20, 2008 6:05 pm

Grazie a tutti voi.
Ero molto indecisa se iscrivermi.. e se scrivere in questo forum.

Purtroppo uno degli ostacoli maggiori da affrontare è l'autostima, il saper valutare quello che ci viene detto e soprattutto se prenderlo in considerazione o meno.
Ho imparato a prendere in considerazione solo le cose che mi vengono dette da persone che riescono a conquistarsi la mia stima e sfiducia. Soprattutto quelle che oltre alle parole arrivano ai fatti. .. parlano bene, ma razzolano altrettanto bene.
---------------------------------------------------------------------------
Riferendomi al racconto di Pede e mettendomi nei panni di figlia quello che vorrei dal mio papà è vedere che non si arrende... troppe aspettative e pesi sulla bimba senza darle il buon esempio.
Parlo egoisticamente e senza conoscervi.. quindi prendi queste mie parole come sono... un pensiero con affetto.
---------------------------------------------------------------------------
Pede sono certa che non sei solo di parte parlando di lui... la dislessia non ha nulla a che vedere con il QI anzi... direi proprio il contrario..
tutti i grandi geni della storia erano dislessici, cioè avevano un modo diverso di apprendere, di concepire e vedere le cose...
La scuola invece cerca di omogenizzare... di inquadrare... ed è per le persone semplici, quelle che non si fanno domande e non hanno bisogno di tante spiegazioni... anche perchè quello che a scuola si spiega non solo è incompleto, ma anche irrealistico. Spesso non logico.
La dislessia dicono sia il 5 o 10%... ma si riferiscono a quella diagnosticata.. se facessero i test a tutti quelli che hanno lasciato gli studi perchè non si sentivano fatti per lo studio non so di quanto la percentuale salirebbe.
La preparazione degli insegnanti non è molto alta.. e molti non svolgono il loro lavoro con passione. Sono molto contenta che obblighino ad avere una preparazione migliore pedagogica... è una grande responsabilità formare.. e la maggior parte non se ne rendono conto.. altri continuano a studiare, capire.. cercare nuovi metodi.. ma la maggior parte prende il lavoro come fosse impiegatizio.
Io sono una formatrice per adulti in ambito tecnico-informatico soprattutto aziendale... ed anche con tanta esperienza senza un abc idoneo e continui aggiornamenti si rimane incompleti e sfuggono tante cose.

Anche mio padre si è arreso per certi versi... per altri è stato d esempio... da operaio in un spa multinazionale con gli anni è riuscito a passare come impiegato con solo la licenza elementare... e per non parlare del fatto che il giorno prima del suo 70esimo compleanno è riuscito finalmente a superare l esame della patente... rassegnandosi finalmente a chiedere di fare la teoria oralmente. :-)
Ringraziando il cielo oltre ad avermi passato la dislessia ho ereditato da lui anche una gran forza di volontà ed una testardaggine fuori del comune.. e sono riuscita a rendere reali molti miei sogni... certo con i miei tempi... ma ora posso dire di essere una lumaca che cammina. :-)

Uno dei miei sogni era quello di fare l'università.. e cosi un paio d anni fa mi sono iscritta ad un corso online... d' ingegneria!
facile? Affatto.. lavorando poi ... una vita personale un po agitata negli ultimi anni.. senza contare la trigonometria ed altro di cui non avevo le basi... quindi analisi matematica un incubo...
ma non mollo... e lo so che tanto la spunterò io... :-)
Non mi piace lottare contro i mulini a vento e non mi piacciono le battaglie perse.. quindi ho imparato a mettere in discussione periodicamente quello che sto facendo.. a che punto sono e dove devo arrivare...
ma credo troppo al fatto che si vuole una cosa e non si molla la si raggiunge... ed il percorso che ho intrapreso non è solo per la professione, ma per una crescita personale.

Se tuo marito volesse continuare a studiare presso le scuole pubbliche esistono i corsi Sirio per ogni indirizzo anche per le scuole professionali, tecniche ecc.... e sono per i lavoratori. Non c è obbligo di frequenza e la maggior parte degli insegnanti lo fanno per passione. Il corso è ridotto, alcune materie sono state proprio eliminate. Ovvio che non è una cosa facile... ma nella vita ho imparato che con la forza di volontà si arriva dove si vuole... se lo si vuole ovvio....

Leonardo
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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da Leonardo » lun ott 20, 2008 6:17 pm

SilviaL ha scritto:Pede sono certa che non sei solo di parte parlando di lui... la dislessia non ha nulla a che vedere con il QI anzi... direi proprio il contrario..
tutti i grandi geni della storia erano dislessici, cioè avevano un modo diverso di apprendere, di concepire e vedere le cose...
Appunto ad esempio a me facendo il test è venuto fuori che ho il QI sopra la media.
SilviaL ha scritto:La dislessia dicono sia il 5 o 10%... ma si riferiscono a quella diagnosticata.. se facessero i test a tutti quelli che hanno lasciato gli studi perchè non si sentivano fatti per lo studio non so di quanto la percentuale salirebbe.
Non è detto che tutti quelli che lasciano gli studi siano dislessici, come ho già detto altre volte conosco molte persone che hanno abbandonato la scuola eppure per quanto ne so non sono dislessiche e anche qui nel forum invece ci sono molti esempi di persone che hanno la maturità, stanno facendo l'università o l'hanno già fatta anche se non avevano ancora la diagnosi.
Semplicemente ci sono persone che possono avere idee diverse e abbandonare la scuola e come tutto vale per dislessici e non, non è che tutti per forza siamo obbligati a continuare la scuola apparte fino alla scuola dell'obbligo.

Per tornare al messaggio iniziale: sono d'accordo ed è la stessa cosa che ho detto molte volte anche io.

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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da SilviaL » lun ott 20, 2008 7:25 pm

Ehi Leonardo...
Io mi riferivo a quelle persone per cui l'unica motivazione era quella che non erano fatte per lo studio dicendo che non riuscivano a studiare...
e poi che li sottoponessero al test... non che sono sicuramente tutti dislessici e soprattutto non che tutti quelli che hanno lasciato gli studi sono per motivi d'apprendimento!!!
Un ipotesi che aumenterebbe sicuramente la percentuale, non un ipotesi predefinita/assoluta.

Forse mi sono spiegata male.

Mi riferivo soprattutto alla mia generazione.. non sai qnto sia cambiata la scuola da allora.... immagina solo qnti stanno scoprendo da adulti di essere dislessici perchè l hanno diagnosticato ai loro figli..
Avevano delle difficoltà ma non potevano/sapevano darle un nome... molti non hanno mollato, ma hanno avuto tante difficoltà.
Ringraziando il cielo la scuola è cambiata ed ora i dislessici (almeno una buona parte) vengono riconosciuti in età idonea per aiutarli anche grazie per la maggiore cultura/sensibilità dei genitori e di alcuni insegnanti.
A volte ricorrendo a rimedi sbagliati... ma almeno ci provano ad aiutare.

Cmq molti dei motivi per cui i ragazzi entrano in crisi con la scuola li conosco purtroppo.. prima alla mia epoca per le scelte dei miei coetanei...
ed ora tieni conto che ho 8 nipoti di cui 4 in età adolescenziale e di cui una sola dislessica che oltretutto sta continuando gli studi.
Conosco molti problemi degli adolescenti ed anche alcuni legati alla scuola che non sono problemi di apprendimento.
Ci sono ben altri problemi per lasciare gli studi anche più gravi della dislessia...

Per quanto riguarda le cose che avevi già detto tu .. scusami per la ripetizione... ;-)

p.s. Io se parliamo di QI ho 142, ma quello che conta è utilizzare l'intelligenza. Ci sono tante persone con un QI nella media che sanno sfruttarlo meglio di altri che lo hanno al di sopra.
Questa dichiarazione non vuol essere una provocazione ... quindi non prenderla come tale. ;-)

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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da Leonardo » lun ott 20, 2008 7:42 pm

Si, immaginavo cosa volevi intendere ma era meglio specificarlo.
Non devi scusarti per la ripetizione certe cose è meglio ripeterle sempre e almeno si vede che non sono l'unico che lo pensa :wink:

P.S: Io di preciso non lo so, a reggio emilia durante la diagnosi mi hanno detto solo il numero di risposte giuste e che era superiore alla media ma cmq da un test che ho fatto su internet che penso abbastanza serio (era di un MENSA di un'altra nazione) me lo dava a 142 anche a me se non ricordo male.

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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da mb84 » lun ott 20, 2008 11:15 pm

Ciao un po' in ritardo..... grazie per il tuo scritto
Barbara

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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da Elisabetta » mar ott 21, 2008 8:29 am

SilviaL ha scritto:tutti i grandi geni della storia erano dislessici, cioè avevano un modo diverso di apprendere, di concepire e vedere le cose... La scuola invece cerca di omogenizzare... di inquadrare... ed è per le persone semplici, quelle che non si fanno domande e non hanno bisogno di tante spiegazioni... anche perchè quello che a scuola si spiega non solo è incompleto, ma anche irrealistico. Spesso non logico.
Grazie Silvia per la chiarezza delle tue parole! Cercherò di essere altrettanto chiara per descrivere la mia riflessione
raccontandoti/vi qualche aspetto della personalità di mio figlio

La scuola di mio figlio, che ha 16 anni, è situata in una bellissima villa del 1700 con un parco meraviglioso tutto attorno.
Proprio questa mattina Diego mi ha raccontato di avere visto in questi giorni una porta aperta della parte della villa che non aveva mai visto, e cnon ha potuto resistere dal "ficcarci il naso". E' rimasto estasiato dagli affreschi e bassorilievi di tutte le stanze non aperte al pubblico. Poi ha voluto visitare anche i giochi d'acqua (un capolavoro dell'ingegneria idraulica) del grande giardino all'italiana antistante la villa, chiedendo informazioni al giardiniere (conoscendolo, immagino tempestandolo di domande).

Tutto questo in solitudine perchè interessi distanti da quelli dei suoi compagni.....

Io, da mamma, mi sono sempre chiesta se mio figlio fosse un "extraterrestre": lui adora argomenti e cose che ai suoi coetanei risultano noiose, o adatte a persone più grandi....
I professori mi dicono che è un ragazzo molto più maturo della sua età..... sta di fatto che spesso il sabato sera non ha amici coetanei con cui uscire perchè i suoi compagni hanno una mentalità più infantile da non soddisfarlo.

Da sempre adora frequentare i ragazzi più grandi, tanto che spesso esce con sua sorella e gli amici (che hanno 20-23 anni).

Secondo te/voi questo modo di essere può essere riconducibile al suo diverso modo di apprendere e vedere la vita?


Mi sono fatta mille volte queste domande.... (ad esempio tornando ai giochi d'acqua non credo che ai suoi compagni interessi andare nelle grotte del giardino per capire il meccanismo che li regola)!
Per firmare la PETIZIONE
http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html

INDICE: http://www.dislessia.org/forum/viewtopic.php?t=2345

nel sito www.dislessiainrete.org ci sono 3 guide scaricabili per insegnanti, per genitori e per studenti

SilviaL
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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da SilviaL » mar ott 21, 2008 10:58 am

Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità.
Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.

La felicità arriva quando non te l'aspetti; e nel momento in cui sei cosciente di essere felice, non lo resterai a lungo.

La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno.

La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.

La vera felicità è la pace con se stessi. E, per averla, non bisogna tradire la propria natura.

Se vogliamo essere felici, possiamo esserlo adesso, perché la chiave della felicità è nascosta dentro di noi. Essa non dipende dagli avvenimenti che ci capitano ma dal modo in cui li percepiamo e li affrontiamo.

Non c'è strada che porti alla felicità: la felicità è la strada.

La felicità è fatta d'un niente che al momento in cui lo viviamo ci sembra tutto.


La felicità rende l'uomo pigro.

"Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza di distinguere tra le une e le altre."
Ultima modifica di SilviaL il mar ott 21, 2008 11:15 am, modificato 2 volte in totale.

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Re: .. essere seguiti/seguire tutta la vita o..

Messaggio da SilviaL » mar ott 21, 2008 10:59 am

Ciao Elisabetta.
Mi stai raccontando cose molto familiari... il mio atteggiamento da bambina era esattamente lo stesso.. ero la bambina dei "perchè" e dei "come funziona"...
e con gli anni non sono cambiata... ancora tutt'ora mi meraviglio e non mi stanco di ascoltare la spiegazione di cose che non conosco o racconti di persone che vivono realtà diverse dalle mie..
ad esempio anche solo la descrizione del loro lavoro.
Poi dirti tante cose, ma penso ti sia più utile il racconto di una parte della mia vita.

I miei genitori sono stati molto severi con me, ma hanno sempre rispettato la mia crescita e mi hanno dato le resposanbilità e la libertà al momento giusto man mano che davo segni di maturità.
Fin da bambina uscivo con le mie sorelle che avevano quasi 10 anni più di me. Con i miei coetanei purtroppo non avevo nulla in comune.
Verso i 12 anni ho stretto amicizia con una ragazzina che abitava vicino a me ed a 14 anni uscivamo insieme con una comitiva di ragazze/i più grandi di noi.
Ed in quel periodo iniziai ad andare al cinema, a mangiare la pizza e a fare tutte quelle cose che normalmente si fanno un po più tardi.
Come amica i rapporti con i miei coetanei non sono mai stati paritari.. sono sempre stata e continua ad esserlo... l'amica da ricercare qndo si hanno problemi per un consiglio o per un appoggio.
Io d'indole sono socievole e con gli anni ho acquistato una certa flessibilità nei rapporti con gli altri. Accettare gli altri per come sono nella loro semplicità e sopratutto godere della loro compagnia, ma a piccole dosi.
A parte quelle amicizie di adolescenziali con cui mi vedo ancora ogni tanto. Le persone con cui esco sono legate soprattutto ad affinità di scelte di vita, culturali e d'interesse.
Anche se poi con il mio modo di essere sono sempre amicizie profonde e non superficiali.. pochi amici ma buoni!
Io i conoscenti per esempio non gli chiamo amici come fanno spesso le altre persone.
Ed ho una certa flessibilità nel senso che non sono possessiva e non amo l'amicizia ed esclusiva statica che non dia stimoli e confronto.

Non è facile diventare mia amica e lo è ancora meno avere a che fare con me... sono sempre in movimento... in continua evoluzione... crescita... per me vale il modo di dire "panta rei" ... Anche gli altri devono avere una certa flessibilità di evoluzione
anche se sono stabile... una roccia direi... allo stesso tempo ho bisogno di evolvermi...
concetto difficilissimo da esprimere.

purtroppo a 16 anni è difficile trovare coetanei che diano stimoli sia intellettuali che di confronto... ci sono sicuramente perle rare, ma è difficile incontrarsi.
Andando avanti con l'età le cose migliorano...

L'età è alla fine un dato anagrafico... io ho 38 ne dimostro sui 30... ma quando parlo sembro un 80enne... :-)

Io ad esempio tutt ora il sabato e la domenica odio uscire proprio per il caos e la superficialità che trovo intorno... il dover fare per forza qualcosa e poi ridursi a fare sempre le stesse cose..
preferisco semmai una gita fuori porta.. o una passeggiata la domenica mattina in mezzo alla natura o in centro.. oppure far cose tranquille in casa.. anche invitando alcuni amici... o andando a casa di amici.
Per i luoghi pubblici esco durante la settimana.. teatro, cinema, ristorante, pub ecc...
Ho un mio modo di vivere le cose... molto personale, posso farti qualche esempio per farti capire qndo di non comune c'è in me:
- teatro: mi piace il classico.. pirandello, shakespeare: i miei preferiti. Odio i monologhi di comici o quelle compagnie che fanno teatro commerciale.
- il cinema: amo tutto quello che è fantasioso e irreale o ironico-comico, ma mai banale. Azione, Poliziesco.. thriller.. horror... A parte qualche commedia brillante per me il cinema è divertimento... l occasione di vedere cose lontane e irreali.
- Mangiare.. adoro cambiare tipo di cucina.. etnica.. regionale.. ecc..
- la tv.. telefilm americani sempre di argomentazioni al di fuori del comune o scientifiche... scelta oculata di programmi culturali...
- lettura... manuali, saggi anche psicologici, favole... biografie.. libri storici.. anche qui nulla di commerciale.
ecc. ecc.

Ovviamente quando esco lo faccio con amici... e molto facilmente per ogni attività vedo persone diverse... difficile trovare un gruppo di persone che abbiano tutti gli stessi interessi.
Quindi il tutto si riassume nell'essere flessibili e nell'avere ben definito ciò che piace e sicuramente si trovano in modo naturale persone con cui condividere...
L'amicizia deve essere spontanea e naturale... cosi come il fare qualcosa con qualcun altro. La diversità sta proprio in questo... nessuna forzatura e nessuna pretesa deve esserci in un rapporto d'amicizia..

Se poi questo sia collegato al fatto che io sia anche dislessica, sinceramente non lo so con certezza... lascio a te le conclusioni.
Di sicuro posso dirti che sono contenta di come sono e di come vivo. Per gli altri posso essere "strana"??.. pazienza... :-)

Oddio mi rendo conto forse di aver dato una risposta molto articolata e prolissa.. XD
La mia intenzione era dare un immagine completa di un esperienza di vita che può essere ritenuta diversa dalle altre. Spero di esserci riuscita.. anche se forse ho utilizzato troppe parole.

Ora tuo figlio ha bisogno di scoprire cosa gli piace... quando avrà definito i suoi interessi sarà naturale trovare con chi condividerli.
Io fossi in te non mi preoccuperei per tuo figlio... la solitudine è uno stato d animo e stare bene con se stessi facendo ciò che piace non è essere soli.
Io mi preoccuparei se tradisse se stesso e cercasse di essere qualcosa di diverso solo per sentirsi accettato...

Lui sta bene.. devi star bene anche tu... devi accettare il suo modo di esprimersi ed anche di rapportarsi con gli altri. Sicuramente avere una curiosità verso alcune cose lo rende a quell'età diverso, ma non l'unico...
L'unica cosa che puoi fare è osservare.. essere fiera di lui... essere presente.. ed assecondare ogni suo desiderio di seguire un interesse che di conseguenza diventa anche sociale...
Deve trovare una sua dimensione...

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