Regolamento sulla valutazione degli studenti.

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daniela58
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da daniela58 » mer nov 25, 2009 10:00 am

Mi figlio non dovrà fare la maturità ma l'esame per la qualifica professionale

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mamma Rosa
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da mamma Rosa » ven nov 27, 2009 7:49 am

Elisabetta ha scritto:http://www.itnbuccari.it/cms/index.php? ... newArea=87

Credo che valga solo per l'esame di maturità
No, vale anche per l'esame di terza media, è un cdc nel quale, dietro richiesta dei genitori e dei professionisti che si occupano dello studente e in base a quelli che sono stati usati durante l'anno scolastico (anche una sola volta), si decidono gli strumenti comensativi/dispensativi da usare all'esame (viene fatto intorno al 15 maggio, quindi se intendete intervenire dovrete muovervi per tempo, per far arrivare le richieste adeguatamente prima del cdc!). Per mio figlio è stato fatto.
http://www.dislessia.org/forum/viewtopic.php?f=2&t=6627 :wink:
Esser la mamma di un dislessico è inebriante!!!

Dare un nome alle cose è il primo passo per affrontarle.

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dery19
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da dery19 » lun nov 30, 2009 9:12 pm

salve a tutti scusate se uso questo spazio pubblico per delle informazioni private ma solo voi potete aiutarmi(ho gia lasciato questo messaggio sulla pagina di fb dedicata alla dislessia)...ho iniziato quest'anno il corso di ingegneria informatica presso la facolta' di ingegneria all'università di tor vergata il primo esame è andato malissimo...o meglio il procedimento era svolto correttamente ...ma la mia dislessia mia ha portato a confondere e tralasciare lettere e numeri... insomma il professore non ha capito che il problema è di forma e non di contenuto ora mi chiedo c'è qualcosa che io possa fare per continuare la mia carriera scolastica, essendo valutata come dislessica di livello MEDIO GRAVE come riportato sul foglio della valutazione che ho fatto un anno fa'? o devo rinunciare?! non vorrei che le nuove leggi sulla valutazione siano applicabili solo alla scuola dell'obbligo :sad: spero che mi rispondiate presto! grz
* Agatha Christie dettava i suoi libri ed io non posso diventare ingegnere?!*

UN RIGORE LO SBAGLIA SOLO CHI HA IL CORAGGIO DI TIRARLO!*

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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da sabrina68 » lun nov 30, 2009 9:26 pm

Ciao Dery e benvenuta !!!

Certo che i dislessici sono tutelati anche all'università! Non so darti info precise su Roma, ma ti assicuro di sì :P

Intanto puoi prendere contatto con altri ragazzi qui nel forum che stanno frequentando l'università. Per esempio prova a leggere qui:
http://www.dislessia.org/forum/viewtopic.php?f=2&t=5417

Di sicuro qualcuno ti risponderà con maggiori informazioni.
Ciao :P
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Alessandra 61
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da Alessandra 61 » sab dic 12, 2009 8:56 am

Mia figlia ha avuto la diagnosi di dislessia e discalculia due settimane fa e ci siamo attivate. La resp del DSA a scuola mi ha detto di non tenere conto della pagellina che verrà data a mia figlia....Mia figlia ha 18 anni come faccio a spiegarle di non preoccuparsi? Posso fare qualcosa, non so chiedere ai prof di reintegrare qualche compito facendolo a casa? Il documento che viene consigliato di scaricare lo porto a scuola. In settimana ho i colloqui con i prof e lo includo nelle varie fotocopie che ho fatto e che ho intenzione di dare a tutti. Grazie dei consigli che mi darete!! :wink:
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maggie
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da maggie » sab dic 12, 2009 3:46 pm

alessandra ti dico cose che forse già sai non so...una volta portata la diagnosi a scuola,hai la possibilità di redigere un pep in cui tu,tua figlia ,i prof e lo specialista poter indicare ciò che più è consono all'apprendimento della ragazza es:interrog programmate e non più di una per materia al giorno,su un programma più ridotto ma più frequentemente per stare al passo,possibilità di compensare le insuff scritte con prove orali,dispensa dallo scritto delle lingue straniere,non più di una verifica al giorno,uso di mappe concettuali,possibilità di "sapere" indicazioni su eventuali scritti,avere più tempo per l'esecuzione,valutare i contenuti e non le forme,diminuire i compiti a casa..fatti aiutare dallo specialista che vi segue o vi ha seguito lui saprà ben individuare cosa è necessario dei famosi sistemi compensativi e dispensativi... :o oggi che sa cosa è la sua difficoltà e come raggirarla "dovrebbe" essere più tranquilla,poi è abbastanza grande da parlare con i prof lei stessa..è una femmina :o e noi giochiamo meglio,chissà mai che la confidenza che lei stessa dona a loro possa sensibilizzarli.
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da maggie » sab dic 12, 2009 3:49 pm

ah!di tutto questo niente è un favore da parte della scuola,è un dovere..prima di tutto un diritto di tua figlia all'istruzione
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da gigi » mer dic 23, 2009 8:12 pm

maggie ha scritto:...una volta portata la diagnosi a scuola,hai la possibilità di redigere un pep in cui tu,tua figlia ,i prof e lo specialista poter indicare ciò che più è consono all'apprendimento della ragazza...
Solo per precisazione: il PEP è un documento che deve essere predisposto dagli insegnanti del consiglio di classe, non dai genitori. Il PEP deve tener in giusta considerazione i suggerimenti dati dallo specialista nella diagnosi; prima di redigerlo nella forma definitiva sarebbe bene coinvolgere anche la famiglia (ma non sempre viene fatto, purtroppo) e l'allievo, al fine di aggiustare ulteriormente il tiro, per una preparazione migliore e per un maggiore agio scolastico (non certo per determinare sconti, visto che gli obiettivi da raggiungere sono gli stessi del resto della classe).
Una volta stilato dovrebbe essere consegnato alla famiglia perché sia al corrente delle misure poste in essere.

Se non venisse consegnato o se non venisse predisposto, la famiglia comunque ha il diritto di chiederlo. La scuola deve predisporlo e consegnarlo.

In difetto si può scrivere al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale (USR) denunciando il fatto e chiedendo che vengano presi gli opportuni provvedimenti (provvedimenti che non saranno, giustamente, di tipo punitivo, ma semplici richiami all'ordine e ad una ottemperanza delle normative vigenti).

Cari saluti.
:-) Gigi Oliva
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da gigi » mer dic 23, 2009 8:31 pm

Alessandra 61 ha scritto:Mia figlia ha avuto la diagnosi di dislessia e discalculia due settimane fa e ci siamo attivate. La resp del DSA a scuola mi ha detto di non tenere conto della pagellina che verrà data a mia figlia....Mia figlia ha 18 anni come faccio a spiegarle di non preoccuparsi?
Se stai parlando di una pagellina interquadrimestrale (e in questo senso davvero non deve preoccuparsi), beh, spiegandole che la scuola, prima di 2 settimane fa, non era informata e quindi la trattava come una persona priva di difficoltà specifiche; ora che lo sa le cose cambieranno, dovranno necessariamente cambiare.

Però ... non si può chiedere agli insegnanti di modificare i voti precedentemente assegnati: sono atti d'ufficio. Si deve correttamente chiedere che d'ora in avanti le cose, le modalità di valutazione cambino.

Sicuramente a fine anno andranno rivisitate anche queste valutazioni in un'ottica dell'intero anno, ma adesso come possono fare a modificare qualcosa, avendo saputo da troppo poco tempo della diagnosi?

Se invece stai parlando della pagella che prenderà ai primi di febbraio (quella di valutazione quadrimestrale) allora c'è tempo per fare qualcosa. Può andare bene quello che proponi, ma forse potrebbero anche gli insegnanti avere qualche idea su come permettere a tua figlia di recuperare.
In questo senso potresti consigliarti con la referente per la dislessia della scuola, quella che ti ha detto di non preoccuparti, chiedile se ha un modello di PEP o se le serve da dare ai suoi colleghi del consiglio di classe di tua figlia (quindi portatene uno dietro da darle, eventualmente non lo avesse).

Cari saluti.
:-) Gigi Oliva
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da maggie » mer dic 23, 2009 8:48 pm

AH!pensavo che il pep o pdp fosse il genitore a richiederlo nell'interesse del proprio figlio!quindi i prof possono anche non avere la necessità di farlo? e allora?cosa li può obbligare se non motivare?
Gabriella

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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da gigi » gio dic 24, 2009 2:41 am

maggie ha scritto:AH!pensavo che il pep o pdp fosse il genitore a richiederlo nell'interesse del proprio figlio!
La famiglia può implicitamente chiedere che venga stilato il PEP, proprio richiedendone una copia.

Se tu ne chiedi copia è come se li costringessi a compilarlo, se poi ne dai un fac simile all'insegnante referente per la dislessia (qualora non lo avesse) è più difficile che facciano finta di niente e non lo compilino (se adeguatamente informato poi sarà lo stesso Dirigente Scolastico (DS) a sollecitare in questa direzione il Consiglio di Classe, non fosse altro che per evitare reprimende da parte dell'USR).
maggie ha scritto:quindi i prof possono anche non avere la necessità di farlo? e allora?cosa li può obbligare se non motivare?
Appunto la richiesta della famiglia per iscritto, li può di fatto obbligare.

Scrivi una lettera al DS: Egregio Dirigente Scolastico, con la presente chiedo di avere copia del Piano Educativo Personalizzato redatto dal Consiglio della Classe di mio/a figlio/a alla luce delle richieste e consigli presenti nella diagnosi compilata dallo specialista dott. XXXX YYYY e a Lei consegnata/spedita/recapitata il XX.YY.09.
In attesa della documentazione richiesta, voglia gradire i miei più distinti saluti.


Cari saluti.
:-) Gigi Oliva
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da Pipo » gio dic 24, 2009 10:19 am

gigi ha scritto:Però ... non si può chiedere agli insegnanti di modificare i voti precedentemente assegnati: sono atti d'ufficio. Si deve correttamente chiedere che d'ora in avanti le cose, le modalità di valutazione cambino.

Sicuramente a fine anno andranno rivisitate anche queste valutazioni in un'ottica dell'intero anno, ma adesso come possono fare a modificare qualcosa, avendo saputo da troppo poco tempo della diagnosi?
Ciao Gigi. Il tuo contributo al forum è preziosissimo, unendo la sensibilità personale per i ragazzi in difficoltà ad una grande conoscenza di regole e Leggi in matreria.

Vorrei chiederti di spendere qualche parola in più sulle modalità di valutazione di un DSA. Faccio riferimento al discorso che fece la sociologa della scuola in occasione dell'incontro avuto con le insegnanti, alla sua presenza. Visto il ritardo della diagnosi, risultò come principale problema di S., una forte disistima che lo bloccava davanti ad ogni "confronto" con gli altri. Su questo particolare, la sociologa invitò tutte le insegnanti a lavorare proprio per un recupero ottimale dell'autostima del ragazzo, anche ricorrendo per un certo periodo (almeno fino alla primavera), ad atteggiamenti di generosa approvazione.
Tutto questo non è avvenuto se non in modo molto limitato e non utile assolutamente al recupero della sua autostima.
La mia domanda è: le valutazioni non devono essere dei regali ma, se l'insegnante riesce a capire che il ragazzo ha dato il 100% per prepararsi per la verifica e, la verifica è stata realmente molto buona a detta della stessa insegnante, a questo punto, la valutazione deve essere l'effettiva somma algebrica dei vari parziali di quella verifica o, deve tener conto di altre considerazioni? Per intenderci, cosa dovrà fare S. come anche l'altro suo compagno di classe DSA, per poter prendere il famigerato voto massimo che tanto facilmente raggiungono tutti gli altri? Perchè un ragazzo con DSA che è capace di andare alla lavagna a spiegare ai suoi compagni le regole della matematica poi, nelle sue verifiche, lui risulta sempre inferiore agli altri? Forse ho delle false aspettative ma non riesco a capire bene come stanno le cose.
Potete provare ad aiutarmi? Posso chiedere qualcosa in più alle insegnanti?
S. è un bambino intelligentissimo, ma il suo DSA, gli sta bruciando le ali e con esse l'amore per se stesso.

Aiutatemi per favore.

Pipo
Se potessi tornare bambino, avrei un unico desiderio, rivivere nelle vesti di mio figlio per provare l'emozione di diventare grande, accanto ad un piccolo papà.

http://www.youtube.com/watch?v=m26lrY8lWS8

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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da Alessandra 61 » gio dic 24, 2009 11:52 am

CiaoPipo, capisco cosa stai provando..... :cry: Anche nella diagnosi di mia figlia si parla di disistima, come non potrebbe essere dopo anni di insuccessi scolastici? La diagnosi liberatoria è arrivata in ritardo.
Come genitoreti posso suggeriredi fare tutto quello che puoi affinchè i diritti di tuo figlio vengano rispettati, è un SUO diritto! Noi abbiamo cercato di far avere a mia figlia una vita soddisfacente al di fuori della scuola, sarà servito ....? Lei è attaccatissima a noi, a sua sorella siamo la sua isola felice!! Ti sembra poco? Ci sono tantissimi ragazzi che non hanno problemi di DSA, forse non hanno tutto questo....Il mio motto è: Lotta dura e senza paura!! (Lottare conoscendo sia i diritti che i doveri) Forza, mi raccomando! 8)
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da maggie » gio dic 24, 2009 2:04 pm

anche nella diagnosi di nico si parla di disistima ansia depressione..le ultime due mi hanno inquietato tantissimo perchè in lui non riscontro niente di questo..forse un pò di ansietà per interrog o esami del patentino..ma depresso no davvero..forse sono poco attenta?gigi grazie per le tue spiegazioni ovviamente sempre così precise ed esaustive.
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Re: Regolamento sulla valutazione degli studenti.

Messaggio da gigi » gio dic 24, 2009 6:08 pm

Pipo ha scritto:Su questo particolare, la sociologa invitò tutte le insegnanti a lavorare proprio per un recupero ottimale dell'autostima del ragazzo, anche ricorrendo per un certo periodo (almeno fino alla primavera), ad atteggiamenti di generosa approvazione.
Tutto questo non è avvenuto se non in modo molto limitato e non utile assolutamente al recupero della sua autostima.
Questo mi dispiace molto, ma su questo, purtroppo nulla si può fare, se le insegnanti non sono sufficientemente sensibili. Al massimo puoi ricordare loro, se hai un buon rapporto, di quell'incontro cui hanno partecipato in cui si sono impegnate a valorizzare tuo figlio, incoraggiandolo e lodandolo anche in pubblico nelle cose buone che riesce a fare.
Pipo ha scritto:La mia domanda è: le valutazioni non devono essere dei regali ma, se l'insegnante riesce a capire che il ragazzo ha dato il 100% per prepararsi per la verifica e, la verifica è stata realmente molto buona a detta della stessa insegnante, a questo punto, la valutazione deve essere l'effettiva somma algebrica dei vari parziali di quella verifica o, deve tener conto di altre considerazioni? Per intenderci, cosa dovrà fare S. come anche l'altro suo compagno di classe DSA, per poter prendere il famigerato voto massimo che tanto facilmente raggiungono tutti gli altri?
La valutazione dipende dal POF (Piano dell'Offerta Formativa) dell'istituto: è un documento che ogni scuola DEVE avere, è una sorta di carta dei servizi che costituisce l'impegno dichiarato della scuola nei confronti degli allievi e delle loro famiglie dal punto di vista formativo. Ogni famiglia può chiederne copia: tu ce l'hai?
Nel POF è scritto come i docenti della scuola valuteranno le prestazioni degli allievi: logicamente questo documento, dovendo valere per tutte le discipline, è abbastanza generale. Il POF, poi, viene calato all'interno delle singole discipline: ogni docente all'interno della sua programmazione (che deve essere agli atti della scuola e che può essere richiesta dalla famiglia; è bene sapere che possono chiederti un contributo per le fotocopie che devono farti) per ogni classe scrive non solo quali argomenti intende svolgere, ma anche quali obiettivi minimi intende raggiungere e come (la metodologia), in quali tempi, con quali tipi di verifiche controllerà il raggiungimento degli obiettivi e come tali verifiche verranno valutate.
Il PEP servirebbe proprio a personalizzare queste voci riguardanti la metodologia, la verifica e la valutazione, non gli obiettivi.
Il problema nasce dal fatto che in quest'ambito il docente non ha vincoli che non siano quelli del POF e quelli del PEP (stilato con gli altri docenti del consiglio di classe o interclasse; come dicevo, forse in altro post o in questo, non ricordo più, sarebbe bene poi discutere del PEP con la famiglia: avrebbe senso la collaborazione scuola-famiglia, non certo la contrapposizione).
Pipo ha scritto:Perchè un ragazzo con DSA che è capace di andare alla lavagna a spiegare ai suoi compagni le regole della matematica poi, nelle sue verifiche, lui risulta sempre inferiore agli altri?
E' qui che occorrerebbe che nel PEP fosse scritto che in presenza di queste prestazioni (spiegare ai compagni) le stesse possano concorrere per una parte, che so, 2-3 punti di bonus sulla verifica successiva.
Poniamo che nella verifica tuo figlio prenda 7 perché ansioso e qualche errore sempre riesce a infilarcelo, perché magari legge 13 e scrive 31, perché ..., perché ... .... coi 3 punti di bonus potrebbe arrivare all'agognato 10 come gli altri.
Ma questo sta alla sensibilità e alla capacità di valorizzazione dell'insegnante. Si possono dare indicazioni, ma l'insegnante non è tenuto a utilizzare le indicazioni fornite.
Inoltre io so per esperienza che se queste indicazioni arrivano dalla famiglia vengono ignorate; potrebbero avere qualche possibilità di successo se provenissero da qualche altro/a insegnante stimato dalle insegnanti di tuo figlio.
Quello che invece può essere cogente è il ridurre il numero di esercizi da svolgere nella verifica (se questo è richiesto nella diagnosi dello specialista e se è stato scritto nel PEP), perché a parità del numero di esercizi tuo figlio si stanca prima e fa più fatica a mantenere la concentrazione per un tempo più lungo.
Infatti, tra le due possibilità,
A) stessa prova e tempo più lungo per portarla a termine
B) stessa prova ma più breve (meno esercizi) e stesso tempo degli altri
io credo che sia preferibile la B)
E' certamente ciò che faccio io per i miei ragazzi DSA.

Quando serve la modalità A) e non se ne può prescindere?

Nelle prove d'esame (vedi maturità, ad esempio: lì la prova DEVE essere uguale per tutti; in tal caso la normativa consente alla commissione di assegnare più tempo per lo svolgimento della stessa; se il tema di italiano prevede 6 ore, per un allievo DSA se ne possono permettere 7-8).
Pipo ha scritto:Forse ho delle false aspettative ma non riesco a capire bene come stanno le cose.Potete provare ad aiutarmi? Posso chiedere qualcosa in più alle insegnanti?
S. è un bambino intelligentissimo, ma il suo DSA, gli sta bruciando le ali e con esse l'amore per se stesso.
Sicuramente puoi chiedere una collaborazione diversa e una diversa attenzione al bisogno di tuo figlio di essere valorizzato. Questo dipende però dalla loro sensibilità e umanità, dalla capacità di mettersi in gioco. E questo non so dirti se fa parte della professionalità o se va oltre. Da una parte dovrebbe essere così: l'insegnamento è simile all'arte della levatrice, saper tirare fuori il bambino di un altra, saper tirare fuori da un allievo il sapere che ha in sé, insegnandogli a guardarsi attorno stupito, sapergli insegnare a trarre profitto dalla sua curiosità, saperla guidare. Dall'altra molti pensano che per essere professionali bisogna essere distaccati, altrimenti non si è capaci di giudizi oggettivi: è l'insegnamento e l'apprendimento e la valutazione uguali per tutti.

Io, dopo tanti anni di insegnamento, nella mia esperienza ho capito che NON VOGLIO valutare tutti allo stesso modo e lo dico apertamente ai miei studenti.
Non fate confronti per quello che riguarda le mie valutazioni, se volete, chiedetemi spiegazioni del perché, non ho difficoltà a motivare le mie scelte, ma non pretendete una uguale valutazione, voi siete diversi uno dall'altro, come posso valutarvi tutti allo stesso modo?
I latini dicevano "summum ius, summa iniuria", il diritto applicato alla lettera diventa un'ingiustizia somma. Per trattare tutti allo stesso modo, rischio di commettere gravi ingiustizie.

Ma questa è una scelta mia, non mi sento di imporla a nessuno. A me però sembra giusto così. 8)

Non so se ti ho risposto. A certe domande mi pare che non possa esserci una risposta, non univoca almeno. :|

D'altra parte non si può imporre mediante una legge la comprensione, l'umanità, l'accoglienza dell'altro, del "diverso da me" (ma la domanda allora diventa "chi è uguale a me"? Perché magari mi piace essere diverso da tutti perché mi sento, e sono, unico e irripetibile): il diverso mi fa paura e l'uguale non lo voglio. Apriamo un topic sull'educazione alla diversità e alla ricchezza enorme che la diversità comporta? La stessa natura oscilla tra il mantenere e tramandare ciò che c'è di uguale in una specie, e il modificare sempre qualcosa al fine dell'evoluzione della specie. Ne avremmo da discutere e finiremmo OT.

E' una questione di cromosomi e di educazione. Dipende da quello che abbiamo vissuto nella vita e dalle esperienze codificate nei nostri geni. Io la penso così, ma sono disponibile a discuterne. :wink:

Cari saluti.
:-) Gigi Oliva
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