Appello ai dislessici adulti...

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Miki72
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da Miki72 » mer nov 11, 2009 12:24 am

Salve, noi siamo 3 su 3, 2 adulti e un magnifico bambino che ci ha permesso di dare un nome alle nostre difficoltà.

Io: discalculica, ricordo ancora gli incubi fatti alle elementari dopo le verifiche di matematica!
Comunque ho avuto una grande maestra che non mi ha mai obbligato a fare operazioni alla lavagna, ha capito la mia sensibilità e ha evitato che mi sentissi inferiore affiancandomi per l'italiano ad un compagno fortemente disgrafico, dislessico e con ancora difficoltà di parola, ricordo ancora la sua prima pagina senza buchi nel foglio! Ah avevamo anche l'iperattivo, un genio, che quando non ce la faceva più a stare fermo la maestra faceva accompagnare dal bidello a fare una corsetta nel giardino della scuola!!
Adesso... udite udite... mi occuopo della parte amministartiva della nostra ditta! I calcoli li fa il gestionale, cosa calcolare faccio io che sono una "precisina"!

Mio marito: decisamente dislessico e disgrafico, praticamente genio e sregolatezza!
Del suo periodo scolastico so poco.
Di adesso posso dirvi che si perde nella vasca da bagno, i nomi delle persone sono impossibili da ricordare, ma anche le facce e siamo in 2 a ricordargli gli appuntamenti.
Però per l'orientamento c'e il navigatore (anche se ogni tanto si perde ugualmente perchè dice che il navigatore vuole fregarlo facendogli fare una stada più lunga), e per la memoria... è simpatico ed estroverso e non offende nessuno dicendogli che non si ricorda nome o anche chi sia, insomma non ci si annoia mai!
Leggere la sua scittura è un'impresa, ma è assolutamente lui che detta lettere e comunicazioni. Ha una grossissima capacità di sintesi e di cogliere l'essenziale delle cose (a differenza di me!)
Questa sua capacità gli permette sempre di essre aggiornato nel suo settore, di sapere il funzionamento delle cose anche più di chi le produce, forse perchè non ha un ragionamento lineare.
Senza appoggio di famigliari, anzi con le mie paure a 24 anni ha aperto la sua aziendina e penso nonostante gli alti e bassi sia felice di quallo che sta ancora facendo e delle persone di cui si è circondato.

Adesso è un pò in difficoltà, sta cercando di metabolizzare il fatto che il figlio ha i suoi stessi problemi.
E' un gran papà, presente ad ogni incontro o riunione, mi ha appoggiata nella ricerca anche quando pensava dentro di sè che fossi un pò fissata, però ora si è chiuso ed ha inconsciamente allontanato dal bambino.
Spero si riprenda presto perchè io e R. abbiamo bisogno della sua esperienza.

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barbara 68
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da barbara 68 » mer nov 11, 2009 5:18 pm

Complimenti Miki,
un esmpio concreto che i DSA sono speciali!
Non ti preoccupare per tuo marito penso che qualche volta sia necessario metabolizzare..............

EVVIVA IL TOM TOM!!!
Da ragazza sono uscita in macchina con una mia amica e seguivamo le macchine degli altri per andare in pizzeria nella stada non sono riuscita a trovare il parcheggio, gira a destra gira a sinistra, non ho più trovato il ristorante...e non c'erano i cellulari...morale siamo tornate a casa.....forse anche la mia amica aveva qualche problemino!!!!!!!!

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fralegia
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da fralegia » gio dic 03, 2009 3:27 pm

[quote="Dnaiele"]Ciao a tutti
chiedo ai dislessici adulti di uno sforzo immenso. Vorrei che scriveste qualche riga su come vi sentite, quali sono le vostre difficoltà, come le vivete, quali sono le vostre mancanze e quali sono i vostri punti di forza.
Se vi va e se credete che il gioco valga la candela vi chiedo anche di scrivere qualcosa sulla vostra storia, sulle vostre delusioni scolastiche e sulle vostre delusioni e sulle vostre rivincite nell'arco della vostra vita. Naturalmente legate all'ambito DSA.
Secondo me è un occasione importante di confronto. Anche se ormai conosciamo i nostri pregi e i nostri difetti, i nostri limiti e i nostri punti di forza, credo sia importante condividerli per noi e anche per non far sentire i piccoli soli. Se i problemi di DSA sono ereditari ci sarà qualche genitore con i problemi del figlio che si è scoperto dislessico guardando il figlio...
P.S. un piccolo suggerimento, fatevi aiutare da qualcuno ;)

Cioa a tutti[/quote]


iO non so con certezza se ho un DSA o meno, ma da quando mi occupo di disturbi dell'apprendimento, da quando li studio, riguardando il mio passato ritrovo molte caratteristiche e le ritrovo ancora oggi nella vita di tutti i giorni. E' certamente possibile che il mio DSA sia lieve e quindi ormai ben compensato, com è probabile che abbia un disturbo dell'attenzione (associato o no, questo non l'ho ancoa capito)
Fatto sta che:
1. ho difficoltà nella memoria, devo concentrarmi molto per immagazzinare informazioni e recuperarle. ma uan volta impresso un concetto non si leva più
2. il mio cervello usa strategie particolare per imparare
3. apprendo molto meglio concetti concreti di cui posso crearmi un'immagine mentale mentre ho più difficoltà per tutto ciò che è astratto.
4: sono una schiappa con l'inglese
5. la disnomia non mi è affatto nuova, anzi a volte mi capita di pensare uan cosa e dirne un'altra o peggio di avere ben in mente il concetto di cosa voglio esprimere ma non riuscire a ricordare la parola, m i succede quando sono molto stanca estressata.

6: fatico a memorizzare termini nuovi infatti il mio lessico è molto povero rispetto a quello di altri e per memorizzare termini nuovi uso strategie tutte mie: se lileggo difficilmente li memorizzo, li devo ascoltare e usare da altri che, a loro volta, mi devobo spiegare il signifcato.

7: in matematica , da bambina, ero una schiappa coi problemi, erano la mia bestia nera, ora li ho capiti alla grande e ho elaborato delle ottimi strategie di soluzione.
8: faticavo a memorizzare le tabelline dal 6 in su ma avevo escogitatto un sistema per fare i calcoli con la x,
9: le divisioni non erano molto miei amiche, poi ho scoperto dele startegie per cavarmela.
9: memorizzare i verbi era faticoso e anche l'analisi gramamticale non era il mio forte.
ero molto brava nei testi scritti non mi piuacevano le interrogazioni scritte.
Le maggiori difficoltà le ho avute alle medie un vero crollo: non riuscivo a far fromnte alla quantità di lavoro e ai ritmi...poi ho elaborato delle mie startegie e alle suoperiori è stato tutto molto più semplice, tutto di nuovo in discesa
avveo difficoltà a sentire le doppie all'interno di una parola
non commettevo grossi errori ortografici ma quando avevo die dubbi dovevo fare lo spelling.
la grande fatica ancora oggi è la resistenza: mi stanco subito e leggere benchè lo trovi piacevole e interessante è per me faticoso, eppure non ricordo di aver avuto difficoltà di dipo dislessico, però sono molto più lenta rispetto a mio marito.
Non so se tutto questo è un indice che può far pensare a dei DSA certo è che non sono mai stata la prima della classe, nemmeno l'ultima ma molte emozioni e sensazioni riportate qui o su diario di scuola di pennac sono state anche mie

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ketti
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da ketti » ven feb 12, 2010 2:39 pm

Dnaiele ha scritto:Ciao a tutti
chiedo ai dislessici adulti di uno sforzo immenso. Vorrei che scriveste qualche riga su come vi sentite, quali sono le vostre difficoltà, come le vivete, quali sono le vostre mancanze e quali sono i vostri punti di forza.
Se vi va e se credete che il gioco valga la candela vi chiedo anche di scrivere qualcosa sulla vostra storia, sulle vostre delusioni scolastiche e sulle vostre delusioni e sulle vostre rivincite nell'arco della vostra vita. Naturalmente legate all'ambito DSA.
Secondo me è un occasione importante di confronto. Anche se ormai conosciamo i nostri pregi e i nostri difetti, i nostri limiti e i nostri punti di forza, credo sia importante condividerli per noi e anche per non far sentire i piccoli soli. Se i problemi di DSA sono ereditari ci sarà qualche genitore con i problemi del figlio che si è scoperto dislessico guardando il figlio...
P.S. un piccolo suggerimento, fatevi aiutare da qualcuno ;)

Cioa a tutti
NON AVEVO MAI LETTO QUESTA BELLA INIZIATIVA......GRAZIE DEL'OPPORTUNITA'.
Che dire, essere dislessica quando ero piccola è stata una vera tragedia, era l’unica fra i miei fratelli che non sapevo leggere che veniva presa in giro, e non sapevo le tabelline. A scuola quando facevano leggere io avevo una compagnia di banco che capiva il mio disaggio e per non farmi finire sempre in lacrime mi suggeriva mentre leggevo, avvolte mi andava bene altre…… no.Quando ero molto piccola avevo un bambolotto che si chiamava CIALDINO, per me questo era un nome incompressibile, non ricordavo mai, ma mia mamma che poverina non capiva si ostinava a insegnarmelo, ma io non riuscivo a ricordarlo, ricordo che in un giorno andai a chiedere come si chiamava ameno un centinaio di volte, fin quando mia mamma esausta mi disse di chiamarlo in un altro moto. La mia vita è stata comunque un continuo mettermi alla prova, certo io studiavo tanto e i miei voti erano 6/7 massimo, ma comunque la più grande soddisfazione fu quando il prof. di matematica mi chiamo e mi disse, tu fai la matematica in modo diverso e vorrei che la spigassi tu hai compagni, e da quel momento ogni volta che doveva spiegare chiamava me alla lavagna. Certo non è stato tanto bello invece ciò che a dovuto dirmi la mia insegnante di Italiano, per gli esami di stato la prof. mi chiamo in disparte e mi disse: sai Katia devo per forza scrivere due righe su di te, perché la prof. di italiano esterna deve sapere che ti scrivi il quel modo, per me hai qualcosa che penso si chiama dislessia ma non è molto conosciuta, sei bravissima per me meriti 10, per la tua fantasia la tua preparazione, ma il modo come scrivi e incomprensibile era il 1986. Poi con il tempo scopri che ero dislessica quando mi rividi in mio figlio,riconobbi le stesse mie difficoltà e incomincia a volerne saper di più. Ecco che arriva la diagnosi per Leo e la rivelazione che anche io ero dislessica, solo che Leo studiando con me che lo avevo indotto ad alcune strategie di apprendimento che mi erano state utili a scuola per apprendere, e cosi aveva avuto un compenso. Leo è dislessico ma in una fase di compenso, sa le tabelline, quando associa la figura alla parola comprende il testo, ha due compagni che leggono per lui, come facevo io da piccolo. Ecco che la sua vita sarebbe stata meno faticosa, se non avesse incontrato prof. che hanno distrutto la sua auto stima, e ora odia la scuola e tutti i professori non vedo l’ora che finisce perché è stata una vera tragedia famiglia e personale.
VAN GOGH disse: " Il modo migliore di amare la vita e amare molte cose.

Bolds
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da Bolds » sab mar 13, 2010 9:45 am

Innanzitutto complimenti per il forum, riuscite a spronare le persone, invogliandole a raccontarsi, anche di aspetti dolorosi e spinosi della loro vita. Fino a qualche giorno fa non sapevo esattamente cosa fosse (e soprattutto cosa comportasse) la dislessia (non sono dislessica), ma sto dando ripetizioni a un ragazzo di prima superiore, con tanta voglia di fare ma con tante difficoltà,,,sempre le stesse e credo si tratti di dislessia. Ora vorrei aiutarlo, ma non credo che le mie ripetizioni siano la via giusta,,,perciò vi chiedo, voi a chi vi siete rivolti? Ci sono centri specializzati? Sono a Modena e avrei iniziato con qualcosa di vicino.
Grazie mille per i consigli che vorrete darmi!
Ciao
Bolds

Chimera88
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da Chimera88 » ven gen 07, 2011 11:48 am

Sfogliando le pagine su internet mi sono soffermato su questa pagina, in cui ho potuto costatare l’unione su una tematica comune che vi rende così familiari..
Mi posso definire un tipo di persona che non si lascia facilmente coinvolgere in discussioni di una certa intensità emotiva soprattutto su un forum; ho un certo pudore nel confessare la mia interiorità accompagnata da un lieve imbarazzo.
Però essendo una cosa inusuale a fare, secondo i miei criteri di vita, ho afferrato la proposta di scrivere qualcosa a proposito della discussione aperta, anche se mi richiede un po’ di fatica, che per molti può anche essere ingiustificata..
Questa piccola narrazione è stata scritta un quattro anni fa, nel periodo in cui la scrittura era rivalsa è introspezione; adesso la mia voglia di scrivere si è un po’ spenta anche se non ho perso del tutto l’abitudine..
Questo racconto è stato scritto in maniera molto ingenua anche se poi in essa si nascondeva una grande verità che ho portato alla luce solo da pochi anni, il fatto di essere stato un bambino dislessico, è adesso un giovane adulto dislessico.
Grazie a tale consapevolezza, ho potuto eseguire salti mortali, che non pensavo mai di essere in grado di fare, ho ripreso gli studi iscrivendomi in psicologia, e grazie a tale scelta ho acquisito in autostima con delle belle soddisfazioni..

Ecco il mio piccolo racconto:
Non si può iniziare a scrivere, se prima non hai concepito il suono di due lettere innamorate....
Mi ricordo i primi giorni di scuola elementare, penso ancora a tutto quel timore, le maestre, i compagni, io ancora non riuscivo a scrivere il mio nome; di solito chi fa questo salto, i genitori durante l’estate li uccidono sotto i miraggi del sole, a copiare, scrivere, leggere.
Mi ricordo ancora tanti discorsi mio figlio già sa tutto alfabeto, sa leggere da bambino di terza elementare.
Mia mamma si angosciava ancora di più, tutti sanno leggere e tu ancora non riesci a pronunciare due lettere insieme.
I figli di tutte queste mamme, che usavano i propri figli come banconote, mio figlio vale da terza elementare, mio figlio sa scrivere in corsivo, e poi tutti andavano a incontrare per destino o casualità la mamma disperata che cercava un suono, per una banconota di valore nel giro delle mamme.
Tanti giorni passati; mia mamma sempre più severa e irrequieta, non mi lasciava giocare, giù sotto i libri, devi unire queste due lettere, ma ancora non ero pronto.

Dopo tanta libertà mi trovavo chiuso in una prigione, sentivo una mancanza di bene, come se avevo la peste, nel giro dei bambini intelligenti, io non entravo; chiuso in una stanza sotto le grida di frustrazione e di disperazione, per adattarmi nel mondo dei bambini.

Avevo una abbronzatura a righe, per colpa delle finestre, che non faceva entrare tutto il sole dell’estate nella mia stanza; ero proprio diverso.
In quegli spazi di libertà, correvo, correvo, come un cane quando e legato in albero, li assaporavo la felicità, il mio sognare, ma rimanevo straziato con un collare sul collo.

Il primo giorno di scuola era arrivato, la strana abbronzatura, era memoria di tanto studio, e ancora dovevo iniziare, ma il volto di mia mamma era sempre lo stesso, scoraggiato e rassegnato.

Sono timido, già da piccolo coltivavo questo difetto, che adesso capisco che può essere un pregio, dipende la prospettiva in cui lo si osa guardare; tutti con quei grembiuli blu, già da piccoli ci vogliono tutti uguali, ma quella mia abbronzatura mi rendeva unico.

Con il passare dei mesi, avevo un posto sotto quel odore adulto della maestra, che ricordo ancora mi procurava ansia, voglia di scappare, incapacità, il mio banco sempre incollato alla mia maestra, tutti seduti in quei banchi con i proprio compagni, e io sotto quel strano riflettore.

Non potevo scambiare nessun legame di gioco con i miei amici, da piccoli con chi più ti diverti diventa il tuo amico migliore; io cercavo e vedevo in tutti il mio migliore amico, ma nessuno si divertiva con me, ero davvero diverso.

Quella strana abbronzatura con il tempo era scomparsa, adesso mi rendevo unico per non riuscire a leggere, scrivere, a trovare amici, tutti vedevano in me dei problemi, io li ho creduti.

Mi ricordo prima di prendere sonno, in quel letto enorme dove i piedi si fermano a metà strada dal suo fine, i gomiti appoggiate sulle ginocchia, mi facevo ancora più piccolo, mi chiudevo come quando un fiore sta per sbocciare, ero complessato, pronto ad esplodere, non reggevo i miraggi del sole cosi forti e prepotenti puntati contro, in quel prato fiorito di compagni, dovevo ancora sbocciare.

Ero piccolo, piccolo, piccolo.

Mi volevano uguali a loro, mi volevano uccidere, hai capito bene uccidermi, forse ci sono riusciti, ma solo a metà, tante volte si muore nella vita, prima di quella più insensata ma più giustificata dal sistema, la morte sta nel non poter essere quello che si vuole, la vera morte è quella psicologia.

La mia banconota stava sostenendo un livello inferiore rispetto all’andamento dei miei compagni, ma stavo incominciando, a suonare parole, parole, parole…

Ma ero ancora piccolo, piccolo, piccolo……

Adesso mi affaccio dalla finestra, e vedo ciò che voi non vedete, sono come un cieco non ha bisogno di vedere per capire cosa ha davanti , io sento l’aria circolare nei spazi vuoti, la mia vista cade sotto, e intravedo un prato, e siete ancora tutti lì uguali, con il vostro grembiule blu,componenti del sistema di false banconote, io mi butto dal punto più alto della mia casa, e prendo il volo, e sono certo, voi non mi comprerete a nessun prezzo…

f.ivana
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Messaggio da f.ivana » lun gen 31, 2011 3:40 pm

Premetto che ho 49 anni e che quando ero bambina io, nemmeno si sapeva che cosa fosse la dislessia.
Fortunatamente per me non ho avuto problemi gravi di apprendimento ma difficoltà sì, tante che ho superato da sola, inventando da me stessa il modo per by-passare il problema.

La matematica, ad esempio, non è mai stata una materia molto amata, ma se si trattava di calcolo, non c'erano problemi anche se per imparare le tabelline ce n'è voluta. Quello che invece era la mia bestia nera (e lo è ancora) è la geometria e tutto ciò che comporta un certo tipo di ragionamento.

In italiano problemi zero ma la cosa difficile è stata apprendere l'alfabeto in stampato minuscolo e ancora oggi, ogni tanto, mi devo soffermare a riflettere su certe lettere.

Ricordo benissimo la mia difficoltà a riconoscere la b e la d, perchè al mio cervello risultavano pressochè identiche ma rispetto alle mie figlie sono stata fortunata perchè non veniva insegnato già dalla 1° elementare, questo tipo di alfebato: si limitavano, infatti ad insegnarci lo il corsivo minuscolo e maiuscolo.
Sicuramente ci agevolava anche la metodica con cui insegnavano a scrivere, cioè intere pagine di esercitazioni sulle singole lettere. Alla piccola parola scritta ci arrivavi dopo un mesetto circa e, per chi come me aveva problemi, era un allenamente necessario a memorizzare il segno grafico.

Erano anche anni in cui la bella calligrafia aveva un suo peso (purtroppo) e potete immaginare che per una lievemente disgrafica che tragedia fosse avere una maestra che rompeva ogni due per tre con queste argomentazioni.

Nella vita di tutti i giorni, la difficoltà risiedeva soprattutto nel distinguere la destra dalla sinistra e per anni, da bambina, sono stata convinta che allo specchio la mia destra fosse in realtà la sinistra e viceversa.
Data l'assoluta non conoscenza della problematica, solo da adulta ho capito quale fosse il mio problema e non ci ho badato comunque mai più di tanto.

La vera tragedia è stata quando sono nate le mie figlie, dislessiche entrambe.

La maggiore non è mai arrivata a sviluppare tutte le problematiche dei dislessici, perchè il problema si è manifestato con un serio ritardo allo sviluppo del linguaggio.
Dopo aver iniziato la lallazione, non la completò interamente e, a seguito dell'interruzione, tutto quel che diceva, era praticamente incomprensibile.

Arrivati ai due anni, e contro il parere di tutti i famigliari, marito compreso, che sostenevano che semplicemente era una bambina che non sapeva parlare come tutti i bambini, del resto, l'ho portata per una valutazione dalla foniatra e dalla logopedista.
Beh, entrambe han confermato quel che sospettavo ed è stata una bella fortuna in quanto iniziando la terapia logopedica già a 2 anni e mezzo, il suo cervello ha potuto attuare quelle strategie che servivano ad evitare di avere problemi seri di apprendimento dei processi di letto-scrittura.

Il suo curriculum scolastico è sempre stato costellato di difficoltà, nel senso che rispetto agli altri si stancava prima e aveva maggiori disagi relativi alla capacità di concentrazione, ma in confronto alla sorella più piccola, non è stato nulla.

La mia seconda figlia, invece, ha manifestato problemi di apprendimento durante la 1° elementare. Le sue insegnanti erano ovviamente saldamente ancorate al concetto che era solo svogliata e ce n'è voluta per far accettare loro che i problemi fossero ben altri. Soprattutto l'insegnante di matematica sosteneva che era comodo imputare il comportamento di una lazzarona ad una problematica organica, cosa che mi è capitata anche con un'insegnate di matematica alle medie.

Io ne ero certa perchè d'improvviso, dovendo gestire tutte quelle informazioni, mia figlia non era quasi in grado di mettere insieme frasi di senso compiuto a livello verbale.
Sembrava che avesse fatto tilt.

Dopo che la dislessia esplose in maniera saliente e, ovviamente già in corso di logopedia, ecco la discalculia, la disgrafia e una difficoltà infinita a tenere in ordine non solo i quaderni ma anche le sue cose, i suoi spazi.
Sono stati anni difficilissimi e ancora non è finita perchè il problema rimane e si modifica man mano.
In certe cose mi rivedo, soprattutto adesso che lei ha 16 anni, capisco prima ancora che me lo dica, la sua difficoltà a comprendere concetti più articolati.
Confido nella sua intelligenza che non è cosa da poco a detta di tutti gli insegnanti che l'hanno conosciuta e capita bene come della logopedista: ha un cervello che pensa in fretta, molto. In lei tutto avviene rapidamente ed ha la fortuna di avere un'intelligenza intuitiva. Il problema è che per arrivare ai concetti lei segue percorsi che non sempre sono quelli previsti dalla didattica e, come ben saprete, non è facile confrontarsi con queste realtà.

Per quanto mi riguarda, invece, a tutt'oggi posso dire che la dislessia non aiuta quando si è particolarmente stanchi e stressati, e quando si vivono periodi particolari, si ripresenta prepotentemente rendendo tutto molto più difficile.
Capisco, ad esempio, che la mia capacità di attenzione e di memorizzazione (che è sempre stata molto alta fino a qualche tempo fa) stanno risentendo enormemente delle mie condizioni generali e capisco che non stando bene con la salute, tutto viene amplificato in negativo.
Insomma, questa è una bestiaccia con cui si devono fare i conti sempre, non c'è età che si differenzi in positivo, c'è solo da continuare a gestirla portando pazienza con se stessi. :)

unoduetre_stella
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da unoduetre_stella » gio feb 10, 2011 9:50 pm

è da un po' che vi leggo ma non trovo mai il tempo e il coraggio di scrivere...oggi raccolgo le forze...



Ero in prima elementare la prima volta che mi scontrai con la realtà o forse è meglio dire la realtà si scontrò con me visto che io vivevo bene nel mio mondo...
Ma la scuola, la scuola esige certi tempi...
era mezza pagina,una ridicola mezza pagina di un testo sdolcinato sul nonno che avevo letto e riletto tutta la sera,la sapevo punto.
sapevo che il nipote va dal nonno, il nonno lo porta al parco e via discorrendo con varie peripezie
quando è il mio turno leggo a voce alta,capisco immediatamente che c'è qualcosa che non va:
dal confronto con i compagni, dallo sguardo della maestra che inizia subito a sbraitare
"perché non ti sei esercitata!non sai leggere !leggi bene!lo devi leggere di più!"
due chilometri di nota in mezza pagina di testo,
la ricordo come se fosse ieri la scritta in matita sul sussidiario sottolineata tre volte
"NON HA STUDIATO".
Da li mia madre capisce.
cambio scuola, con la diagnosi fresca...
le cose sembrano andare meglio nei 4 anni della nuova scuola,
ma mi sottolineano sempre che faccio troppi errori
e che sono strana...
bello essere strana.
sono stara perchè in quarta elementare la mia grammatica è peggio di quella di un bambino che prende per la prima volta una penna in mano,
sono strana perchè le aspettative del "poverina non ci riesce"
non corrispondono con il contenuto del testo
in quarta elementare faccio un tema sull'emancipazione femminile spicciola, cito Dante, provo a scrivere lettere al presidente...
STRANA!
INDEMONIATA!
perchè "le cose che la bambina scrive nei testi non le scriviamo neanche noi!"
ahn e tu sei normale invece! :lol:
con la matematica non ho la stessa fortuna
la mia maestra non ritiene importante spiegarmi le divisioni o darmi chiarimenti perchè sarebbe una perdita di tempo
tanto non capirebbe.
alle medie il delirio.
non mi va molo di studiare per nulla, perchè non mi venga riconosciuto..le gratificazioni sono importanti.
le mie amiche scrivono in stampatello come scrivono i libri
chi sa cosa avrà di cosi attraente a 11 anni quella scrittura?
un mondo proibito.
cosi scrivono i grandi.
cosi io non ci riesco.
la mia migliore amica nota la mia sofferenza
e passa ore a insegnarmele-lo
il risultato sono delle lettere scomposte,una calligrafia orrenda ma mi devo arrangiare,
cosi scrivono i grandi mica è uno scherzo!
la scelta delle superiori è
la parte difficile
gli insegnati premono per corsi professionali
punto i piedi, mi rifiuto
"non c'e la farà verrà bocciata venti volte al primo anno"
sono troppo testarda per darmi per vinta.
mi diplomo in 5 anni.
Alle superiori trovo tanta gente molto carina
sento frasi tipo:
"io ti guarirò"
"abituati già da ora perchè nel mondo nessuno ti aiuterà"
"non ho capito,non vuoi leggere perchè sei analfabeta?"
"fai più esercizi" ect
gli insegnati di lettere sono tutti molto attenti al problema fortunatamente....
qui trovo il modo di sfruttarlo
vedo il mondo da un angolazione diversa
i testi sono sempre originali
cerco di trovare le mie potenzialità
a volte mi annoio per le cose banali come i sillogismi
e trovo un modo per divertirmi:

1-Qui ci scappa il morto!
2-i morti non scappano!
3-(oddio :shock: )il morto è vivo!

1-Marco scappa a gambe levate
2-se ti levano le gambe non scappi
3-Marco non scappa!

riesco a inventare tante piccole strategie, ma le ore di studio sono ancora tante la vita sociale ne risente.
ho la media del 8 abbondante
mi diplomo con poco più che 70
5 anni di media dell'otto per poco più che 70 :evil:
all'esame di maturità infatti ho un conto in sospeso con il proffessore
che aveva predetto che se non fossi guarità non sarei andata da nessuna parte...
all'orale mi chiede tutte le quantità di concimi per un vignetto, quantità di irrigazione, estensione del terreno in numeri e via discorrendo non ostante non sia la sua materia
lo dovevo mettere in conto
il commissario interno della materia in questione è solo un supplente per l'esame
che appoggia il primo proffessore perchè
"i numeri che hai scritto nel compito non sono reali!"
sa cosa è reale?!
la mia discalculia,
i 34 che diventano 43,
il non sapper quantifficare nulla,
le ore infinite di studio,
le ore a ripetere numeri che non capisco,
la sua ignoranza,
la media del 9 che ho sempre avuto in questa materia,
è reale il degrado dell'istruzione,
la mancanza di empatia,
i proffessori incompetenti,repressi in burnout,
è reale il mondo come lo vedi tu o come lo vedo io?
è reale il tuo sistema convenzionale?

mi lascio tutto alle spalle e mi iscrivo all'università
con gli echi di non passerai l'ammissione in sottofondo
studio tutta l'estate,non vivo
lo passo senza troppi problemi
e ora, ora che avete il filo logico della mia storia o almeno un accenno...
è oggi
e oggi la mia dislessia è:
è me!
è studiare tutti i giorni sempre,
faticare,
le insicurezze,
gli esami,
ma non è solo un punto negativo con gli anni mi sono affezionata alla mia dislessia,
a volte sto li a ruminare argomenti che mi aprono altre strade, altri approffondimenti,
e mi prendo tante piccole soddisfazioni,
"sei dislessica?scusami se te lo chiedo non voglio turbati!"
"tranquilla non mi turba avere un Q.I superiore alla norma!" :lol: :lol: :lol:
la dislessia è un appartenenza,
lo so che è brutto dirlo perchè con la categorizzazione si formano gli stereotipi,
ma lo sento come una parte di me,
come se i dislessici fossero un po' la mia famiglia,
se sento di un bambino dislessico trattato male mi rivedo a scuola davanti al sussidiario,
mi rispecchio, mi fa male, vedo la maestra che urla, vivo la sofferenza come se fosse mia,
forse è per questo che per molti anni non ho voluto informarmi molto,
sono scappata,mi vergogno,
ma la dislessia sono io,
e io ho imparato a stare al mondo,
ho imparato a prendermi gioco del mondo,
a sfruttare le mie potenzialità,
ho trovato uno scopo,
ho imparato a riderci su,
a non arrossire se sbaglio un verbo,
a contare con le dita davanti a tutti,
e sorrido quando i miei colleghi mi dicono
"come fai a fare questi ragionamenti cosi complessi e contorti?"
"quando vedo cosa fai penso veramente che qui chi ha problemi siamo noi e non tu!",
ho imparato a farmi aiutare quando serve e sono molto fortunata ho un ragazzo molto paziente che legge per me quando sono stremata, che mi ricorda di fare pause quando vede il mio cervello fumante,
che mi incoraggia e mi fa vedere che le potenzialità sono tutte dentro di me.
ho imparato che anche "i grandi" sbagliano,
ho imparato ha ricontrollare la sveglia venti volte prima di andare a dormire,
ho imparato a dire "ci sono molti errori perchè sono dislessica" quando presto i miei appunti,
ho imparato che tutti sono unici,tutti sono strani,
ho imparato che ci sono tante altre persone come me nel mondo uguali ma diverse, diverse ma uguali.
sto trovando un equilibrio, immagino succeda... crescendo.


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sabrina68
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da sabrina68 » ven feb 11, 2011 8:47 am

Volevo scrivere qualcosa..... ma non c'è niente da aggiungere, se non :h :h :h
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ERI
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da ERI » ven feb 11, 2011 9:05 am

Che dire.......semplicemente....... GRAZIE per la tua testimonianza!!!!! :h :h :h :h :h :h

lilina87
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da lilina87 » ven feb 11, 2011 10:56 am

ciao, quando ho finito di leggere, sono rimasta senza parole, mi hai lascito di stucco,
grazie della tua testimonianza.

paolap.
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da paolap. » ven feb 11, 2011 12:37 pm

unoduetre_stella ha scritto:è da un po' che vi leggo ma non trovo mai il tempo e il coraggio di scrivere...oggi raccolgo le forze...

1-Qui ci scappa il morto!
2-i morti non scappano!
3-(oddio :shock: )il morto è vivo!

1-Marco scappa a gambe levate
2-se ti levano le gambe non scappi
3-Marco non scappa!
Grazie Stella, una testimonianza bellissima e .... sofferta. Quando ho letto la logica delle battute.... mi è sembrato di sentire mia figlia!!!!! Uguale, uguale.

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Salvo
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da Salvo » ven feb 11, 2011 1:49 pm

Ciao a tutti,
e da poco che le mie "diversità" di apprendimento e rallentamento nello studio hanno preso un nome: DSA.
In età adulta e dopo anni di studi non è stata una sorpresa ma semplicemente l'essere riconosciuto e trovare un centro di ascolto con cui condividere questa diversità.
Io la vedo così: Diversità Specifica dell'Apprendimento.
Dove sta scritto che il modo più profiquo di studiare sia leggere e scrivere?
Adesso devo andare a cucinare per il mio pargoletto, spero di tornare presto a raccontare le mie esperienze...

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Pipo
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Re: Appello ai dislessici adulti...

Messaggio da Pipo » ven feb 11, 2011 2:34 pm

Salvo ha scritto:Ciao a tutti,
e da poco che le mie "diversità" di apprendimento e rallentamento nello studio hanno preso un nome: DSA.
In età adulta e dopo anni di studi non è stata una sorpresa ma semplicemente l'essere riconosciuto e trovare un centro di ascolto con cui condividere questa diversità.
Io la vedo così: Diversità Specifica dell'Apprendimento.
Dove sta scritto che il modo più profiquo di studiare sia leggere e scrivere?
Adesso devo andare a cucinare per il mio pargoletto, spero di tornare presto a raccontare le mie esperienze...
Avresti anche ragione ma la definizione ufficiale è riferita all'apprendimento con tecnica tradizionale che basa ogni elemento di studio sulla lettura di un testo.
Parlare di "diversità" sposta il focus sulla persona con dsa mentre, a mio giudizio, l'attenzione andrebbe posta sulla capacità del sistema educativo di adattarsi con flessibilità massima, alle varie esigenze degli allievi.
Un ragazzo con dsa al quale viene proposta un'adeguata tecnica personalizzata di studio, non evidenzierà alcuna "diversità" di apprendimento rispetto ad ogni altro.
Pertanto, per salvare capra e cavoli, visto che ogni persona è diversa da tutte le altre e quindi, non esisterà mai un'unica tecnica valida per tutti, potremmo dire che si tratta di:
"Disturbo Specifico dell'Apprendimento con tecnica tradizionale".

Buona giornata a tutti.
Se potessi tornare bambino, avrei un unico desiderio, rivivere nelle vesti di mio figlio per provare l'emozione di diventare grande, accanto ad un piccolo papà.

http://www.youtube.com/watch?v=m26lrY8lWS8

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