Legislatura n. 15

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did
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Legislatura n. 15

Messaggio da did » lun giu 19, 2006 4:16 pm

Senato della Repubblica n. 502
Disegno di legge d'iniziativa dei senatori Cusumano e Barbato
Comunicato alla Presidenza il 25 maggio 2006
questo il link per il seguito.
Didier

http://www.senato.it/loc/link.asp?tipod ... &id=209072
autocommiserazione no - azione si

did
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Questo il testo completo

Messaggio da did » lun giu 19, 2006 4:18 pm

Questo il testo completo ... ce la faremo con questa legislatura.
Didier

Legislatura 15º - Disegno di legge N. 502

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Mostra rif. normativi


SENATO DELLA REPUBBLICA
———– XV LEGISLATURA ———–
N. 502



DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori CUSUMANO e BARBATO
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 25 MAGGIO 2006
—–——
Nuove norme in materia di difficoltà specifiche d’apprendimento
———–
Onorevoli Senatori. – La riuscita scolastica di tutti gli alunni, nell’ambito della piena formazione della persona umana e delle sue potenzialità, è compito di una società democratica. La dispersione e l’abbandono della scuola comportano costi personali e sociali molto gravi. La Repubblica italiana vuol garantire ad ognuno il pieno diritto allo studio come diritto all’educazione e alla riuscita scolastica, con l’intento di dare attuazione al dettato dell’articolo 3 della Costituzione. Il presente disegno di legge mira a riconoscere la dislessia, la disgrafia e la discalculia quali «difficoltà specifiche di apprendimento» (DSA) e prevede che il Ministro dell’istruzione individui con decreto una serie di misure educative e didattiche atte a garantire i necessari supporti agli alunni con tali difficoltà in modo da ottenere una formazione adeguata degli stessi e prevenire l’insuccesso scolastico. La dislessia è un disturbo di origine costituzionale che si manifesta come difficoltà nell’imparare a leggere, nonostante un’istruzione regolare e un’adeguata intelligenza, in assenza di patologie e di deficit sensoriali. Il fenomeno della dislessia evolutiva riguarda in Italia circa il 4 per cento dei bambini e delle bambine. La dislessia consiste in una difficoltà di lettura (lentezza, errori) per cui un alunno/a si trova a livelli più bassi di due anni scolastici rispetto ai suoi coetanei. La disgrafia e la disortografia comportano manifestazioni come: scambio e inversione di lettere, lentezza, errata direzionalità della scrittura, inesatta legatura dei segni e delle parole, errato uso dello spazio sul foglio, eccetera. Vengono sbagliate e tralasciate sillabe e/o parole, la scrittura può essere molto disordinata, irregolare e illeggibile, anche sotto dettatura, in caso di copiatura e nelle traduzioni. La dislessia, la disgrafia, la discalculia (scambio e inversione di cifre, debolezza negli automatismi del calcolo) possono sussistere separatamente o insieme o/e essere associate a disprassia, disritmia, e così via. Essendo il possesso automatico del codice linguistico veicolare per tutti gli apprendimenti legati al codice verbale scritto, è a rischio lo studio in tutte le discipline che si basano sui libri. La maggior parte dei ragazzi dislessici impara a poco a poco a leggere, a scrivere, a fare operazioni matematiche, ma a costo di un enorme sforzo; dato l’autocontrollo esasperato che devono esercitare, le loro forme ed i loro tempi di concentrazione sono necessariamente limitati, quindi si lasciano distrarre facilmente e non sono costanti, possono soffrire di disturbi somatici per prestazioni che in altri sono automatismi. Il loro disagio psicologico e le conseguenti strategie di mascheramento sono interpretate come scarso impegno, pigrizia, svogliatezza. Crescendo, gli alunni con dislessia trovano strategie di compensazione più o meno adeguate e commettono pochi errori, ma non raggiungono un profitto scolastico commisurato alle loro potenzialità, sia per la lentezza e l’affaticamento che caratterizzano le loro prestazioni nei codici, sia per la scarsa fiducia in sé e le basse aspettative dovute agli insuccessi ed alle frustrazioni accumulati nella loro carriera scolastica. Di notevole gravità sono gli effetti collaterali della dislessia non riconosciuta, poiché essa devasta la stima di sé dei ragazzi e delle ragazze; senza strategie educative e didattiche idonee, si sviluppano ansie da fallimento e blocchi di apprendimento anche irreversibili. La motivazione infatti è legata alla previsione di successo: quando lavorare non porta a risultati positivi, ma a costanti delusioni, prevale il senso di vergogna, l’inattività, si manifestano atteggiamenti rinunciatari e aggressività contro gli altri o contro se stessi. La legge 5 febbraio 1992, n. 104, ben tutela le situazioni di handicap in genere ma non le DSA, che non possono tuttavia essere assimilate all’handicap. È necessario che si apprenda a riconoscere la dislessia. I bambini hanno diritto ad una diagnosi specialistica, che accerti quantità e qualità del disturbo, i punti forti accanto a quelli deboli. Il primo sospetto di dislessia sorge negli educatori: insegnanti e genitori, che seguono l’alunno nel quotidiano; la diagnosi va fatta da uno specialista qualificato e deve essere il più possibile precoce. Le misure di supporto si collocano, sul piano umano-relazionale ed a livello educativo e didattico, in stretto rapporto con le differenze specifiche di ogni alunno dislessico. Occorre coltivare negli alunni una struttura positiva di apprendimento, aiutandoli a porsi in situazioni di benessere, cercando di prevenire il fallimento scolastico ed esistenziale. Sono indispensabili serenità, fiducia, solidarietà per non aggiungere frustrazioni alle difficoltà oggettive. Il sostegno alla stima di sé, base per ogni impegno, si raggiunge strutturando l’insegnamento in modo tale che tutti possano raggiungere risultati validi; non si tratta di abbassare il livello di difficoltà, ma di concentrare il lavoro sull’essenziale, di concedere modalità idonee di gestione dei codici scritti, di considerare i diversi stili di apprendimento (ad esempio, l’impostazione multisensoriale con uso sistematico dei solidi in geometria), di gratificare per gli sforzi compiuti e non solo per i risultati. Alcuni interventi di supporto sono individuali, altri possono essere organizzati in piccoli gruppi, con i/le compagni/e, o sono da rivolgere a tutta la classe: rapporto umano costruttivo, training per riconoscere il proprio stile di apprendimento, orientamento, perseguimento di obiettivi ai livelli più elevati delle tassonomie, esercizi di rilassamento e di concentrazione, iniziative di personalizzazione dell’insegnamento. Da escludere con ogni cura sono minacce e richiami ossessivi all’impegno sia perché rendono insopportabile e ingestibile l’ansia che accompagna sempre il lavoro dei dislessici, non solo al momento delle prove di verifica, sia soprattutto perché non esistono forme di «impegno» che possano modificare realtà costituzionali come la dislessia. La dislessia è una realtà permanente, non scompare con l’età, ma le conseguenze che comporta nell’apprendimento possono non essere negative se si attuano misure educative e didattiche idonee. Alcuni accorgimenti di carattere dispensativo e compensativo permettono di non aggravare la situazione dei ragazzi dislessici. Le misure dispensative consistono nel non costringerli alle prestazioni che li mettono in imbarazzo, come scrivere alla lavagna davanti a tutta la classe, leggere ad alta voce in pubblico, e così via. Impossibile per molti di loro è rispettare i tempi sotto dettatura, anche quando si tratta dei compiti assegnati per casa. Sono misure compensative l’uso di sussidi come computer, calcolatrici, registratore, videoscrittura, correttore ortografico, tavola delle tabelline ed elenco delle formule, lettore ottico, sintetizzatore vocale, e così via. Il materiale scritto deve essere chiaro e sintetico, non scritto a mano, nè su pagine di libro troppo piene o in fotocopie malriuscite. Compensa in parte il disagio del dislessico il diritto a tempi di esecuzione più lunghi; il fattore tempo è meglio gestibile ed è meno emarginante in una situazione didattica di tipo non frontale, nell’attività individualizzata e di piccolo gruppo. Di solito non serve un insegnante di sostegno. Le misure adottate devono essere costantemente sottoposte a monitoraggio per valutare se e come gli obiettivi sono raggiunti, caso per caso, data la singolarità dei comportamenti e l’impossibilità di avere regole valide per tutti.
Affinché la valutazione sia attendibile, sono da attuare anche forme di verifica e di valutazione che non mettano l’alunno dislessico in condizione di svantaggio rispetto agli altri in rapporto con i suoi tempi di decifrazione e di produzione di testi; saranno adottate misure che permettano di non confondere i risultati espressi dagli alunni dislessici con le forme imperfette di ricezione del compito o con gli ostacoli all’esposizione delle conoscenze, riconducibili alla dislessia. Il raggiungimento di risultati positivi potrà essere dimostrato da questi alunni anche in forma iconica.

DISEGNO DI LEGGE
Art. 1.
(Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia e discalculia)
1. La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia e la discalculia quali difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali.
2. Le DSA non sono in alcun modo assimilate all’handicap.
3. La dislessia è un disturbo di origine costituzionale che si manifesta come difficoltà nell’imparare a leggere a livello di decifrazione ovvero nella correttezza e nella rapidità con cui si legge.
4. La disgrafia è un disturbo di origine costituzionale che si manifesta in prestazioni grafiche scadenti e particolarmente scorrette.
5. La discalculia è un disturbo di origine costituzionale che si manifesta in una debolezza negli automatismi del calcolo e del processamento numeri.
6. La dislessia, la disgrafia e la discalculia possono sussistere separatamente o insieme.
7. Le DSA impediscono l’utilizzo in maniera automatica e strumentale delle capacità di lettura, di scrittura e di calcolo e possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana delle persone che ne sono affette.
Art. 2.
(Finalità)
1. La presente legge ha lo scopo di:
a) garantire i necessari supporti agli alunni con DSA;
b) prevenire l’insuccesso scolastico e blocchi nell’apprendimento;
c) ridurre i disagi formativi e motivazionali;
d) ottenere una formazione adeguata e lo sviluppo delle potenzialità degli alunni con DSA;
e) adottare forme di verifica e valutazione incoraggianti;
f) sensibilizzare e preparare gli insegnanti ed i genitori nei confronti della problematica;
g) assicurare adeguate possibilità di diagnosi e di riabilitazione per i soggetti con DSA;
h) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante tutto l’arco scolastico;
i) garantire nella vita lavorativa e sociale pari opportunità ai soggetti con DSA.
Art. 3.
(Diagnosi e riabilitazione)
1. È compito delle scuole di ogni ordine e grado attivare interventi idonei per individuare i casi sospetti di DSA.
2. Per gli alunni che, nonostante adeguate attività di recupero e di riabilitazione delle capacità fonologiche, presentano persistenti difficoltà, è necessario attivare un percorso diagnostico specifico mediante segnalazione da parte della scuola alla famiglia.
3. Una diagnosi specialistica accurata e un trattamento riabilitativo adeguato sono un diritto per tutti i soggetti con DSA.
4. La diagnosi di cui al comma 3 è effettuata da uno specialista qualificato ed è il più precoce possibile.
5. Il Servizio sanitario nazionale assicura competenze diagnostiche specifiche almeno a livello provinciale, anche attraverso la costituzione di una specifica unità diagnostica multidisciplinare.
6. La diagnosi di DSA da parte del Servizio sanitario nazionale, su istanza della famiglia, è notificata alla scuola mediante una procedura di segnalazione che non da diritto alle provvidenze di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, se non in caso di particolare gravità.
7. Il Ministero dell’istruzione promuove, mediante iniziative da realizzare in collaborazione con il Servizio sanitario nazionale, attività di identificazione precoce da realizzare dopo i primi mesi di frequenza dei corsi scolastici, per individuare gli alunni a rischio di DSA. L’esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi effettiva di DSA.
Art. 4.
(Formazione nella scuola
e nelle strutture sanitarie)
1. Agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado è assicurata una adeguata formazione riguardo alla problematica delle DSA.
2. La formazione degli insegnanti garantisce una conoscenza approfondita delle problematiche relative alle DSA, una sensibilizzazione per l’individuazione precoce e la capacità di applicare strategie didattiche adeguate.
3. Sono altresì assicurati adeguata formazione e aggiornamento degli operatori dei servizi sanitari preposti alla diagnosi e alla riabilitazione dei soggetti con DSA, anche in condizioni di bilinguismo.
Art. 5.
(Misure educative e didattiche di supporto)
1. Gli alunni con segnalazione diagnostica di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi nel corso dei cicli di istruzione.
2. Agli alunni con DSA è garantita l’applicazione di misure educative e di supporto che sono adottate in tutto il sistema di istruzione e di formazione al fine di assicurare pari opportunità per il diritto allo studio e il successo formativo.
3. Le misure di cui ai commi 1 e 2 devono:
a) favorire l’uso di una didattica individualizzata con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico, evitando metodi non idonei;
b) coltivare negli alunni una struttura positiva di apprendimento, aiutandoli a porsi in situazioni di benessere;
c) prevenire il fallimento scolastico ed esistenziale;
d) prevedere accorgimenti di carattere dispensativo e compensativo, comprendenti anche l’uso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di apprendimento alternativi;
e) essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi;
f) applicare percorsi di apprendimento individualizzati e personalizzati che tengano conto di caratteristiche peculiari come il bilinguismo.
4. Agli alunni con DSA sono garantite, altresì, adeguate forme di verifica e di valutazione, predisposte al fine di evitare che gli stessi siano posti in condizioni di svantaggio rispetto agli altri alunni, a causa della loro lentezza o incapacità di decodifica e di produzione di testi, in particolare per quanto concerne gli esami di Stato, di passaggio di ciclo di istruzione e di ammissione all’università.
Art. 6.
(Misure per l’attività lavorativa e sociale)
1. Alle persone con DSA sono assicurate uguali opportunità di sviluppo delle proprie capacità in ambito sociale e professionale.
2. Nelle prove scritte previste per il rilascio del permesso di guida dei veicoli di qualsiasi tipo, nonché nelle prove scritte dei concorsi pubblici e privati, è assicurata la possibilità di sostituire tali prove con un colloquio orale o di utilizzare strumenti compensativi per le difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo ovvero di usufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per l’espletamento delle medesime prove, adeguati alla necessità dei soggetti con DSA.
Art. 7
(Disposizioni di attuazione)
1. Il Ministro della salute, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, emana apposite norme per garantire la realizzazione delle attività diagnostiche e riabilitative di cui all’articolo 3.
2. Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’istruzione provvede, con proprio decreto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad emanare linee guida per la predisposizione di appositi protocolli regionali da stipulare entro i successivi sei mesi, per le attività di identificazione precoce di cui all’articolo 3, comma 7.
3. Il Ministro dell’istruzione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, individua le modalità di formazione dei docenti di cui all’articolo 4.
4. Il Ministro dell’istruzione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, individua le misure dispensative, compensative, educative e didattiche di supporto degli alunni con DSA di cui all’articolo 5, che devono essere adottate in tutto il sistema nazionale di istruzione e formazione.
5. Il Ministro dell’istruzione, con il medesimo decreto di cui al comma 4, individua altresì forme di verifica e di valutazione finalizzate ad evitare condizioni di svantaggio degli alunni con DSA, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 5, comma 4.
6. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, il Ministro per diritti e le pari opportunità, il Ministro delle infrastrutture ed il Ministro dei trasporti, con propri decreti, provvedono nell’ambito delle rispettive competenze, a dare attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 6.
Art. 8.
(Regioni a statuto speciale e province
autonome di Trento e di Bolzano)
1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione nonché al titolo V della parte seconda della Costituzione.
2. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono a dare attuazione alle disposizioni della legge stessa.
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Messaggio da Andre » lun giu 19, 2006 4:45 pm

SPERIAMO!
INCROCIAMO LE DITA!! :wink:
Cristina

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Messaggio da Roberta68 » lun giu 19, 2006 6:04 pm

wowwww ! questi hanno figli dislessci, mi sembra ben fatta, ora ci vogliono le solite 2.500 commissioni x essere approvata ? :roll:
Roberta

Non insegnate ai bambini
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stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

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GLORIAAAAAAAA!!!

Messaggio da Roberta68 » lun giu 19, 2006 6:07 pm

fai un bell'annuncio per questo messaggio... :wink:
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Messaggio da Elisabetta » lun giu 19, 2006 7:29 pm

Caro Didier,
grazie dell'informazione, volevo chiederti se mi sai dire qual è l'iter della legge.

Grazie
:D
Per firmare la PETIZIONE
http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html

INDICE: http://www.dislessia.org/forum/viewtopic.php?t=2345

nel sito www.dislessiainrete.org ci sono 3 guide scaricabili per insegnanti, per genitori e per studenti

pieraquaglia
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Messaggio da pieraquaglia » lun giu 19, 2006 7:40 pm

E' talmente bello da sembrare fantascientifico!!! Speriamo che l'iter sia breve e si concluda positivamente. Non conosco i senatori che hanno proposto il disegno di legge. Qualcuno ne sa qualcosa di più?

did
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vi spiego ...

Messaggio da did » lun giu 19, 2006 11:21 pm

Per coincidenza oggi avevo l'appuntamento con un Onorevole del partito della Margherita e sempre oggi ho voluto ristampare tutto il materiale possibile e immaginabile per sensibilizzare una persona in più, per coincidenza e per fortuna rifacendo i passaggi per la ricerca sul sito del Senato, ho visto la legislatura numero 15 e quanto vi ho sopra allegato. Ho portato il tutto al senatore e ho dato per assodato che a livello nazionale la legge seguirà il suo iter burocratico e in effetti sarà così (me lo ha confermato) e non potremmo accellerarlo, (ma avremmo un firmatario in più (lui stesso) e se manterrà le promesse farà anche in modo di accellerare l'attuazione della legge Stanca. Circa due settimane fa, a seguito di una mia telefonata alla segreteria del neo direttore dell'ufficio III (nella persona che ha sostituito la Moioli per intenderci e che ovviamente ora non ricordo il nome) mi era stato risposto che entro tre mesi avrei avuto soddisfazione alle mie richieste: Il testo della legge infatti riporta chiaramente scritto che vi sono delle figure che sono preposte al controllo affinchè questa legge venga attuata e infatti avevo scritto una mail a tutti loro e mi hanno rassicurato (per telefono e non per scritto ...grrr) che il tutto stà proseguendo, ma che ovviamente la competenza, le decisioni stavano sempre da qualche altra parte ... da qui la mia mail anche all'ufficio III e l'appuntamento qui a Genova con il senatore.
Ebbene il senatore mi ha promesso una serie di cose. Non mi sbilancio perchè l'ultima volta che lo ho fatto sulla attuazione della legge Stanca, non ho avuto più risposte, ma comunque si tratta di iniziative a livello Regionale. Incrociamo le dita e continuiamo ad essere uniti a condividere le informazioni e i colpi di testa (come questo mio ultimo), tutto insomma perchè prima o poi sfonderemo e dovremmo essere pronti a far conoscere i nostri diritti a tutti.
Nelle prossime settimane dovrei ricevere una mail che vi girerò immediatamente. Didier
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Grande DID!!!!

Messaggio da Dnaiele » lun giu 19, 2006 11:30 pm

GRande Did! Sei un mito!!!
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...

Messaggio da gise » mar giu 20, 2006 12:52 am

Did ti adoro....se passa questa legge ti mando una bistecca alla fiorentina con una bottiglia di buon chianti a casa tua anzi.....quando passerà questa legge festeggeremo tutti insieme
Vi piace l'idea?
E' l'arte suprema dell'insegnante, risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza.
Einstein
Conosco una sola liberta' ed e' la liberta' della mente.

did
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sicuro

Messaggio da did » mar giu 20, 2006 8:58 am

Senza dubbio ci incontreremo per festeggiare, ma hehehhehe prima dobbiamo ancora lavorare. Vi faccio questa proposta ... Oggi ho un appuntamento con un responsabile del CNR e andrò a proporre una serie di cose tra le quali quello di trovare una serie di software che possano essere ad hoc per i ragazzi della scuole medie inferiori. Visto che ad oggi ci sono programmi per l'apprendimento della lettura e altri per velocizzare altre difficoltà, per certo manca una attenzione verso i ragazzi più grandi. Se otterrò una risposta interessante, se riuscirò a scalfire il loro interesse si potrebbe prendere appuntamento nei vari centri CNR e metterli nella condizione di lavorare in sinergia tra loro per arrivare in questo modo ad alzare il livello dello studio sui DSA e permettere a tutti noi di studiare e capire come aiutare anche i nostri figli più grandicelli.
Stò sparando ca.... cavolate? se si fermatermi ... se ci riuscirete hahahhaha. Ciao Didier
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Io sono in contatto con...

Messaggio da Dnaiele » mar giu 20, 2006 1:38 pm

Anche io sono in contatto con un responsabile del CNR per di progetti di sintesi vocale...
Si chiama Piero Cosi http://www.pd.istc.cnr.it/pages/piero.htm
Questa è la sua home page.

Cioa
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Messaggio da grazia_25 » mar giu 20, 2006 2:02 pm

Siete fantastici!!!!!!!!!!!
incrociamo le dita che si arrivi a una conclusione in tempi relativamente
brevi.
e.......grazie per l'anteprima!!!!!!!! ;)

did
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grazie

Messaggio da did » mar giu 20, 2006 2:22 pm

Grazie Dnaiele prendo nota. Il Cnr penso sia la struttura più idonea per elaborare, studiare quanto si scriveva di sopra. Qualcuno pensa che ci sia qualche altra struttura più qualificata e competente? Ciao Didier
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anche alla camera

Messaggio da mostrillo » mar giu 20, 2006 2:30 pm

La STESSA LEGGE (mi sembra) e' stat presentata anche alla CAMERA il

8 maggio 2006 – n. 563 – on.le Fabris

http://www.camera.it/chiosco.asp?conten ... r%20numero


.... LI STIAMO ACCERCHIANDO speriamo che da una parte o dall'altra vada avanti

ciao
claudia
X GISELLA
... anche io voglio la fiorentina col chianti....


DISEGNO DI LEGGE

"Nuove norme in materia di difficoltà specifiche d'apprendimento."

Camera - n. 563

Nel corso della precedente legislatura, per ottenere una normativa che tuteli le persone con dislessia e disturbi di apprendimento, l’AID ha avviato contatti con le istituzioni e ha ottenuto audizioni al Senato e alla Camera riguardo alla Legge Delega sulla Riforma della Scuola; l’AID ha proposto alcune modifiche alla legge a favore dei ragazzi dislessici, ma tali modifiche, pur sostenute da parlamentari di tutte le forze politiche , non sono state accolte (la legge fu approvata senza alcun emendamento per evitare ulteriori passaggi).
Il governo però nella seduta del 18 febbraio 2003 accolse favorevolmente 3 Ordini del giorno che lo impegnavano a svolgere una serie di attività a favore dei ragazzi dislessici, ma tali ordini del giorno non sono stati tradotti in provvedimenti concreti.

Per assicurare una normativa adeguata sia sul versante della Scuola che su quello del Servizio Sanitario, è stata presentato un disegno di legge specifico al Senato – Commissione Cultura : DDL Basile (atti parlamentari Senato n. 1838, 19 novembre 2002).

Un ulteriore Disegno di Legge, più completo e organico, è stato presentato alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati : DDL Parodi (atti parlamentari Camera n. 5066, 26 giugno 2004).

Nonostante il parere favorevole di tutte le forze politiche, il DDL 1838, giunto in discussione alla Commissione nel corso del 2005, in forma emendata e approvata dall’AID, non ha potuto concludere il suo iter. La legislatura è finita senza che giungessero i pareri necessari da altre commissioni.

Siamo ancora tra i pochi paesi europei in cui non esiste una tutela codificata per le persone con DSA: non sono garantiti il diritto ad una diagnosi del problema, a pari opportunità di apprendimento, di formazione e di realizzazione professionale per le persone con dislessia.

Il problema dislessia richiede un’attenzione specifica da parte delle istituzioni per assicurare a questi ragazzi quel futuro migliore a cui hanno diritto.


Il Progetto di Legge sulla dislessia approvato dall’AID è stato pubblicizzato in un convegno di presentazione al Senato il 6 aprile 2006 ad opera dell’AID e dell’Associazione Omnibus Onlus.
Con la nuova legislatura dovrà ripartire una nuova azione di sostegno per raggiungere finalmente l’obbiettivo di approvazione della legge. Il disegno di Legge è stato già presentato alla Camera (18 maggio 2006 – n. 563 – on.le Fabris).


Ecco il testo provvisorio del disegno di legge.

Art. 1.
(Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia e discalculia)

1. La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia e la discalculia quali difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali.
2. Le DSA non sono in alcun modo assimilate all’handicap.
3. La dislessia è un disturbo di origine costituzionale che si manifesta come difficoltà nell’imparare a leggere a livello di decifrazione ovvero nella correttezza e nella rapidità con cui si legge.
4. La disgrafia è un disturbo di origine costituzionale che si manifesta in prestazioni grafiche scadenti e particolarmente scorrette.
5. La discalculia è un disturbo di origine costituzionale che si manifesta in una debolezza negli automatismi del calcolo e del processamento numeri.
6. La dislessia, la disgrafia e la discalculia possono sussistere separatamente o insieme.
7. Le DSA impediscono l'utilizzo in maniera automatica e strumentale delle capacità di lettura, di scrittura e di calcolo e possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana delle persone che ne sono affette.

Art. 2
(Finalità)

1. La presente legge ha lo scopo di:
a) garantire i necessari supporti agli alunni con DSA;
b) prevenire l’insuccesso scolastico e blocchi nell’apprendimento;
c)ridurre i disagi formativi e motivazionali;
d) ottenere una formazione adeguata e lo sviluppo delle potenzialità degli alunni con DSA;
e) adottare forme di verifica e valutazione incoraggianti;
f) sensibilizzare e preparare gli insegnanti ed i genitori nei confronti della problematica.
g) assicurare adeguate possibilità di diagnosi e di riabilitazione per i soggetti con DSA
h) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante tutto l'arco scolastico
i) garantire nella vita lavorativa e sociale pari opportunità ai soggetti con DSA

Art. 3.
(Diagnosi e riabilitazione)

1. E` compito delle scuole di ogni ordine e grado attivare interventi idonei per individuare i casi sospetti di DSA.
2. Per gli alunni che, nonostante adeguate attività di recupero e di riabilitazione delle capacità fonologiche, presentano persistenti difficoltà , è necessario attivare un percorso diagnostico specifico mediante segnalazione da parte della
scuola alla famiglia.
3. Una diagnosi specialistica accurata e un trattamento riabilitativo adeguato sono un diritto per tutti i soggetti con DSA.
4. La diagnosi di cui al comma 3 deve essere effettuata da uno specialista qualificato e deve essere il più precoce possibile.
5. Il Servizio sanitario nazionale assicura
competenze diagnostiche specifiche almeno a livello provinciale, anche attraverso la costituzione di una specifica unità diagnostica multidisciplinare.
6. La diagnosi di DSA da parte del Servizio Sanitario Nazionale, su istanza della famiglia, deve essere notificata alla scuola mediante una procedura di segnalazione che non dà diritto alle provvidenze di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, se non in caso di
particolare gravità.
7. Il Ministero dell’istruzione, dell’Universita`
e della Ricerca promuove, mediante iniziative da realizzare in collaborazione con il Servizio sanitario nazionale, attività di identificazione precoce da realizzare dopo i primi mesi di frequenza dei corsi scolastici, per individuare gli alunni a rischio di DSA. L’esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi effettiva
di DSA.

ART. 3 bis
(Formazione nella scuola
e nelle strutture sanitarie).

1. Agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado deve essere assicurata una adeguata formazione riguardo alla problematica delle DSA.
2. La formazione degli insegnanti deve garantire una conoscenza approfondita delle problematiche relative alle DSA, una sensibilizzazione per l’individuazione precoce e la capacità di applicare strategie didattiche adeguate.
3. Devono essere altresì assicurati adeguata
formazione e aggiornamento degli operatori dei servizi sanitari preposti alla diagnosi e alla riabilitazione dei soggetti con DSA, anche in condizioni di bilinguismo.

ART. 4
(Misure educative e didattiche di supporto).

1. Gli alunni con segnalazione diagnostica di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi nel corso dei cicli di istruzione.
2. Agli alunni con DSA deve essere garantita l’applicazione di misure educative e di supporto che devono essere adottate in tutto il sistema di istruzione e di formazione al fine di assicurare pari opportunita` per il diritto allo studio e il
successo formativo.
3. Le misure di cui ai commi 1 e 2 devono:
a) favorire l’uso di una didattica individualizzata con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico, evitando metodi non idonei;
b) coltivare negli alunni una struttura positiva di apprendimento, aiutandoli a porsi in situazioni di benessere;
c) prevenire il fallimento scolastico ed esistenziale;
d) prevedere accorgimenti di carattere dispensativo e compensativo, comprendenti
anche l’uso delle tecnologie informatiche
e degli strumenti di apprendimento alternativi;
e) essere sottoposte periodicamente a
monitoraggio per valutarne l’efficacia e il
raggiungimento degli obiettivi.
f) applicare percorsi di apprendimento individualizzati e/o personalizzati che tengano conto di caratteristiche peculiari come il bilinguismo
4. Agli alunni con DSA devono essere
garantite altresì adeguate forme di verifica
e di valutazione, predisposte al fine di
evitare che gli stessi siano posti in condizioni
di svantaggio rispetto agli altri alunni, a causa della loro lentezza o incapacità di decodifica e di produzione di testi, in particolare per quanto concerne gli esami di Stato, di passaggio di ciclo di istruzione e di ammissione all’università.

ART. 5
(Misure per l’attivita` lavorativa e sociale).

1. Alle persone con DSA devono essere assicurate uguali opportunità di sviluppo delle proprie capacità in ambito sociale e professionale.
2. Nelle prove scritte previste per il rilascio del permesso di guida dei veicoli di qualsiasi tipo, nonché nelle prove scritte dei concorsi pubblici e privati, deve essere assicurata la possibilità di sostituire tali prove con un colloquio orale o di utilizzare strumenti compensativi per le difficoltà
di lettura, di scrittura e di calcolo ovvero di usufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per l’espletamento delle medesime prove, adeguati alla necessità dei soggetti con DSA.

ART. 6
(Disposizioni di attuazione).

1. Il Ministro della salute, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, emana apposite norme per garantire la realizzazione delle attività diagnostiche e riabilitative di cui all’articolo 3.
2. Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’Universita`
e della Ricerca, provvede, con proprio decreto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad emanare linee guida per la predisposizione di appositi protocolli regionali da stipulare entro i successivi sei mesi, per le attività di identificazione precoce di cui all’articolo 3,
comma 7.
3. Il Ministro dell’istruzione, dell’Università
e della Ricerca, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, individua le modalità di formazione dei docenti di cui all’articolo 3 bis.
4. Il Ministro dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, individua le misure dispensative, compensative, educative e didattiche di supporto degli alunni con DSA di cui all’articolo 4, che devono essere adottate in tutto il sistema nazionale di istruzione e formazione.
5. Il Ministro dell’istruzione, dell’Università
e della Ricerca, con il medesimo decreto di cui al comma 4, individua altresì forme di verifica e di valutazione finalizzate ad evitare condizioni di svantaggio degli alunni con DSA, ai sensi di
quanto previsto dall’articolo 4, comma 4.
6. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro per le pari opportunita`
e il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, con propri decreti, provvedono
nell’ambito delle rispettive competenze,
a dare attuazione alle disposizioni
di cui all’articolo 5.

ART. 7.
(Regioni a statuto speciale e province autonome
di Trento e di Bolzano).

1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione nonché al titolo V della parte seconda della Costituzione.
2. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono a dare attuazione alle disposizioni della legge stessa.

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