L' AID scrive...

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L' AID scrive...

Messaggio da admin » mar ott 27, 2009 2:06 pm

Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo di lavoro AID sul ddl.
Eventuali commenti da parte degli utenti possono essere pubblicati nell'argomento "riflessioni sulla lettera AID"

AGGIORNAMENTO SUL DISEGNO DI LEGGE

Sul tema del percorso del disegno di legge sulla dislessia è necessario fare un po’ di chiarezza dato che si sono diffuse voci allarmistiche, notizie imprecise e deformate che finiscono col creare divisioni e contrapposizioni e confondere coloro, soci e non, che sono interessati ad avere al più presto una legge che tuteli efficacemente le persone con DSA.

Premessa:
Nei diversi contatti e audizioni avuti con le Commissioni Cultura del Senato e della Camera nell’attuale Legislatura, AID ha sempre sostenuto con forza che riteneva indispensabile che la legge sulla dislessia fosse emanata al più presto, anche a costo di rinunciare a qualche emendamento non sostanziale, che avrebbe rischiato di prolungarne l’iter (e che, comunque, avrebbe potuto essere proposto dopo la promulgazione della legge.)

L’iter del DDL:
Durante l’attuale legislatura la Comminissione Istruzione e Cultura del Senato ha approvato, il 19 maggio, un disegno di legge (con primi firmatari Asciutti e Franco, n. 1006-1036) che riprende sostanzialmente il testo che già era stato approvato al Senato nella precedente legislatura, con piccole modifiche in genere peggiorative . L’AID aveva avuto una audizione durante la quale sono state presentate alcune richieste di modifica, che sono state accolte verbalmente ma poi non inserite nel testo definitivo.
Questo testo (1006-10036) è stato passato alla Camera - Commissione Istruzione e Cultura, dove, come anche nel corso della legislatura precedente, erano già stati presentati diversi disegni di legge sullo stesso argomento. I vari progetti sono stati discussi congiuntamente al testo del Senato, e i due relatori principali (Ghizzoni e Barbieri) hanno manifestato l’intenzione di fare numerose modifiche al testo del Senato, al fine di migliorarlo.
Come AID abbiamo subito fatto presente la nostra priorità, cioè avere la legge approvata al più presto; nel contempo abbiamo sollecitato che le eventuali modifiche non fossero tali da generare problemi se il testo doveva ritornare al Senato, auspicando un accordo politico preliminare fra le due commissioni.
La discussione nella Commissione Cultura della Camera è stata molto vivace, poiché numerosi deputati hanno cercato di introdurre svariati emendamenti. Nel corso della discussione, anche se non ci è stata concessa nessuna audizione, siamo stati informati delle successive versioni del testo, fino a quello definitivo del 14 ottobre (n. 2459).
Questo testo dovrà ancora essere vagliato da altre Commissioni della Camera prima di ripassare al Senato (al momento è già pervenuto parere favorevole della Commissione Lavoro e della Commissione Questioni Regionali)..
Il testo è in realtà molto simile a quello del Senato, ma con alcune modifiche rilevanti; oltre alla correzione di molti errori terminologici e concettuali, le novità e differenze più importanti sono:
- la sostituzione del termine difficoltà con disturbi specifici, scientificamente più corretto:
- l’introduzione della possibilità, solamente in casi di dislessia di particolare gravità, di poter usufruire della legge 104 (come AID abbiamo sottolineato che per noi questa opportunità è rilevante, ma si può eliminare se creasse problemi per l’iter della legge),
- i provvedimenti compensativi e dispensativi sono estesi a tutti i cicli di istruzione e formazione e anche all’università;
- adeguate forme di valutazione sono garantite in tutti gli ordini di scuola, compresi i test di ammissione e gli esami universitari;
- viene istituito presso il Ministero dell’Istruzione un Comitato Tecnico con la funzione specifica di applicare i provvedimenti previsti dalla legge;
Ci sono diversi altri piccoli cambiamenti linguistici che rendono la legge generalmente più chiara, chi vuole può confrontare i due testi (n.1006-1036 del Senato e n. 2459 della Camera) facilmente scaricabili dai siti web. Come già detto sopra non manca un elemento peggiorativo perché per es. gli orari di lavoro flessibili per i familiari dei ragazzi con DSA nel testo della Camera sono stati limitati al primo ciclo (cioè fino alla 3° media inf.).
Ci pare che il testo n. 2459 licenziato dalla Camera, anche se richiede ovviamente un ulteriore passaggio al Senato, sia sicuramente più rispondente alle esigenze e richieste delle persone con DSA; ci è stato assicurato dai relatori che c’è un accordo verbale con esponenti della Commissione del Senato per accettare il nuovo testo.


Il Gruppo di lavoro AID sul DDL (Penge, Ghidoni, Lami, Sinopoli, Pacifico, Craighero)

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Elisabetta
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Re: L' AID scrive...

Messaggio da Elisabetta » ven ott 30, 2009 11:43 am

Con riferimento al documento elaborato dal Gruppo di lavoro AID sul DDL (Penge, Ghidoni, Lami, Sinopoli, Pacifico, Craighero), desideriamo condividere con tutti voi alcune osservazioni.

Premesso che queste nostre considerazioni non vogliono creare né allarmismo, né tanto meno diffondere notizie imprecise e deformate, è vero semmai che da troppi anni anche noi siamo interessati ad avere al più presto una legge che tuteli efficacemente le persone con DSA.
Crediamo perciò, senza per questo disconoscere il ruolo determinante svolto dall’AID in tutti questi anni a tutela dei diritti del dislessico, di fare maggiore chiarezza esplicitando le nostre osservazioni alla lettera del Gruppo di lavoro sul DDL, in modo che ciascun utente possa farsi un’idea personale, anche consultando direttamente, come abbiamo fatto noi, i resoconti delle varie commissioni.
Chiunque, leggendo i documenti ufficiali, può rendersi facilmente conto che l’introduzione di modiche allunga i tempi dell’iter legislativo anche per questa legge, che ora obbligatoriamente dovrà tornare al Senato, nonostante nella lettera si dica che "…ci è stato assicurato dai relatori che c’è un accordo verbale con esponenti della Commissione del Senato per accettare il nuovo testo".
Inoltre, c’è da considerare che ad oggi la commissione bilancio e la commissione affari sociali, pur esprimendo parere favorevole, hanno posto condizioni che non possono non incidere sui tempi di approvazione…

Quello che sta succedendo ora è un “déjà vu”. Anche nella precedente legislatura è avvenuta la stessa identica cosa: legge approvata al senato- passaggio alla camera- richiesta modiche e...?
Il resto è noto: siamo ancora qui, a distanza di ben due anni, con lo stesso identico problema!
Eravamo e siamo anche noi consapevoli che il testo approvato dal Senato non era e non è perfetto, e già due anni fa ritenevamo indispensabile che la legge sulla dislessia fosse comunque emanata al più presto, ragione per cui proprio dal forum partì la petizione per una rapida approvazione della legge!
Ora, pur riconoscendo che buona parte delle modifiche introdotte sono migliorative,
esaminando il testo di legge nella sua globalità e la realtà nella quale andrà ad operare, ma soprattutto tenendo conto dei bisogni della maggior parte dei bambini con DSA, non possiamo tacere che riteniamo questo testo penalizzante sotto due aspetti, non marginali, proprio in relazione alla vita scolastica dove sappiamo essere il disagio dei nostri figli e precisamente:

1. Introduzione per i casi gravi, della legge 104, non a caso titolata: "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”.

2. Art.3 - "È riconosciuta la diagnosi di DSA effettuata dagli specialisti del Servizio Sanitario Nazionale…"


In relazione al primo punto
la “Consensus Conference” precisa che "Con il termine Disturbi evolutivi Specifici di Apprendimento ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche, …" non si parla di handicap neanche per i casi severi.
Anche la dicitura “casi di particolare gravità” parrebbe richiamare la “malattia”.
E leggere che: “come AID abbiamo sottolineato che per noi questa opportunità è rilevante, ma si può eliminare se creasse problemi per l’iter della legge..” ci sorprende e ci preoccupa. Dopo tanti anni che raccontiamo ai nostri figli che la dislessia non è handicap, ora dobbiamo dire loro che abbiamo sbagliato tutto perché nei casi "gravi" invece lo è?
Ci stupisce che proprio su un tema così importante ci sia stato un repentino cambiamento di pensiero; ricordiamo bene come anni fa, ai convegni AID, veniva sempre ribadito con forza che la dislessia non era equiparabile all’handicap, senza distinzione tra dislessia lieve o severa... Si diceva che era solo un modo diverso di apprendere, una caratteristica come avere i capelli biondi o gli occhi azzurri, che come il bambino miope aveva bisogno degli occhiali quello dislessico necessitava di una diversa didattica e di supporti che gli consentissero di apprendere come tutti gli altri, con più tempo e più fatica certamente, ma senza abbassare gli obiettivi formativi. Non si parlava di certificazione con la 104, ma si puntava sulla formazione di insegnanti validi che di riflesso potessero influire positivamente sull’autostima dei loro alunni.
Ci chiediamo cosa è cambiato da allora, dato che dalla nostra esperienza e dal confronto ormai decennale con i genitori del forum, non abbiamo testimonianze da cui risulta che la certificazione con la 104 sia stata determinante per il successo scolastico dello studente dislessico anche severo… .

Abbiamo tantissime storie che dicono esattamente il contrario, tantissime storie che parlano delle pressioni da parte della scuola (a volte anche della ASL) sui genitori affinché questi chiedano il sostegno …. Storie di bambini con gravi problemi psicologici secondari, senza più un briciolo di autostima o autonomia, bambini depressi o demotivati, storie appesantite dalla derisione dei compagni anche all’esterno della scuola, soprattutto in quei casi in cui era stato assegnato il sostegno. Queste sono le storie che ascoltiamo e leggiamo, raccontate ogni giorno da chi si ritrova a dover affrontare il problema…

E non si tratta di difendere tesi preconcette, né tanto meno una legge di parte, ma riflettere e valutare, da genitori consapevoli (che vivono nel quotidiano tutto ciò che la dislessia di un figlio comporta), da tecnici e da insegnanti, se ciò che si propone va nella direzione di dare al bambino dislessico ciò che a lui è necessario, perché non gli venga negato il diritto alla conoscenza e al successo formativo proprio da chi questo diritto ha l'obbligo di garantire.

Nel fare questo non possiamo basarci solo sulle buone intenzioni, per quanto possano apparire condivisibili, e ignorare, nello specifico, la realtà della scuola italiana dove, nonostante gli ottimi intendimenti delle leggi e delle linee guida sull'integrazione scolastica (104 compresa) dilaga una "finta integrazione" nel senso "... di una integrazione che si proclama.. ma poi nella pratica si fa tutto il contrario di quello che vorrebbe l'integrazione ..." questa è la realtà dei fatti, che poche eccezioni, anche se di eccellenza che pure vi sono, non possono mascherare...

Allora ci chiediamo, chi propone la 104 per lo studente dislessico, anche se "solo nei casi di particolare gravità" conosce questa realtà?
Come non considerare che una misura del genere, tra l'altro in un momento di crisi come quello attuale, non può che introdurre un ulteriore elemento di tensione nelle nostre scuole anche tra genitori, dato che le ore di sostegno già ora non sono sufficienti a soddisfare i bisogni degli alunni con gravi handicap?
Reputiamo “immorale” l’assegnazione dell’insegnante di sostegno, previa certificazione di 104, a un bambino con DSA il cui bisogno primario nella scuola è quello di avere dei buoni maestri..., Pennac insegna….

Abbiamo sentito e letto anche opinioni di tecnici, che da anni operano sul territorio, una per tutte:“..come si può pensare alla legge 104 per i bambini con DSA come ad una finta panacea riesumata dai passati fallimenti, che dovrebbe ancora rappresentare il calderone dentro cui buttare in massa quei bambini e ragazzi che ci chiedono l'impegno professionalmente ed eticamente adatto per dare risposte didattiche ed educative rispettose ed efficaci... che le insegnanti devono essere in grado di garantire? E.. a che serve dire che con la legge104 si possono dare risposte ai DSA più o meno gravi? Una legge beffa forse utile solo per mascherare un vuoto! E togliere risorse ad altri.. , neanche il DPCM 185 ha smosso la tendenza a “patologizzare”.. si ritorna ai vecchi problemi.. in un circolo vizioso dove non ha nessun peso programmatico l'esperienza maturata in questi anni neppur se supportata da buone prassi (poche ma significative) .... Parliamo da persone che non possono permettersi il lusso e la vanità di giocare sul futuro dei bambini... ed è ancor più assurdo ed inaccettabile nell'era dell'information tecnology, dove gli strumenti possono veramente dare un aiuto ad alunni e docenti, in una scuola aperta all'innovazione ed alla sfida della qualità. Potremmo dilungarci ..ma se già si comincia con la LIM .. con un notebook per ogni alunno .. con una buona sintesi vocale ..ecc..si potrebbe fare concretamente un passo avanti.. una rete di persone entusiaste e motivate, nella scuola e nei servizi... "

Sappiamo benissimo, per esperienza personale, che insegnanti, curriculari e di sostegno, preparati sul tema dei DSA sono davvero pochi e che per uno attento e disponibile ce ne sono tanti che si nascondono dietro la “libertà di insegnamento” senza mai mettersi in discussione, dimenticando che “La libertà di insegnamento” è da intendersi come: ”strumento attraverso il quale dare corpo alla libertà e ai diritti del discente: diritto all’apprendimento, diritto alla continuità dell’azione educativa, diritto alla diversità.”

Spesso, purtroppo, la richiesta dell‘insegnante di sostegno è solo un ripiego per evitare la presa in carico dell’alunno con bisogno educativi speciali.. E’ diventata ormai nota nel nostro forum la frase “i nostri figli hanno bisogno del sostegno di insegnanti preparati e non dell’insegnante di sostegno” più volte citata e di cui non ricordiamo l’autore perché ormai pensiero comune alla gran parte di noi!
Questi bambini sono candidati naturali alla dispersione scolastica, per contrastare la quale sono stati spesi fiumi di danaro, bei progetti sulla carta, ma che il più delle volte non hanno coinvolto, se non marginalmente, proprio quegli alunni a rischio…
Forse è tempo, di fare un’attenta riflessione e un’analisi approfondita sui costi/benefici delle politiche attuate finora.
Allora, perché non fare pressione sulla politica e le istituzioni per dirottare quelle risorse su politiche più incisive, come una formazione mirata che consenta ai docenti di riconoscere e capire l’alunno con difficoltà di apprendimento e di progettare strategie didattiche che, senza abbassare i traguardi di arrivo, possano offrire a tutti gli alunni le stesse opportunità di conoscenza?..
Ci sono voluti anni e anni di pressioni e l’impegno di tanti per vedere riconosciuti i diritti dei dislessici in una legge (DPR 122 art. 10 regolamento valutazione alunni) e speriamo per averne presto una specifica. ..
Perché allora non continuare su questa strada per ottenere progetti mirati, all’interno della scuola, che tengano davvero conto dei bisogni specifici dell’alunno dislessico senza per questo stigmatizzarlo?...
Vogliamo ribadire con questo, che sulle metodologie didattiche ed educative la scuola ha un ruolo primario, fondamentale e imprescindibile, che non può essere delegato a nessun’altra agenzia né sanitaria né dei servizi socio-assistenziali, deputati a dare risposte ad altri bisogni.

In relazione al secondo punto consentiteci una considerazione: ora la scuola accetta diagnosi effettuate anche in centri privati (a cui ora la famiglia è costretta a rivolgersi per la scarsa presenza di strutture pubbliche adeguate e per i tempi di attesa inaccettabili).
Non ritenere valida la diagnosi fatta in centri privati (da professionisti ovviamente formati e che applicano i dovuti protocolli) ci sembra una grave limitazione della libertà fondamentale di tutti i cittadini (scegliere da chi farsi curare). Siamo tutti al corrente delle liste d'attesa per le valutazioni.....Che si fa nel frattempo?
È evidente che i tempi di attesa non possono che dilatarsi. E con quali conseguenze per il bambino? Ci chiediamo anche se tutte le diagnosi effettuate nei centri privati e già presentate alla scuola dovranno essere sostituite…

Non sarebbe forse più opportuno come indicato in alcuni progetti di legge regionali presentati per es. in Lombardia una indicazione simile alla seguente?:
" La diagnosi di DSA in un bambino è effettuata nei servizi dell’età evolutiva delle aziende sanitarie locali o delle aziende ospedaliere o da specialisti (Neuropsichiatri Infantili, e Neuropsicologi o Psicologi clinici) esperti di psicopatologia dell’apprendimento, anche non convenzionati, (per garantire la liberà scelta del paziente). Altre figure sanitarie e parasanitarie non sono abilitate a fare diagnosi."

Queste sono le nostre preoccupazioni…
Pensiamoci e agiamo di conseguenza…. non possiamo permetterci il lusso di non farlo…

I moderatori
Per firmare la PETIZIONE
http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html

INDICE: http://www.dislessia.org/forum/viewtopic.php?t=2345

nel sito www.dislessiainrete.org ci sono 3 guide scaricabili per insegnanti, per genitori e per studenti

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