ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

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Gian Luca
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da Gian Luca » gio ott 23, 2008 1:35 pm

attilio ha scritto: Mi spiace aver dato l'impressione di criticare ma questa affermazione è proprio quella che temevo: i dislessici, e gli alunni in difficoltà in genere, hanno bisogno di metodi di insegnamento DIVERSIFICATI, in quanto hanno diversi metodi di apprendimento!
Attilio, mi scusi, ma guardi che quando scrivevo che "Ognuno ha il proprio metodo." mi riferivo all'opportunità di lasciare SEMPRE e COMUNQUE i formulari agli studenti, anche in assenza di affetti da DSA.

In tale assenza, sono personalmente contrario.

Attendo sue...

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Dnaiele
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da Dnaiele » ven ott 24, 2008 10:54 am

Caro Gian Luca,
la ringrazio molto per essersi rivolto al nostro forum per avere qualche informazione sul tema DSA. Nessuno qui pretende di insegnarle il lavoro o di criticare i suoi metodi, tentiamo solo di mettere le persone che hanno a che fare con questi problemi in condizione di avere le adeguate informazioni che permettano loro di adeguare i loro metodi al problema.
Nessuno di noi, e conoscendolo, tantomeno Attilio, si arroga il diritto di criticare il suo lavoro, tantopiù che lei si è rivolto a noi per avere informazioni sulle modalità di comportamento di fronte a questo problema. Abbiamo raccolto la sua richiesta e abbiamo fornito i dettagli che ci ha richiesto senza nessuna volontà di attacco néP professionale, né tantomeno personale.
Mi rendo perfettamente conto che il problema sia effettivamente quello di individuare le modalità che portino all'insegnamento e alla verifica dell'incremento delle capacità e delle conoscenze delle persone in esame e che il problema possa essere visto a prima vista come una questione di disuguaglianza.
Le faccio una semplice domanda: ha qualche alunno che porta gli occhiali?
Perché glieli lascia quando fa lezione?
Non è disuguaglianza rispetto a chi non li porta?
La mia domanda non è casuale: quando fu scoperta la dislessia fu proprio chiamata word blindness, che in quache modo possiamo tradurre come cecità per la transcodifica delle parole . Poi si è scoperto che questo porta con sé tutta una serie di altri problemi legati alle modalità di ragionamento e di memorizzazione.
Lei, Gian Luca, ha sicuramente capacità mnemoniche superiore al normale, il fatto che sia laureato ne è la riprova. Sarebbe in grado di ricordare 100 numeri in fila e di ripeterli in fila e al contrario guardandoli appena due volte facendo trascorrere qualche secondo tra un numero e l'altro?
Io che certamente non ho una memoria prodigiosa, sono fortemente dislessico, e non ho ancora automatizzato in fila l'alfabeto inglese (anche per scarsa volontà, lo devo ammettere, ma non mi è mai servito davvero e ho preferito usare il mio tempo per altro) ci riesco. Per farlo utilizzo dei metodi efficaci (http://it.wikipedia.org/wiki/Mnemotecnica quetso è nu piccolo assaggio) che mi permettono di avere una supermeomoria come quella dell'uomo con più memoria al mondo: Gianni Golfera.

Le racconto un aneddoto che mi riguarda e che forse può farla riflettere: io ho frequentato un istitututo tecnico sperimentale ad indirizzo informatico, una scuola difficile nella quale non hanno mai rimandato, o promuovevano o bocciavano fino da tempi non sospetti. La prima volta che frequentavo la terza, tenga presente che avevo già frequentato due volte al seconda superiore, uno degli ultimi giorni di scuola, quando si va per vedere i propri compagni, per iniziare insieme i compiti delle vacanze e anche per sapere come andrà lo scrutinio, la prof di matematica, era la presidente del consigilo di classe (o come si chiama, comunque il suo voto valeva doppio) entrò in classe, e iniziammo a chiederle come sarebbe andato lo scrutinio.... Arrivata a me mi disse: "Vedi Zanoni, si vede che qualcosa c'è, ma devi avere delle lesioni a livello logico, io ti consigilo di stare lontano dall'informatica e dalla matematica in particolare".
Passarono gli anni, venne fondata l'AID e io iniziai a fare volontariato, venne organizzato il primo corso di formazione di Reggio Emilia e venni chiamato come relatore per paralre della mai esperienza, per parlare dei problemi collaterali che può portare l'essere dislessico. Mi armai di volantini e tornai alle superiori, in sala insegnanti trovai lei, la stessa prof...
Cosa potevo fare? Mi avvicinai serenamente per invitarla al corso: "Prof. cercavo proprio lei: L'AID organizza un corso sui Disturbi Specifici dell'Appredimento"
lei mi guardò e mi chiese: "Lei è stato un mio studente? Perché sa ne ho avuti tanti, non mi ricordo"
La mia risposta pronta che in verità aspettva da qualche tempo di uscire fu: "Beh io mi ricordo molto bene di lei! Pensi che un giorno mi ha detto che avevo lesioni a livello logico e di stare lontano dalla matematica e dall'informatica... Beh io mi sono laureato in Fisica, credo che uno di noi due si sia sbagliato..."
La sua risposta per deviare discorso fu: "Ma ti sei laureato a Modena o a Parma?"
Non posso biasimarla, ma per merito delle sue scarse conoscenze, io ho perso davvero motlissimi anni (un bocciato due volte allora doveva prestare un anno alla patria subito dopo il diploma) e non ho raggiunto davvero quello che avrei potuto...
Beh ora posso dire che se c'è qualcosa che funziona bene nella mia testa è la logica, ora sono iscirtto al Mensa (http://www.mwnsa.it)
La prego non abbia pregiudizi. Qui nessuno vuole criticarla in modo gratuito. Non siamo qui per tentare di incolpare qualcuno di chissà cosa, siamo qui per cercare di migilorare insieme, di conoscere e di affrotnare un problema nel migliore dei modi. Quindi, la prego, accetti i nostri consigli senza preconcetti.
Stiamo cercadno di fare in modo che le ali dei dislessici non siano tarpate per incomprensione e dalla scarsa conoscenza...
dnaiele!
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"Non si volta chi a stella è fisso" Leonardo Da Vinci
http://www.youtube.com/watch?v=CNc-w8n5XjY

SilviaL
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da SilviaL » ven ott 24, 2008 1:00 pm

Anch' io Gian Luca le confermo che la mia intenzione nel mio precedente intervento era puramente spinta dal fatto di cercar di spiegarle che la situazione non è cosi semplice, e sopratutto che ogni nostro "trucco" per imparare è molto personalizzato.
Quello che le chiedevo era di avere maggior apertura mentale e mettersi nei panni per un attimo di un dislessico. Il suo approccio iniziale a fatto si che scaturissero le risposte in un determinato modo e con un determinato linguaggio.
Ma come le ho scritto più d una volta non è per valutare la sua capacità o incapacità di insegnare e le ripeto il fatto che lei si stia interessando per capire e trovare un metodo non solo le fa onore, ma la mette tra i migliori docenti. E non possiamo che ringraziarla.
Questo è sicuramente l'ambiente giusto in cui può trovare le risposte che cerca: comunicare con persone che hanno vicino o vivono il problema può darle un idea più realistica. Poi sta a lei, la sua sensibilità e la sua esperienza di docente a cogliere quello che potrebbe esserle utile.

Io sono una formatrice specalizzata nell'insegnare informatica e processi aziendali.
Quindi capisco perfettamente il suo bisogno di trovare un modo per aiutare il ragazzo a cui è stata riconosciuta la dislessia.
Il feedback nell'insegnamento è tutto.

Preciso che non mi è mai stata riconosciuta la dislessia e che ne sono venuta a conoscenza solo da poco tempo e le faccio presente che io ho 38 anni.
Questa scoperta mi ha permesso di avere risposte a tante delle mie domande.

Quindi ho avuto molte volte a che fare con docenti che davano sentenze certe su qualcosa che non conoscevano come è accaduto per Ddaniele e quando mi dicevano che volevano aiutarmi mi chiedevano se avevo problemi in famiglia, ed altre domande che potevano essere una spiegazione alla mia "scarso impegno". I consigli pratici vergevano su: "metteti davanti ad uno specchio leggi e poi ripeti".. oppure " leggi e poi ripeti per paragrafi" oppure " fai i riassunti"... lei capisce che non funzionando la memoria a breve, quella meccanica per me era impossibile utilizzare quei metodi.
Stessa cosa nell'ascoltare e poi avere la capacità di mettere in pratica quanto appena spiegato: non mi funziona nemmeno la memoria meccanica.
Nella mia scuola alle medie inferiori ero diventata un "caso" e riuscendo in alcune materie ad ottenere voti sopra la media e non si spiegavano come potessi avere difficoltà enormi in altre.
Il preside sentendo parlare di me mi ha chiamata nel suo ufficio e mi ha prima fatto le solite domande. Poi dopo avermi ascoltata ed aver capito che ero molto intelligente e acuta si è reso disponibile a farmi lezioni sulla materia su cui aveva insegnato in passato: la matematica. L'ira della mia docente di ruolo ovviamente è stata ovviamente non contenuta... le stava dando dell'incompetente!

All'epoca non sapevo nulla nemmeno dei vari metodi per insegnare nè come funzionasse il cervello nell'apprendimendo, la memoria ecc...
E una persona che sa non è detto che abbia il dono del trasmetterlo in maniera semplice e chiara senza una preparazione come formatore.

La differenza tra le materie in cui andavo bene o male era il metodo didattico che per noi dislessici può fare molta differenza. Io ad esempio riesco ad imparare solo tramite la didattica per concetti.
Anche la lezione deduttiva, induttiva, per problemi dà buoni risultati. La lezione storico temporale ad esempio per me è come non averla seguita.
Poi ovviamente c'è la parte da dedicare allo studio che è una buona fetta di responsabilità nel rendimento... soprattutto con la lezione storico temporale.
Studiare senza avere una consapevolezza di come funziona il nostro cervello non è facile... io ho messo anni per trovare l'approccio giusto.
Ed ho dovuto anche documentarmi da sola.

Nessuno mi aveva detto come avere un approccio attivo con un libro per apprendere... nessuno mi aveva detto l'importanza dell'indice.. dell'introduzione di un libro... nessuno mi aveva parlato della visualizzazione delle parole.. della lettura veloce... delle mappe concettuali e delle mappe mentali.
Per un dislessico imparare significa diventare un esperto nella materia dell'apprendimento perchè le solite cose che sono facile ed intuitive per i "non dislessici" non lo sono per chi lo è.

Io quando sono costretta ad imparare qualcosa di statico lo visualizzo: chiudo gli occhi e creo un'immagine nella mia testa di quello che devo ricordare ed il modo dinamico di utilizzarla, al momento che mi serve richiamo l'immagine. Ma è uno sforzo enorme, un metodo lento per accedere poi alle informaizoni, non lo si può fare per tutto e poi dopo un po se non lo utilizzo lo dimentico.
Solo la logica e quindi il capire il processo in cui vengono costruiti i formulari rimane a lungo. E devo ripetere il processo di creazione...

Le ripeto per un ulteriore volta non la sto giudicando e non sto insinuando che lei non sappia insegnare le sto cercando di spiegare alcune cose che l'aiutino a capire la prospettiva di un dislessico verso l'apprendimento. Anche perchè come lei ci ha fatto presente è il primo anno che sta con lei e quello che gli mancano solo le basi.
Sicuramente posso dirle che non imparerà mai meccanicamente nè le formule, nè tutto il resto del formulario.

E vorrei anche sensibilizzarla su una questione: non tutti i dislessici sono riconosciuti ed a volte lo si riscontra solo per caso.. a volte solo per un docente attento che insita il dubbio... a volte dopo aver faticato per una vita senza avere un nome per questa diversità.

Grazie e buon lavoro
Silvia

Gian Luca
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da Gian Luca » sab ott 25, 2008 12:12 pm

Ringrazio per i commenti ricevuti e gli incoraggiamenti nel lavoro, ma vorrei, se possibile, riportare la vs. attenzione un poco più "sul pezzo".

Non sto discutendo la necessità degli strumenti compensativi, ma sto cercando di identificare correttamente nel mio SPECIFICO ambito disciplinare quelli COMPATIBILI con il profilo delle competenze necessarie ai periti che devo contribuire a formare. Ergo compatibili con gli OBIETTIVI di apprendimento che sono fissati per i ragazzi al termine del triennio di specializzazione.

Ho proposto alcune delle modalità di approccio sin qui seguite: le ritenete opportune? Se no, come modificarle? Se si ma ancora insufficienti, qualcuno potrebbe darmi ulteriori suggertimenti OPERATIVI?

Vi ringrazio anticipatamente.

G. Luca

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mamma Rosa
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da mamma Rosa » sab ott 25, 2008 5:03 pm

Sono "solo" una mamma di un ragazzo di 13 anni (terza media). Il contributo che mi sento di darle è quello di ricordarle che ogni ragazzo con dsa è diverso dall'altro ed è questo che li "frega".
Le faccio un esempio: nella classe di mio figlio sono in due e vengono trattati allo stesso modo, a parte la dislessia mio figlio è discalculico e l'altro ragazzo no, mentre l'altro ragazzo è disgrafico in maniera severa mentre mio figlio in modo lieve...risultato: i prof ci chiedono in continuazione ma se Tizio ci è riuscito vuol dire che Caio non ha studiato perchè io ho fatto le stesse verifiche ecc... :sad:
So che quello che le ho scritto non le sarà di aiuto, anzi confonderebbe le idee anche a me che li conosco... :roll:
Per chiudere questo mio intervento le dico che lei è da ammirare anche solo per lo sforzo che sta facendo per capire e mettersi in gioco con i suoi studenti, :wink: Grazie
Esser la mamma di un dislessico è inebriante!!!

Dare un nome alle cose è il primo passo per affrontarle.

miky70
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da miky70 » mar ott 28, 2008 10:29 am

Ciao a tutti, sono nuova. Ho un bambino che frequenta la scuola primaria a Pesaro, in un ottimo istituto, dove avevo già iscritto il maggiore e mi ero trovata molto bene.
Con il piccolo avevo già avuto incomprensioni con le insegnanti della materna, che lamentavano che il bambino non ascoltava e non voleva imparare i numeri ed i giorni della settimana, perchè secondo loro non voleva collaborare.
In prima elementare ho visto che il bambino non riusciva ad imparare a leggere le sillabe, ho affrontato il problema con le maestre, ma mi hanno detto che il bambino era immaturo. Io invece mi sono subito mossa attraverso i servizi pubblici sanitari, le lungaggini burocratiche e le file mi hanno costretta a cercare un aiuto privato. Ho trovato persone qualificate in un centro Eureka che lo hanno aiutato e seguito al pomeriggio, mentre a scuola c'era un vero e proprio muro di gomma.
All'inzio della seconda elementare l'insegnante di matematica è stata sostituita, la nuova ha subito contestato il sistema del centro, mi ha accusata di fare i compiti al posto del bambino e ha chiesto il sostegno perchè non poteva seguirlo (in classe sono 14!!)
Ho preso un'insengante di matematica al pomeriggio e ho ottenuto notevoli miglioramenti, ha imparato le tabelline e le operazioni. In italiano faceva sempre gli stessi errori e l'insegnante gli dava il voto più basso, in questo modo il bambino si è avvilito sempre di più, tanto che non voleva andare a scuola oppure lamentava mal di pancia o mal di testa e dovevo andarlo a prendere. Una volta fuori il bimbo stava benissimo.
Le insegnanti lo hanno completamente abbandonato, mi hanno detto che se non prendevo il sostegno lo rovinavo.
Al termine dell'anno scolastico ho ottenuto un incontro con la Dottoressa V. del servizio sanitario, ho consegnato quaderni e schede di valutazione, la dottoressa non ha ritenuto necessario il sostegno ma ho insistito affinchè preparasse una valutazione.
All'inizio della terza elementare ho ritirato la valutazione in cui la dottoressa diceva che il bambino soffre di un difetto specifico dell'apprendimento. E' un borderline al confine con la dislessia, disortografia e discalculia.
Con quella valutazione mi sono recata a scuola, le maestre non avevano tempo per un confronto, ho dato la valutazione e ho detto di mettersi in contatto con la dottoressa.
Nel frattempo su richiesta della dottoressa, mi sono rivolta ad una neuropsicologa che segue i problemi della dislessia e che fa da tramite con le insegnanti. Fa conferenze e incontri con le famiglie.
Dopo un mese e mezzo, ieri, ho saputo che le insegnanti non erano riuscite a contattare la dottoressa, così mi sono fatta dare il cellulare, l'ho consegnato alle maestre e loro mi hanno detto che contestavano la valutazione della dottoressa stessa. Secondo loro non è dislessico e deve avere il sostegno e non possono lasciare incustodita la classe per andare a telefonare.
Stanca e amareggiata, oggi sono andata dal Preside. Spero che mi aiuti almeno lui.
Sono sicura che questa storia l'avete vissuta tutti quanti più o meno e non racconto niente di nuovo, per me è un'esperienza avvilente e frustrante.
L'AID può sostenermi nella mia lotta? Quali sono le autorità competenti verso le quali posso rivolgermi per ottenere che i diritti alla scuola vengano garantiti anche a mio figlio?
Se sarò costretta a cambiare scuola al bambino, come posso scegliere la scuola più preparata da questo punto di vista?

Grazie a tutti!
Michela

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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da elena44 » mar ott 28, 2008 11:07 am

:ck :wlc Benvenuta miky70!!!

Non capirò mai perchè le maestre non fanno le maestre e non le psicologhe o altro!! :roll:

Ti consiglio di andare in presentazioni così avrai il benvenuto anche del resto del forum.

Per quanto riguarda alcune informazioni, guarda sotto la mia firma troverai DIAMOCI UNA MANO.

Vedo che sei una mamma agguerrita e qui insegnamo anche ad affillare gli artigli!!! :lol:

Ciao
elena44

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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da miky70 » mar ott 28, 2008 11:31 am

Grazie per l'aiuto e l'incoraggiamento! =thx
Michela

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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da Rossella » mer ott 29, 2008 11:05 am

Intanto questo bimbo perchè non ha fatto logopedia? Ha bisogno di quello, non del sostegno!
IL MIO BLOG E I MIEI LIBRI: http://www.rossellagrenci.com

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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da miky70 » mer ott 29, 2008 10:40 pm

Mi sono affidata alle persone che mi sono state consigliate, non conoscendo nessuno e non conoscendo la materia, sono andata ad istinto, valutando l'impressione, lo studio e come il bimbo interagiva con chi avevo scelto.
Ora Elisabetta mi ha dato dei consigli e cercherò di seguirli.
Michela

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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da anna68 » ven ott 31, 2008 4:58 pm

Ciao e ben venuta.
Non sei costretta a cambiare scuola ogni volta.
Sicuramente l'aid ti può aiutare a capire quali sono i passi giusti e ad avere un sostegno.
Elena ti ha già detto di scaricare diamoci una mano se hai qualche dubbio siamo qui.
Ciao
E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. (Albert Einstein)
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da Maria Vittoria » sab nov 22, 2008 10:30 pm

grazie!!
ho acqiustato il libro su bol.it con il 50%di sconto. costa solo 9 €!!!
nn lo conoscevo....dalla tua citazione mi sembra carino...
Mavi

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Maria Vittoria
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da Maria Vittoria » lun nov 24, 2008 4:12 pm

scusate ma nn conosco ancora bene il forum, stavo scrivendo ad elisabetta, secondo messaggio pag. 1 di questa sezione
lei consigliava de leggere il libro
"A modo loro" di Mel Levine.

Riporto qui uno stralcio….

Alcuni insegnanti considerano le agevolazioni eticamente discutibili. Dopo aver letto le mie raccomandazioni, alcuni mi hanno detto:”Non è giusto. Perché dovrei trattarlo diversamente? Gli altri si lamenteranno quando vedranno che a Jonathan è concesso scrivere di meno, e io penso di essere d’accordo con loro”.
Durante un corso di formazione per docenti che tenni in una scuola media di Fayetteville, nel North Carolina, l’obiezione mi venne rivolta in pubblico da uno degli insegnanti di scienze presenti.
Prima che potessi replicare, un suo collega si catapultò dalla sedia e gli urlò: Ti sbagli di grosso. Senti cosa faccio io. Ogni anno, la prima settimana di scuola, dico in classe ai ragazzi: “Non intendo trattare neppure due di voi allo stesso modo. E niente proteste al riguardo. Alcuni dovranno scrivere lunghe relazioni, altri avranno il permesso di farle più corte; alcuni dovranno leggere articoli chilometrici, altri articoli brevi. Così stanno le cose. Ognuno apprende in modo diverso e se qualcuno ha esigenze particolari, me lo faccia sapere e il penserò a studiare qualche cosa di più adatto a lui. Ma non voglio sentire lamentele su quello che faccio per gli altri”.

nn sapevo che il messaggio finisse qui in fondooooooooo in fatti ho fatto tanta fatica a trovarlo......
faro pratica

grazie
Mavi

Loretta M
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da Loretta M » mar giu 15, 2010 3:41 pm

E' vero che avete già risposto in tanti e c'è poco da aggiungere ma mi prude la mano... e debbo proprio dirlo:
"Ma se lui usa le fotocopie e gli altri altro ..."
perchè gli altri debbono fare rimostranza su di lui e allora lui sugli altri?
Visto che, se ho ben compreso, si sostiene che le fotocopie non sono congeniali a tutti e questi, cui le fotocopie non sono congeniali, usano altro che cosa avrebbero da rimostrare???
Ma basta dai, a scuola si debbono usare strumenti anche diversi che debbono permettere ad ognuno di esprimersi al meglio così chi ha un bisogno educativo speciale non viene valutato solo come se fosse il proprio bisogno ma a 360°!
E se l'insegnante ci crede (sono un docente) i ragazzi le obiezioni non le fanno, giuro, credetemi.
E' importante invece chiarire una volta per tutte che le compensazioni e le dispense non FAVORISCONO semplicemente permettono al ragazzo con DSA e di essere un ragazzo intero e non il proprio bisogno!! :roll:
Infine, vorrei aggiungere che le fotocopie così non sempre sono la panacea tutti i mali dipende come sono fatte, di che argoemtni, in cosa consiste la lezione... ma sicuramente questo era implicito.
Ciao ciao
Loretta :wink:

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Costanza
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Re: ma sul piano puramente pratico (scuola)....???

Messaggio da Costanza » mar giu 15, 2010 6:49 pm

Loretta M ha scritto:E se l'insegnante ci crede (sono un docente) i ragazzi le obiezioni non le fanno, giuro, credetemi.
Concordo. Se l'insegnante ci crede i ragazzi le obiezioni non le fanno.
Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini. (G. Falcone)

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