è Giusto concedere strumenti compensativi ai dislessici ?

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Jack
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Messaggio da Jack » dom giu 25, 2006 12:06 pm

Potrei farlo, l'anno prossimo,

ma comunque credo che quanto scritto sia a loro ben chiaro poichè l'ho detto loro di persona.

Prendo fiato e ti spiego dettagliatamente ...... :o :shock:

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Jack
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Messaggio da Jack » dom giu 25, 2006 1:38 pm

Il primo giorno del 3° anno ho preso uno ad uno in disparte i professori per spiegargli la situazione e molti di questi hanno concesso la loro disponibilità

si è visto però che il doppio del tempo crea a loro problemi logistici poichè si deve chiedere tempo ad altri docenti.

e creano problemi anche a me che perdo delle spiegazioni per finire la verifica dell'ora prima.

a mio parere sarebbe cosa buona e giusta porre delle verifiche dimezzate:
al posto di 10 domande sulla rivoluzione francese metterne 5



APPUNTO PER GLI INSEGNANTI


[in tal caso ricordo però agli insegnanti di stare attenti di non toglere le 5 più difficili o le 5 più facili perchè di solito questo crea problemi di mormorii nella classe.
rendere chiara la situazione ai compagni favoriscie questo metodo.
il metodo è del tutto identico a quello del doppio del tempo ma logisticamente meno invasivo per i vostri colleghi , tutto quì]


[Per essere più convincente vi informo che non concedere questo ad un dislessico secondo antiche credenze porta sfortuna :wink: ]

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Messaggio da laura » lun giu 26, 2006 9:57 am

ma perche' e' diventato cosi' fondamentale il tempo? perche' ci deve essere un tempo prestabilito nel quale si deve produrre un tot, veicolato dall'esterno e quindi determinato sulla base di una media che di fatto appiattisce su di un unico valore le possibilita' di ciascuno, piuttosto che la verifica dell'apprendimento reale? e' da un po' di tempo che me lo chiedo e non riesco a comprendere perche' la scuola sia diventata (o forse lo e' sempre stata) il luogo dove si giudica e non il luogo dove si rende partecipi giovani menti del mistero della conoscenza. La verifica dovrebbe essere una formula usata da parte dell'insegnante, per capire se coloro ai quali lui o lei trasmette conoscenza (non informazioni) hanno compreso (non capito), hanno fatto propri gli elementi di una materia. quindi chi se ne frega se uno ci mette dieci minuti o un'ora e questo indipendentemente anche dai problemi della dislessia, non siamo tutti uguali e questo tentativo di omologazione lo trovo pesante molto pesante.

a proposito il mio "ragazzo di otto anni" al quale e' stata diagnosticata una forma di dislessia e disgrafia da "valutare" nel corso del tempo, l'altro giorno disegna un percorso ed invece di fare il piu breve per far andare Martina al supermercato le fa fare un percorso alternativo molto piu' lungo. Alla mia domanda sul perche' mi risponde "volevo farle vedere la vasca dei pesci! Bhe fate un po' voi e' vero che lui si perde ma mi fa anche vedere e percepire cose che io nella mia fretta non riesco nemmeno a sapere che esistono.....

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Jack
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Messaggio da Jack » lun giu 26, 2006 6:43 pm

Hai ragione, il tempo non è un opportuno metro di giudizio.

si dice molte volte che in passato i dislessici venivano bocciati e mandati a lavorare, ma in realtà nella scorsa generazione la scuola non era così frenetica e non poneva verifiche che puntassero così tanto sulla rapida esecuzione.

[in passato si dava più tempo a tutti Perchè chi sà sà e chi non sà non sà che farsene del tempo in più. ]

il nostro desiderio di rendere tutto standard e di avere parametri fissi per giudicare in massa tutta l'umanità ci spingono a non capire che valutare non è una cosa che può fare un computer con parametri impostati :
ci vuole un insegnante, un insegnante che sappia valutare e che non abbia paura di dare a tutta la classe più tempo se ve ne fosse la necessità.

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Messaggio da Dnaiele » mer giu 28, 2006 2:06 pm

Jack ha scritto:Risposta a dnaiele :

per essere un dislessico ne leggi di roba strana :shock:


ora mi hai fatto venire la curiosità, quindi entrerò nel luogo maledetto che voi chiamate biblioteca e chederò di questi libri.

:§ -->
Caro Jack,
era un programma radiofonico da cui nè è uscito un libro che è una collezione di brani brevi, ma molto intensi.
Ora su radio 24 Diego Cugia fa Zombi, che in qualche modo è la continuazione...
P.S. di roba nè ho letta idi ben più strana, non posso leggere della roba banale, altrimenti che senso ha...

Cioa
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Messaggio da Jack » gio giu 29, 2006 6:55 pm

Hai veramente ragione, leggere se bisogna faticare per leggere comunque tanto vale leggere qualcosa di complesso.
anche se penso che molti libri che utilizzano termini aulici et eruditi siano assai più banali e privi di pragmaticità rispetto a stesure che spesso vengono considerate banali.

Io non leggo molto, anzi, non leggerei affatto se fosse per mè, ma una persona un giorno mi ha spiegato come accostarmi ad un racconto cinematografico meglio noto come film e ho notato che anche i film più insulsi possono essere analizzati e si può da essi comprendere quello che pensava il loro autore.

ho scoperto che nei libri e nei film l'autore non nara mai una storia, ma si racconta semplicemente.

A me piace guardare i film con quest'ottica e quindi prediligo chi anche nella scrittura è semplice e diretto.

trovo che sia una grande qualità.

[con questo non voglio toglere nulla alle letterature complesse, ma sottolineo la loro scarsa accessibilità

tutto può, a mio parere, essere espresso in modo semplice o compesso a discrezione di chi scrive.
ma chi scrive in modo complesso esclude e questo spesso lo vedo con i libri scolastici che gradirei più pratici e sintetici. ]

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Messaggio da Jack » gio giu 29, 2006 6:59 pm

:roll: Che diavolo ho scritto quà sopra,
probabilmente è colpa della caffeina, quando inizio a parlare di una cosa finisco sempre con lo sfociare in altri argomenti.

:?: Sarà anche questo per via della dislessia
o è colpa del caldo? :oops:

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Cugia...

Messaggio da Dnaiele » gio giu 29, 2006 8:44 pm

Diego Cugia scrive in modo semplice e diretto...
Concordo in pieno con quello che hai detto riguardo i libri, anche a me piacciono di più i film, ma sono daccordo anche con le parole di Nicholas Negroponte che è un guru dell'informatica (basta digitare il suo nome su google...), in Essere Digitale, il suo primo libro, inizia con l'introduzione che intitola: "il paradosso di un libro" e le sue prime parole sono: "Essendo dislessico non mi piace leggere". Tra le ragioni sulla sua produzione di un libro dice anche che c'è una ragione ragione più personale, vagamente ascetica. Dice che i sistemi multimediali interattivi lasciano poco spazio all'immaginazione. E cnche un film di Hollywood, perchè questi forniscono rappresentazioni molto precise, e all'occhio della mente rimane sempre troppo poco da fare. Invece la parola scritta suscita immagini ed evoca metafore che traggono molto del loro significato dall'immaginazione e dalle esperienze del lettore. Dice che quando si legge un romanzo, siamo noi a dare al testo buona parte del colore, del suono e del movimento. Conclude dicendo che si deve mettere qualcosa di sé stessi nel leggere questo libro. "E lo dice uno che non ama leggere."

Cioa...
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Messaggio da Rainsoul » gio giu 29, 2006 9:24 pm

Devo dire che Jack, per essere uno che non ama leggere, scrive veramente bene!
E' strano per me che non sono dislessica, perchè mi capita spesso di notare che chi ama scrivere ama anche leggere... In realtà io non so se a Jack scrivere piaccia, ma lo fa come se gli piacesse!
Scusate il pasticcio di espressioni!
A me il cinema piace molto, ma preferisco i libri: quando ho visto il primo film di Harry Potter mi sono stupita di quanto l'ambientazione fosse simile a quella che mi ero immaginata leggendo i libri!!
Inoltre trovo che un libro sia più "intimo": i personaggi hanno la voce che vuoi tu, la faccia che vuoi tu, l'odore che vuoi tu. Però mi rendo conto che se una persona ha bisogno di decifrare quello che legge (come può accadere a me con un testo in inglese, per esempio), tutta la magia si perde!
Almeno, da ciò che ho letto è più o meno questo che succede con la dislessia... o no? In effetti non so se si può capire una cosa del genere senza provarla. Io però ci provo, col vostro aiuto :D
Ricordo benissimo il programma radiofonico di cui parla Dnaiele: quando tornavo da scuola me lo registravo tutto!
Il doppiatore che dava la voce a Jack Folla si chiama Roberto Pedicini, se non mi sbaglio!
(che voce stupenda che ha...:oops:)
Nulla al mondo è normale.
Jostein Gaarden

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Messaggio da Jack » ven giu 30, 2006 7:16 pm

Risposta a Dnaiele:


io trovo che la fantasia sia una cosa estremamente intensa e stupenda, ma non sono mai riuscito ad utilizzarla mentre leggevo.

Ho bellissimi ricordi di quando mio padre da piccolo mi leggeva storie inerenti le varie invenzioni e la vita degli inventori (la metà della quali dislessici a parer mio )

d'estate chiedo ad un mio amico di raccontarmi la trama dei fumetti che legge e questo stimola la mia fantasia.

io spesso non traggo dalle lettere un'immagine, ma spesso faccio il contrario e trovo storie fantastiche inventate da uno stimolo visivo come un quadro, ad esempio.

chiederò a qualche amico di leggermi quanto citi....
.....anzi, no, non lo farò mai
parlando con te otterrò tante di quelle citazioni che la cosa non sarà più necessaria.

CIAO Dna

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Messaggio da Jack » ven giu 30, 2006 7:45 pm

Risposta a MAURIZIA:

Hai ragione, mi piace scrivere, e lo faccio parecchio, volentieri e spesso a vanvera.

Per natura io dovrei odiare anche la scrittura, ma gli eventi hanno fatto si che la mia dislessia mi spingesse ad amare scrivere.

Alle elementari io scrivevo graficamente malissimo e facevo un sacco di esercizi di scrittura per migliorare.

alle medie volli canalizzare quanto scrivevo in qualcosa di produttivo, come un libro che mi consentisse di sbizzarrire la mia fantasia.

cominciai a scrivere e, continuando a farlo mi appassionai.

scrivevo sulle agende da 12 mesi e, entro la seconda media ne avevo riempite 3 con un racconto fantasy pieno di draghi, angeli e demoni.


probabilmente il fatto che io avessi scritto quel racconto in quel periodo oscuro ha fatto si che il mio racconto fosse molto sentito ed esprimesse quello che pensavo in modo metaforico.

conclusi il racconto in nell'ultimo anno delle medie, ma quando mi misi in testa di rileggerlo per correggerne gli errori, la cosa mi risultò tanto difficile che mi misi di nuovo a riscrivere la stessa storia da capo con parole differenti.

riscrissi tutto il racconto che risultava ora ben chiaro nei contenuti, ma avrei dovuto ricorreggerne gli errori e la cosa mi scoraggiava quindi abbandonai la cosa reputandomi un pessimo scrittore.

Il mio libro non è stato completato e forse nessuno lo leggerà mai, ma scrivendolo ho imparato a scrivere e ad esprimermi in italiano.

scrivere mi piace perchè mi piace esprimere quello che ho dentro e che molto spesso i miei insegnanti hanno disprezzato.
qunto scrivevo alle medie e quanto scrivo oggi spinge a riflettere su un'argomento che è quello che io e molti altri ragazzi come me hanno passato.

Non mi piace scrivere, ma mi piace comunicare, perchè sono stato zitto per troppo tempo.

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Messaggio da Rainsoul » ven giu 30, 2006 8:03 pm

Premetto che non ho assolutamente alcun elemento per giudicare il tuo racconto, visto che non ne conosco nemmeno la trama.
In più, sebbene legga già da qualche tempo il forum, non so che genere di ragazzo tu sia (timido, estroverso, modesto, sbruffone? :wink: ); però devo dirti che quando uno scrittore presenta un manoscritto, questo viene corretto.
Ora, se non addirittura mandandolo ad un editore, potresti farlo leggere a qualcuno di cui ti fidi abbastanza e che non abbia problemi di lettura, anzi che sia bravo in italiano, per fartelo correggere. Anche se ti assicuro, alle volte vengono pubblicati libri di persone il cui modo di scrivere è molto peggiore del tuo!
Non scherzo, e parlo per esperienza diretta.
Poi, devi sapere che da qualche parte ho letto una cosa con cui non sono del tutto d'accordo, e cioè che gli insegnanti dovrebbero incoraggiare i dislessici a dedicarsi a materie scientifiche, e non a quelle umanistiche (mi spiace di non ricordare l'indirizzo!!). Io non sono d'accordo, perchè penso che si debba vedere la situazione in maniera individuale: con che coraggio ti si potrebbe dire di lasciar perdere la scrittura? Solo perchè hai difficoltà nel rileggere? E se scrivessi al pc, magari con il correttore aitomatico? Sono una lettrice vorace dall'età di 5 anni (sono anticipataria), e di scrittura un po' me ne intendo: tu costruisci le frasi in maniera piuttosto pulita, non fai errori di modi e tempi verbali (quelli il correttore automatico mica li corregge!!) e soprattutto cambi la tua espressività a seconda del concetto (dai il giusto colore alle frasi).
Insomma, da parte mia questo è un incoraggiamento a continuare sempre e comunque questa strada.
Ora scusa, ma devo uscire fra poco... spero di aver reso l'idea che volevo esprimere!
Ciaus!!
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Messaggio da Jack » ven giu 30, 2006 11:04 pm

Ti ringrazio per il supporto.

comunque l'anno scorso ho avuto la pazza idea di riprendere il libro e riscriverlo per la terza volta.
ora però per correggere gli errori stò utilizzano il computer (e a volte mi affido alla lettura di mia madre )

se riuscirò a completarlo sarà merito di coloro che mi avranno aiutato.

Tu ti sei preoccupata per un tuo amico dislessico quindi forse lui un giorno te lo dirà lui, ma per ora voglio essere io a dirti un sincero GRAZIE.

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Messaggio da Rainsoul » sab lug 01, 2006 2:08 pm

Eeeeeeeeeeh!!!!!!! E di che?
Ho detto solo quello che pensavo! :mrgreen:

ah, a proposito di libri e di film, mi è venuta un'idea, che molto probabilmente non ha alcun senso, che ho pensato di scrivervi.

Cosa succederebbe se un dislessico guardasse abitualmente la tv con i sottotitoli?

Non potrebbe diventare un aiuto per "riconoscere" le parole che si leggono?
Vi spiego il mio ragionamento senza alcuna base scientifica. :lol:

A volte non so se una parola si scriva, ad esempio, con la lettera i o senza. Allora la scrivo da qualche parte in entrambi i modi, e scelgo quella più familiare, perchè la riconosco.
Se voi fate fatica a leggere, ovviamente avrete più problemi a memorizzare ad esempio la corretta grafia dei termini, ma se aveste qualcuno che legge per voi, forse il processo di memorizzazione sarebbe facilitato...

Inoltre è un'operazione che si può interrompere quando si vuole, semplicemente smettendo di leggere i sottotitoli.

Sono sicura che il processo inverso funzioni, perchè quando ho visto dei film in inglese, con i sottotitoli sempre in inglese, capivo meglio quello che dicevano gli attori .
Poi alle medie ho fatto un po' di francese, che è abbastanza simile all'italiano, e quando vedevo alcune parole scritte non capivo il loro significato, ma se invece le leggevo ad alta voce, con la pronuncia che è diversa dal modo di scrivere mi arrivava a volte "l'illuminazione"!

Questa cosa mi è venuta in mente perchè, tempo fa, mi hanno inviato una mail scritta in maniera strana: in ogni parola solo la prima e l'ultima lettera erano giuste, mentre quelle all'interno erano tutte mischiate. Non ci crederete, ma se la leggevo ad alta voce, non avevo bisogno di sforzarmi troppo per capire cosa dicesse, a parte per alcune parole.

Alla fine spiegavano che in un'università avevano usato questo metodo per scoprire che il cervello , dopo i primi anni di scuola , riconosce le parole senza bisogno di decifrarle lettera per lettera.

Allora mi sono chiesta: chissà se un dislessico potrebbe leggere questo testo! E' forse questa capacità che manca? Ovviamente non ne ho la minima idea.

E non saprei spiegarvi come, però in qualche modo capisco che può essere collegato a quello di cui vi parlavo prima.
Magari ci ho toppato completamente!
:lol: :lol:
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Messaggio da Jack » lun lug 10, 2006 8:54 pm

mio padre spesso mette i sottotitoli perchè vuole tenere il volume basso,
io non riesco a seguire il film e mi incavolo con lui.


ragionandoci in passato ho notato che se seguo i sottotitoli:
- 1 non seguo la vicenda,
- 2 mi devo concentrare solo su quelli
- 3 non capisco chi sta parlando
- 4 non capisco neppure la frase

questo è perchè quando vedo un grafema il mio cervello attiva la modalità decodifica la quele prevede che tutte le energie vengano in essa riposte e la mia attenzione non può andare ne al senso delle parole che leggo ne alla vicenda.

la tua proposta di utilizzare questo metodo per risolvere il problema è applicata in modo analogo in alcune terapie fai da te applicate da alcuni insegnanti, ma non anno grande successo


con questo non voglio demoralizzarti, la tua volontà di trovare soluzioni e rimedi è grande e va valorizzata, continua a scavare e a discuterne con ragazzi dislessici e presto sopra la tua testa si alzerà una nuova lampadina :idea:

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